Primino

Lo scorso lunedi è stato il primo giorno di scuola del Monno.

Qui di seguito un breve riassunto di quanto accaduto.

Ore 6.45
Imprecando l’imprecabile mamma Ova si sveglia, fa la sua colazione e parte a spron battuto a bordo del suo fidato Pandamonio rosso in direzione del luogo di lavoro. Lì dovrà fare solo un’ora (per ironia della sorte fra l’altro deve accogliere una classe prima al suo primo giorno di scuola) e poi rientrare nel traffico brianzolo in tempo per portare il suo figlio mezzano al primo giorno di scuola.
Ore 7.45
“Bimbi… sveglia!”
L’Ovetta mugugna qualche cosa ma da brava bimba si trascina giù dal letto e si avvia in bagno; Pica non da cenni di vita e viene convinta ad alzarsi solo perché “oggi è il primo giorno di scuola del Monno… non vorrai farlo arrivare tardi vero?”
E il Monno?
Lui si è già catapultato giù dal letto, è già andato in bagno a far pipì e gira nudo per casa cercando i vestiti perché “devo fare presto!”
A vederlo, si nota chiaramente un sorriso stampato in faccia.

Ore 8.20
Dopo abbondante colazione e aver sfamato i cuccioli, prima tappa per portare l’Ovetta a scuola.
Il Monno guarda all’ingresso di sua sorella per la prima volta senza alcuna (malcelata) invidia.
Permane il sorriso stampato in faccia.

Ore 9.00
Dopo aver abbandonato la primogenita, Papà ovo e il nostro eroe accompagnano Pica al suo amato fiocco Aranzo. Poi, già che sono lì, il Monno fa una capatina al suo vecchio fiocco Rosso accolto come un eroe dagli astanti e festeggiato dalle ex-maestre; lui, ormai un bimbo da elementari, risponde serio e compito a tutti tenendo ben stampato in faccia il sorriso di cui sopra.

Ore 9.25
Rientrati in casa, papà Ovo consacra il cucciolo mettendogli in spalla la cartella nuova fiammante; il giorno prima il cucciolo aveva chiesto a mamma Ova l’esatta utilità di ogni tasca della medesima onde non dover incappare in errori casomai l’astuccio andasse rigorosamente nella tasca anteriore… o viceversa.
Mamma Ova rientra sgommando giusto in tempo.
Il cucciolo accusa il momento e piano piano stempera il sorriso.

Ore 10.00
Si aprono i cancelli.
Una fiumana di genitori e cuccioli si riversano nel primo cortiletto.
Il Monno afferra saldamente la mano di papà (da una parte) e quella di mamma (dall’altra) e segue il flusso, del sorriso più neppure l’ombra.

Ore 10.10
Dopo un primo pistolotto iniziale della preside, i cuccioli vengono chiamati ad uno ad uno, divisi in classi e portati nel giardino interno dove vengono ri-accolti dai bimbi di quinta che cantano una canzoncina e che si prendono, ognuno, un nuovo arrivato per portarlo in classe per la prima volta.
Il Monno non stacca le mani dai genitori neppure un minuto, poi viene chiamato dal bimbo G. di quinta e si avvia verso la classe: a metà strada i due stanno già ridendo della grossa e arrivati in classe sono già amici fraterni.

Ore 11.30
Nell’oretta e mezza, che gli Ovo genitori rimangono in classe avvengono i seguenti fatti:
1) Un Ovetto, precedentemente costretto dai genitori a presentarsi in giacca (… sì, stiamo parlando del primo giorno di prima elementare) con un atto di estrema ribellione appena lasciato al banco da solo… si toglie la giacca.
2) Un’Ovetta decide che per lei la scuola è abbastanza… e comincia a piangere.
3) Il bimbo G., ormai amico intimo del Monno, viene richiamato in quinta e lascia il nostro eroe insieme ai suoi compagni con grandi saluti.
4) la bimba piangente non si da pace e a nulla valgono i tentativi delle maestre.
5) Il bimbo D. fa il record mondiale e riesce a bigiare il primo giorno!
6) Alla mamma della bimba piangente viene accordato il permesso di starle accanto (onde evitare che la cucciola muoia annegata dalle sue stesse lacrime cadute copiosissime)
7) Il bimbo “sgiaccato” ha già capito il meccanismi e a qualsiasi domanda posta dalla maestra alza la mano: lui una risposta ce l’ha! Sempre!
8) Il Monno si ambienta bene, estrae il quaderno, l’astuccio, le forbici e la colla e si mette diligentemente a ricostruire il puzzle come da compito assegnato (la colla finirà ovunque… ma non si può esser precisi precisi già il primo giorno).
Poi tutti i genitori salutano i propri bimbi che finiranno la lezione soli con la maestra per ben 45 minuti… che passeranno senza problemi con l’eccezione della bimba piangente.

Ore 12.30
Un Monno tornato sorridente saluta la maestra e si tuffa tra le braccia di mamma e papà.
“Papà: sono andato a scuola !”
“Sì Monno,… bravissimo”
Segue pranzo alla grande M .

Giusto per sapere come vanno a finire certe storie è bene sapere che:
1) La bimba piangiolente ha pianto anche tutto martedì, mezzo mercoledì e poco giovedì… poi pare aver accettato la triste realtà che l’età scolare l’avesse, purtroppo, raggiunta.
2) Il bimbo che alzava sempre la mano… continua a farlo (“però mentre alza la mano, da la risposta e allora cosa alza la mano a fare? vero mamma?”).
3) Il bimbo D., assente il primo giorno, si è regolarmente presentato il secondo giorno ma è stato rispedito a casa dopo aver vomitato due volte in mezza mattinata (le maestre saranno state sicuramente felicissime).
4) “Monno, cos’avete fatto oggi (secondo giorno di scuola)?”
“Abbiamo scritto: Martedì 13.”
“Bravo! Guarda come l’hai scritto bene!”
Il cucciolo guarda il genitore come fossi un totale imbecille e poi sentenzia: “Papà, ho scritto solo “Martedì 13” e la maestra mi ha dato tutto il giorno! Per forza l’ho scritto bene!!!”
… sarà un lungo anno…

PS: Papà ovo in estate aveva informato la consorte di aver inventato le S.E.O.G. “Serate Esclusive Ovo Genitori” con le seguenti regole: una al mese escluso dicembre – gennaio (causa feste natalizie) e giugno – luglio – agosto (causa vacanze estive) in cui bandire gli Ovetti under 18.
Ieri si è tenuta con successo la prima S.E.O.G. al Ligabue Rock Park di Monza….. oh yes!

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Oro

Lui era uno sfrontato giovine dongiovanni; lei una signorina a modo.
Lui la invitò sul suo torpedone; lei si dimenticò (tatticamente) le scarpette sul bolide.
Così dovettero vedersi di nuovo.

La storia di nonno Etto e nonna Clava cominciò così… tanti anni fa.

Oggi l’intera famiglia Ovetti ha festeggiato il cinquantesimo anniversario di nozze (!!!) degli Ucas; ognuno con una sua priorità.

L’Ovetta ha passato le ultime settimane tramando segretamente coi nonni su come aiutarli nella distribuzione delle bomboniere agli invitati; poi ha recitato nel film-evento (si veda poi) e infine oggi si è divertita come una matta ad intrattenere gli ospiti compita nella sua veste di bimba “…quella grande” e ad assaggiare piatti esotici.

Il Monno, che ha recitato anch’esso nel film-evento (si veda poi), oggi si è dedicato anima e corpo all’assalto degli antipasti, rei di essere arrivati in tavola oltre l’una (orrore!), ha redarguito i camerieri onde anticipare l’arrivo dei primi piatti e ha finito con una tagliata di manzo prima di prendersi una pausa onde ripartire con ritrovata energia verso la torta (abbondante per cortesia). E, non ultimo per importanza, ha sfoggiato la sua fiammante macchina fotografica gialla, immortalando momenti gloriosi della festa con lo sguardo del grande reporter.

Pica è scesa dall’auto chiedendo “Ma questa è la festicciola dei nonni? E posso cantare tanti auguri?”. Poi all’arrivo degli invitati è scappata al grido di “Aiuto! C’è troppa gente!”
Ma lentamente, si è ripresa, ha scoperto i crostini toscani, ha espresso il meglio di sè in una performance muta (ma densa di significato) nel film-evento, ha giocato in giardino evitando accuratamente i cani e ha alternato la pasta ai confetti al cioccolato, le patate arrosto ai confetti al cioccolato, l’acqua ai confetti al cioccolato, qualsiasi cosa ai confetti al cioccolato.

Mamma e papà Ovo invece hanno passato le ultime settimane ad intervistare parenti e amici, a farsi mandare video di auguri e a montare il tutto con colonna sonora in un film-evento che, sperano, sia piaciuto agli eroi di questa giornata.
Poi oggi si sono goduti parenti, amici, gli sguardi felici degli Ucas nonchè la visione – almeno la cinquantesima – del frutto del loro  lavoro.

E nonno Etto e nonna Clava?
Loro hanno mischiato trepidazione dell’attesa, sguardi di commozione, condivisione di ricordi, sorrisi felici e risate di gusto.

50 anni valgono bene una bella festa, la famiglia intera e gli amici di una vita tutti raccolti per festeggiarli.

E così, in questa occasione, UCAS assume davvero un significato diverso

“Uniti Come Allora Sempre”.

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(Nonna Clava e Nonno Etto… 50 anni fa)

 

PS: il film è già online nella sezione Private\50esimo Etto e Clava

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Sui blocchi

Lunedì

Pica fa il suo ingresso al fiocco Arancio.
Quest’anno abbiamo le seguenti novità:
1) sebbene il fiocco arancio l’anno scorso fosse già il più bello tra i belli, quest’anno è il più bellissimo tra i bellissimi.
2) Pica non è più una piccola ma una mezzana (il che ovviamente la rende superorgogliosa).
3) Piano piano stanno arrivando dei bimbi piccoli… ma sono piccoli loro, non come Pica che è mezzana… “sono mezzana io, capito?!?!?”

Martedì

Ore 17,30 il Monno comincia atletica.
Il cucciolo si prepara verso le 16,00 e per i successivi 90 minuti assillerà gli augusti genitori per assicurarsi di non arrivare in ritardo. Cosa che, ovviamente, non succederà.

Mercoledì

Papà Ovo si presenta alla riunione di presentazione della prima elementare per il Monno…. Insieme a mezza popolazione femminile dell’Ovetto town.
Il suddetto ascolta con attenzione prendendo appunti diligentemente; poi, quando una maestra impartisce l’ordine di preparare nell’astuccio una matita “sì, però attenzione non una matita qualsiasi, serve una matita HB, triangolare per la corretta impugnatura e con i pallini esterni onde evitare che scivoli dalle dita del bambino”… papà Ovo si perde tra i suoi sogni sino al “rompete le righe”.

Giovedì

Mamma Ova, subito dopo cena, prende il computer, la sua agenda di doppia insegnante, l’agende di una bimba che va all’asilo, fa inglese e ginnastica, l’agenda di un bimbo che va in prima elementare, fa inglese e fa atletica, l’agenda di una bimba di terza che fa inglese, ginnastica e catechismo, l’agenda di un marito che viaggia per l’Italia e scompare per la serata.
Ne riemerge un paio d’ore dopo con una bozza di agenda comune che prevede passaggi arditi di vari figli tra i suddetti genitori e gli UCAS.
Papà Ovo ha promesso che cercherà di capire come e cosa dovrà fare.

Venerdì

Gran festa (in differita) per i 6 anni del Monno.
Tanti bimbi, tanti regali, tante focaccine, caramelle, torte, cocacola, aranciata e zanzare.
Il Monno prende un pallone sotto braccio, i suoi amici del cuore, tutti rigorosamente maschi, e sparisce per tutta la festa.
Rientra all’ovile un paio di ore dopo, sporco, sudato e felicissimo!

Sabato

L’Ovetta prepara la cartella per il rientro a scuola di lunedì prossimo.
Controlla che ci sia tutto, ricontrolla per sicurezza, e alla fine controlla una terza volta… non si sa mai.
Poi chiede se può portare a scuola il suo fedele “1° dizionario dei bimbi” che attualmente staziona fisso sotto il braccio della cucciola ovunque ella si sposti.
Ne ottiene un diniego ma questo non la demoralizza.

Domenica

E’ il turno del Monno per preparare la cartella per la scuola, per il suo primo giorno di scuola.
“Mamma, mi devi spiegare ben a cosa servono le tasche di questa cartella. Dove devo mettere i quaderni, dove l’astuccio, dove il diario”. E seguendo le orme della sorella, controlla che ci sia tutto, ricontrolla per sicurezza, e alla fine controlla una terza volta… non si sa mai.
Poi, nel pomeriggio, doppia festa: prima amichetta di 3 anni e poi amicone di 40, profugo in giro per il mondo. Doppia torta, doppi festeggiamenti, doppio trasferimento in Milano.
Non si sa come l’Ovo famiglia sia sopravvissuta.

Riassumendo:
Da lunedì si comincia per davvero e soprattutto ci sarà il primo giorno di scuola del Monno.

Ne parleremo a breve…

 

1607pica500“500” visto da Pica: si possono notare la nuova casa (il contorno) e 6 figure dentro… NO! Non è come pensate! Tranquilli, oltre a noi anche la signora che ci aiuta a tener pulita casa)

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