Buon compleanno Pica #6

A te,

a te che quest’anno hai cominciato le elementari con il giusto mix di eccitazione e fifa ma comunque con una smania di diventare grande che ti fa gonfiare il petto e superare ogni problema.

A te che continua a piacerti dormire un sacco… e mamma e papà erano strapreoccupati di doverti svegliare presto per andare a scuola; ma siccome la scuola ti piace… che problema c’è a svegliarsi? Anche se poi alla mattina raggiungi il bagno ad occhi chiusi e rischi di finire contro un muro.

A te che dopo due giorni avevi capito subito chi erano i bimbi monellissimi della tua classe e alla domanda “Ma chi è invece un bimbo bravissimo?”, tu ci pensi su un po’ (a dire il vero poco poco) e poi esclami con assoluta naturalezza: “io!”

A te che in vacanza ci stupisci ogni volta di più perché non ti fermi mai e cammini… cammini… cammini… e hai detto che da grande vuoi fare la “camminatrice”.

A te che giochi sempre di più con il Monno e ogni tanto gli rispondi anche male. Ma poi vai a coccolarlo e sbaciucchiarlo perché un fratello, più fratello di lui, proprio non c’è.

A te che comunque l’Ovetta è e rimane il mito grandissimo… però quando gioca con te alla scuola e a fare le maestre M. e V. è ancora meglio.

A te che ogni tanto ti metti a parlare in inglese, così, senza motivo, per gioco o per dimostrare quanto stai crescendo… “Papà! I know english!”

A te che un giro in bici con un caschetto verde fa risplendere una giornata perché tutto è sicuramente più bello e colorato in sella alla tua stra-usata bici.

A te che raramente la domenica ti svegli presti e allora non perdi l’occasione di correre nel lettone con mamma e papà e li riempi delle tue carezze dolcissime.

A te che ormai il nuoto non è più un problema e te la cavi alla grande al mare come in piscina e quest’anno magari farai anche il grande passo sugli sci.

A te che ogni tanto vai in giro per casa saltellando e canticchiando perché semplicemente sei contenta.

A te che se una cosa non ti interessa diventi insopportabilmente fastidiosa e cerchi di distrarre tutti con richieste fantasiose; a te che sei testarda, che sai quello che vuoi, che scegli con naturalezza cosa ti piace e cosa no.

A te che ti fidi poco del mondo, ti ritrai quando sei in imbarazzo ma che sai abbracciare e dire “ti voglio bene” con una naturalezza che stupisce e che speriamo non ti lasci mai.

A te che hai deciso che G., l’Ovetta tua coetanea vicina di casa, è degna della tua amicizia e quindi ogni tanto la cerchi dal balcone e per un pomeriggio siete inseparabili… perché no?

A te che per il compleanno avresti voluto una decina di feste con amichetti vari, un pigiama party, una festicciola anche a scuola, una all’atletica, una al nuoto, forse anche una all’inglese e poi ci sarebbe quella lunghissima lista di regali già bella e pronta.

A te che ormai ti fermi in ogni dove a leggere: perché leggere è bello.

A te che ti vuoi far crescere i capelli per poi tagliarli, a te che sai allacciarti le stringhe meglio del Monno, a te che hai chiesto a papà di portarti al cinema e sei stata la prima figlia che l’ha chiesto e papà vorrebbe comprarti proprio tutto il cinema solo per questo; a te che sei sempre la più cucciola ma vuoi fare tutto, a te che finalmente, si finalmente vai a scuola anche tu, a te che sembri non ascoltarci mai a tavola.. ma poi sai tutto quello che ci diciamo, a te che hai la luce negli occhi, che sono verdi o azzurri a seconda di come ti piace, a te che ogni tanto ti mandiamo a scuola da sola.. mano nella mano ai tuoi fratelli perché ormai anche tu sei grande davvero…

…per questi e per mille altri motivi… sì proprio a te,

… Buon sesto compleanno, Pica!

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Fregati !

Qualche settimana fa l’Ovo-family ha organizzato una festa a sorpresa per gli Ucas Nonno Motore e nonna Patriottica in occasione del loro 45°esimo di matrimonio.

In realtà l’organizzazione dell’evento risaliva ai primi di agosto e, una volta fissato, ai bimbi era stato imposto il silenzio tombale: pena la distruzione di tutti i giochi di Elsa e Anna per Pica, una dieta estrema per il Monno e la non iscrizione al corso di ginnastica per l’Ovetta.

Sul volo di andata, grazie alla benevolenza dello zio A., l’Ovetto family viaggiava in classe “sciuri”.
Mentre Pica al momento del decolla ha esclamato “Ma si alza per davvero!”, il Monno, titubante, ha prima chiesto conferma che le noccioline e i salatini fossero gratis, poi ha fermato più volte lo steward per fargli notare come questi fossero, ahimè, finiti.
L’Ovetta invece, coca cola con ghiaccino in una mano e patatine nell’altra, ha tenuto a dire:
“Papà”
“Dimmi Ovetta”
“Mi trovo a mio agio”
“(ecco…Dis-agiati alla svelta).”

I vetusti nonni sono stati adescati fino a casa dello zio A. nella piovosa Londra per l’occasione tramutatasi in una città calda e mediterranea.

Lì, dopo il canonico “SORPRESA!!!”, tutti si sono goduti l’ultimo weekend prima delle fatiche autunnali.

Lo zio A. aveva prenotato in una pizzeria quasi italiana… nessuno dei cuccioli ha notato differenza alcuna nell’impasto e le pizze sono scivolate giù come al solito.
Successivamente, i tre pargoli hanno avuto l’onore di essere ospitati nientepopò di meno che nella magione dello zio A. che, essendo dello zio A., partiva già con l’etichetta di “casa più bella del mondo”.
Da notare che i cuccioli hanno conosciuto Alexa, che non è la fidanzata dello zio ma l’assistente vocale di Amazon. Ed è cominciata quindi una gara tra i tre e l’intelligenza artificiale del Sig. Bezos con i primi che si scannavano tra di loro in un dubbio inglese per chiedere in rapida successione l’ora, che tempo faceva, qual’era il suo nome, quanto faceva 3+3, ecc… ecc…  e Alexa che impassibile rispondeva colpo su colpo (quando capiva l’inglese del pargolo di turno).

Il giorno successivo ricca colazione al bar e poi papà Ovo ha colto l’occasione per rivedere dopo 10 anni il suo capoufficio storico. Gran rimpatriata a parlare “dei cari vecchi tempi” e vigoroso abbraccio prima di riattraversare tutta Londra per ricongiungersi alla famiglia. Appena in tempo per il pranzo in locale nature-trend dove l’intera compagnia (8 persone) hanno ordinato: 1 panino tipo A ma senza mozzarella, 1 panino tipo C ma con il pomodoro, 1 panino tipo D ma doppia senape, 1 panino tipo B ma al posto del tonno ci metta l’uovo, 1 panino tipo E ma senza insalata e 3 panini tipo F però uno caldo e 2 freddi di cui uno senza maionese mentre l’altro con le acciughe.
La cameriera ha pensato di dimettersi… poi ci ha servito.

Nel pomeriggio visita al museo della tecnica con annessi giochi di fisica; poi rientro a casa e gran cenone culminato con classica torta con scritta personalizzata: “FREGATI!” (in mattinata a precisa domanda: “cosa possiamo scrivere sulla torta dei nonni?”, gli ovetti avevano sentenziato orgogliosamente che erano riusciti a fregare i nonni mantenendo la sorpresa… da cui appunto la più che diretta dedica sulla torta).
La serata è finita improvvisamente quando al culmine della stanchezza qualcuno ha cominciato a crollare in pianti isterici.. tutti a nanna e a domani.

L’indomani infine ultimi giretti, mamma e papà Ovo si sono goduti una colazione per i fatti loro, hanno raggiunto la magione giusto in tempo per scoprire che i bimbi ormai sapevano chiedere ad Alexa di lanciare una canzone ad un volume da concerto rock. Poi una passeggiata per qualche angolo di Londra e i saluti finali.

Sul volo di rientro, seduti nell’ultima file di un volo low cost in ritardo di quasi due ore, Pica non ha più commentato il fatto che l’aereo si alzasse, il Monno è passato dall’aver fame all’aver molta fame e l’Ovetta si è trovata meno a suo agio (sarà perché aveva solo una mezza bottiglietta di plastica contenente acqua un po’ caldina).

Poi le vacanze son finite per davvero.
Tre giorni dopo gli Ovetti avrebbero ricominciato la scuola… ed è storia contemporanea!

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LO SO MAN

Una sera di queste… a tavola…

“Dai Ovetta, dicci cos’è successo oggi a scuola”
“Mhmm….mmmm… ah! Ecco! Oggi alle ultime due ore non c’era la maestra e allora abbiamo avuto un supplente”
“UN supplente?… maschio?”
“Sì papà, UN supplente. Anzi un super supplente: è entrato questo maestro grande e grosso e noi allora ci si…”
“LO SO!!!”
???
???
“Cosa sai Monno?”
“Lo so chi è! E’ il maestro M. E’ grande e grosso, è il mio nuovo maestro di religione. Fa il supplente anche in altre classi, è molto bravo, insegna bene, ed è davvero grande e grosso. (se volete in aggiunta posso dirvi codice fiscale, tessera sanitaria, squadra del cuore,  se coniugato o meno, conto in banca e quanta benzina ha nell’auto… ma forse non è il caso).”


“Ok Monno, … adesso però possiamo continuare con l’Ovetta?”
“mpf… si, si… va bene… (se proprio non volete che vi dica IO le cose come stanno…)”

Dieci minuti dopo…
“Dai Pica, dicci cos’è successo oggi a scuola”
“mmm….mmmm… ah! Ecco! Oggi i soliti bimbi sono stati monellissimi”
“No! Ancora loro due?”
“Sì e pure un altro, pensa te.”
“E chi sarebbe?”
“L’Ovetto S.B.”
“E chi è?”
“LO SO !!!”
“Cosa sai Monno?”
“So chi è l’Ovetto S.B. E’ il fratello dell’Ovetta A.B. che fa la terza C. Sua sorella è molto brava mentre lui in effetti è monellissimo, gioca a pallone, mi saluta sempre, sta in classe con Pica  e corre sempre in giardino, ha la cartella verde con le strisce rosse (volendo ti posso dire che porta il 34 di scarpe, ha le unghie spesso sporche, gli piace la matematica ma non sopporta il basket, crede a Babbo Natale perché infatti esiste per davvero e mangia sempre la brioche al cioccolato con la mano sinistra… però magari non ti interessa troppo).


“Ok Monno, … adesso però possiamo continuare con Pica?”
“mpf… si, si… va bene… (se proprio non volete che vi dica IO le cose come stanno…)”

Il Monno è stato ribattezzato “LO-SO-MAN”; lui non apprezza particolarmente (quindi evitate di usare il soprannome in sua presenza); noi d’altra parte crediamo che sia più bello di “portinaia, ficcanaso, ecc…”. Sta di fatto che sembra essere perennemente al corrente di quello che succede nelle classi delle sue sorelle… o quasi.

“Mamma.”
“Dimmi Pica”
“Sai che oggi Xi Liu si è dimenticata il temperino e allora la maestra LE ha prestato il suo?”
“Davvero? Ha fatto bene la maestra; e non l’ha sgridata, vero?”
“LO SO! Non l’ha sgridato ma GLI ha detto che deve portarlo domani. Pica si dice GLI… non si dice LE, capito?”
“Perché si dice GLI?”
“Perché Xi Liu è un maschio e allora si dice GLI.”
“No, è una femmina e allora si dice LE.”
“Impossibile Pica! Xi Liu è un nome da maschio e si dice GLI.”
“Non è vero! E’ una femmina e si dice LE.”
“Ehmm…. Monno, dai retta a papà, se Pica, che è in classe con LEI, dice che è femmina sarà pur vero, non credi?”


“Ah!”

LO SO MAN non è infallibile; a quanto pare ha piccolissime lacune nei nomi propri di persone in lingua Cinese.

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