Tattiche scolastiche

Dopo una settimana e mezzo di scuola mi sembra doveroso stilare un primissimo resoconto delle avventure Pichesche alle elementari; avventure che incidentalmente impattano l’intera famiglia Ovetti.
Premettendo che la cucciola è entusiasta praticamente di ogni cosa e quindi noi non potremmo esser più contenti, rimangono alcuni aspetti (marginali) su cui, onestamente, rimanere seri è abbastanza difficile.

Lunedì
“Mamma, a scuola tutto bene. Abbiamo fatto matematica, io sono sempre nel primo banco con la mia amica I.; ma l’Ovetto E e l’Ovetto I sono monellissimi… pensa che fanno dispetti e chiedono di uscire per andare in bagno e poi stanno fuori dalla porta a chiacchierare”
“Brava Pica, sono contenta che ti piaccia la scuola (e per la cronaca sono abbastanza stupita della precocità di alcuni bimbi che alla seconda settimana della prima elementare già si cimentano in tecniche per saltare le lezioni in aula); per la cronaca cosa hai fatto di matematica?”
“Ho colorato.”
“Ah!”

Martedì
“Mamma, la maestra è molto arrabbiata perché dovevo portare la merenda e non l’avevo, e poi anche perché dovevo portare una foto e non l’avevo. Mamma è colpa tua! Mi dai la merenda domani? E mi dai la foto.”
“(acc…. È vero…. Ci siamo dimenticati….) Scusa Pica, non ti preoccupare, ti metto tutto in cartella; però scusa dov’è la felpa?”
“L’ho dimenticata a scuola; però mi metti la foto e la merenda in cartella?”
“Si, tranquilla.”
“Lo fai subito?”
“Si, non ti preoccupare”
“Subito subito.”
“OK! Lo faccio adesso!”

Mercoledì
“Mamma a scuola tutto bene. Ho un avviso da farti firmare; ci hanno spostato di banco e adesso sono con l’Ovetto I. Mentre la mia amica I. è con l’Ovetto E.”
“Sei con l’Ovetto I? Quello monellissimo?”
“Sì. Oggi però non ha fatto niente ma invece l’Ovetto E. si è fatto male.”
“Oh poverino, e cosa si è fatto?”
“Si è temperato il dito (!)”
….
“(OK,… lasciamo perdere)… hai portato la felpa a casa?”
“Ouch!”

Giovedì
“Mamma è successa una cosa bruttissima.”
“Cos’è successo?”
“Io e l’Ovetta I. siamo andate in bagno a fare la pipì e l’Ovetta A. è passata davanti alla porta e ci ha chiuse dentro”
“E voi cosa avete fatto?”
“L’Ovetta I. si è messa ad urlare MAESTRA!!!!”
“E tu?”
“Io mi sono messa a piangere.”
“E perché?”
“…. Così facevo molto rumore e la maestra ci ha sentite prima!” (sono furbissima io!)
“La maestra si è arrabbiata?”
“No”
“Non si è arrabbiata con l’Ovetta A.?”
“No, si è arrabbiata con l’Ovetto I…. Sai quello monellissimo.”
“E perché?”
“Perché l’Ovetta A. ha detto alla maestra che ci aveva chiuse dentro il bagno perché glielo aveva chiesto l’Ovetto I. E comunque io e l’Ovetta I. abbiamo deciso che non andremo più in bagno e… un’altra cosa… mamma non ti preoccupare: domani prometto che riporto la felpa.”
“… Ehmm… per la felpa va bene,… ricordati… ma per il fatto di non andare mai più in bagno …. Magari parliamone un attimo… escogitiamo un trucco… vediamo di fare qualche cosa ma vai in bagno!”

Venerdì
“Ciao Papà, guarda: ho riportato la felpa!”
“Brava Pica; e per il resto come è andata?”
“Bene. Abbiamo scritto la data,… cioè l’abbiamo copiata dalla LIM e pensa che alcuni bambini non erano capaci (!!!), poi siamo andati a mensa e ho mangiato tutto… cioè quasi tutto; poi siamo andate in bagno e mentre io facevo pipì l’Ovetta I. stava fuori a controllare che nessuno mi chiudesse dentro e poi abbiamo fatto il contrario e alla fine l’Ovetto E. e l’Ovetto I. Sono finiti dalla preside. Insomma tutto bene.”
“Ah! Però!… Settimana interessante. (comprensiva di tattica antiaccerchiamento per andare a fare la pipì)”

PS: a tutto ciò si aggiunga un assurdo dialogo tra mamme su whats’up…il cui riassunto del riassunto del riassunto recita così:
mamma 1: un bimbo si è fatto male in classe con il temperino (segue sproloquio su quanto sia pericolosa la scuola)
mamma 2: vero, bisogna far avere alle maestre del disinfettante (segue sproloquio sul materiale che bisognerebbe far avere alle maestre)
mamma 3: comprerei dell’acqua ossigenata, è la migliore! (segue sproloquio sulle proprietà benefiche dell’acqua ossigenata se usata in maniera appropriata)
mamma 2: mah! Io comprerei anche del disinfettante liquido farmaceutico (segue sproloquio sulle proprietà benefiche dei vari disinfettanti se usati in maniera appropriata)
mamma 1: ok, sono davanti alla farmacia. Ditemi cosa devo comprare (ho contante per comprare tutta la farmacia onde poter rendere quella Saigon della classe di prima un pelo più sicura)
mamma 4: … ma siete serie?

Seguono improperi di 1,2,3 verso 4 che noi abbiamo già elevato al ruolo di mito!

Sarà un anno “interessante”.

PS2: Oggi l’Ovetta ha segretamente elaborato, realizzato ed esposto lo striscione qui in foto appiccicandolo alla scala.
Ha ragione! Domani, 24 settembre, è il primo compleanno di casa Ovetti!!!

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Firma !!!

Ore 7,45
“Ovetta…. svegliati…. È ora di andare a scuola.”
L’Ovetta si stropiccia gli occhi, mugula un pochetto e poi si alza stancamente dirigendosi in bagno.
“Monno… svegliati… E’ ora di andare a scuola.”
Il Monno apre gli occhi… realizza la ferale notizia che suo padre gli ha appena elargito… sbarra gli occhi e si lascia andare ad una sola parola che esterna in modo chiaro, inequivocabile ed assoluto il suo stato d’animo: “NO!”
“Pica… (piccola cucciola abituata a svegliarti il più tardi possibile)… svegliati (dai cucciolina… lo so che per te è durissima, però oggi è una giornata specialissima)… E’ ora di andare al tuo PRIMO giorno di scuola!”
Pica apre gli occhietti, si alza con velocità smodata e stampa un sorriso a 58 denti prima di correre (!) in bagno.

Ore 8,25
Dopo abbondante colazione la truppa si dirige a scuola.
Qui l’Ovetta ritrova le sue compagne di scuola e ricomincia là dove aveva finito alcuni mesi fa: un chiacchericcio-spettegolamento continuo che include tutte le femminucce ed esclude (rigorosamente) tutti i maschietti.
Il Monno si presenta con la sua faccia da funerale ma, dovendo trovare dei punti positivi, onde poter andare avanti nella giornata, realizza che “mancano solo 104 giorni a Natale e stasera mancherà anche un giorno in meno alla fine della scuola!”
Pica, che comincerà la scuola solo alle 10,30, è la mascotte del gruppo: riceve complimenti ed auguri dai compagni dell’Ovetta, dagli amici, dai genitori presenti e pure dalle maestre che stanno entrando a scuola. Lei che ormai da 4 anni è stabilmente fissa davanti a quei cancelli ormai conosce tutti e gongola al pensiero che tra poco quei cancelli si spalancheranno, finalmente, anche per lei.

Ore 10,30
Dopo esser tornati a prendere la sua cartella (che per inciso “è la cartella più bella di tutte…. Vero papà?”) Pica si presenta al suo primo giorno di scuola in compagnia di mamma e papà.
Qui trova la sua amica dell’atletica e sua prossima compagna di classe I. e mano nella mano vengono presentate alle maestre O. e M. (“Mamma a me è simpatica la maestra M. e chiederò le cose sempre e solo a lei”… cominciamo bene!)

Ore 10,45
Dopo che i bimbi di quinta hanno accolto i piccoli cuccioli di prima (ma ovviamente la notoria elasticità della nostra scuola non ha permesso all’Ovetta di accogliere Pica in un’ideale stupenda staffetta), i cuccioli seguono per la prima volta le maestre in classe con i genitori al seguito.
Pica decide di mettersi vicina di banco alla sua amica I. (brava Pica… meglio avere un’amica sempre vicino in caso di difficoltà) e decidono di prendere il primo banco… quello più vicino alle maestre (dubbi di paternità affiorano nella mente di papà Ovo).

Ore 10,50
La maestra annuncia: “Bimbi, se avete un astuccio prendetelo pure che facciamo un bel disegno”
Pica ci pensa una frazione di secondo e poi esclama: “Ce l’ho!”, schizza in piedi, si getta nella cartella (che è più grande di lei) e ne esce on il suo astuccio trionfante.

Ore 10,55
La maestra annuncia: ”Bimbi, direi che adesso potete salutare mamma e papà che andranno a fare un giro e li ritroveremo qui fuori tra un’oretta”
Pica, seria, serissima, si gira verso di noi e ci tranquillizza: “Papà, adesso davvero devi andare via (oh vetusto genitore, lo so che per te è difficile ma davvero mi vedo costretta ad obbligarti. Sfortunatamente infatti non ti è possibile rimanere più a lungo in questo fantastico posto, cerca di sopportarlo, vedrai che il tempo passerà presto)”
“Ok Pica, allora ci vediamo fuori. Va bene?”
“Si,.. si… adesso vai.”

All’uscita la cucciola ci ha immediatamente informato che aveva una comunicazione delle maestre da farci firmare.
Poi per festeggiare… tutti a mangiare una piadina!… dove la cucciola ci ha informato che non avevamo ancora firmato la comunicazione delle maestre.
A seguire nel pomeriggio biciclettata in famiglia… è la cucciola ci ha tenuto ad assicurarsi che avessimo firmato la comunicazione.
E per finire tutti a nanna belli contenti.. si spengono le luci.. e si sente Pica urlare: “MAMMA HAI FIRMATO LA COMUNICAZIONE, VERO?”

 

Insomma: il primo giorno di Pica è stato un successone!
(… basta firmare le comunicazioni però!)

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Le Ovo vacanze 2018 #2

…segue da settimana scorsa

Praga
Anche nella capitale Ceca gli Ovetti si concedono nuovamente il lusso di un Ibis Rosso e mangiano tutto il mangiabile a colazione. Particolare non trascurabile perché per tutti i 12 giorni di vacanza l’Ovo famiglia terrà un ritmo di 11 km/giorno di media con punte di 16 km… a piedi! Pure Pica che, ricordiamoci, non ha ancora sei anni e che quindi la sera ogni tanto ci diceva di “esser un po’ stanchina”… prima di crollare di schianto a letto.
A Praga l’Ovetta getta il cuore oltre all’ostacolo e comincia di suo a chiacchierare in inglese e, sebbene il vocabolario sia ovviamente molto limitato, lei ci prova e, in un modo tutto italiano, ci riesce! (brava Ovetta!).
Il Monno ovviamente le è sempre a fianco, da perfetto scudiero, ma diciamo che ha qualche piccola difficoltà in più.
Sono degne di nota (oltre alla classica visita delle principali attrazioni cittadine), la visita alla piccola Tour Eiffel (ma solo perché papà Ovo proprio non sapeva che esistesse), quella al muro di John Lennon, quella al castello cittadino, quella al museo del comunismo dove si respirava un’aria veramente pesante – all’uscita del quale Pica di sua spontanea volontà ha sussurrato a mamma Ova “Adesso si può tornare a sorridere?”- e quella ad un bunker antiatomico nel pieno centro della città che ci ha fatto piombare in piena guerra fredda.
E infatti è cominciata una lunghissima disanima del periodo conclusosi con la caduta del muro che ha visto l’Ovetta sempre più interessata all’argomento all’insegna di “Papà mi spieghi ancora meglio tutto il periodo della Guerra fredda? E tu te lo ricordi? e quando il muro è caduto tu cosa facevi?”, il Monno interessato ma perplesso perché “E’ interessante ma m’impressionano tutte queste cose brutte,.. parliamo di quelle belle?” e Pica interessata a trovare un souvenir di Sissi colpevolmente dimenticato a Vienna!
Poi, sfortunatamente, l’amara sorpresa che l’Ovetta dal campeggio si era portata a casa … i pidocchi! (che nel frattempo avevano trovato alloggio anche nelle altre teste).
Per quanto possibile la vacanza è diventata ancora più complicata!

Monaco di Baviera
Tutta la truppa, Ovetta, Monno, Pica, mamma, papà e pidocchi in grande quantità arrivano in Baviera. Hanno lasciato a Praga un paio di camere d’albergo ove sembrava fosse esploso il bagno dopo che mamma Ova, in preda a isterismo, aveva ripetutamente vivisezionato la testa di tutti mentre papà Ovo rubava pile di asciugamani dai carrellini delle signore delle pulizie.
A Monaco papà Ovo ha riaperto il vaso dei ricordi e si è dato alle birre rivisitando l’Olympiapark ove soggiornò (proprio lì, sull’erba del parco) in un mitico Octoberfest di trent’anni fa.
I cuccioli ormai avvezzi all’inglese si sono sbizzarriti a chiaccherare con le signorine della reception e hanno mangiato pile di Bratwurster. Da segnalare Pica che entra in ascensore e schiaccia il pulsante del piano mentre gli altri sono ancora tutti fuori: attimo di panico a cui segue papà Ovo che si scapicolla per la tromba delle scale e arriva a pian terreno dove vede un paio di signori che con gli occhi sgranati fissano una cucciola (sola!) uscire dall’ascensore,… guardarsi in giro,… e quando vede suo padre ansimante appena arrivato dal quinto piano correndo quasi come se fosse Bolt, lo redarguisce: “Ma papà?? Dove eravate finiti?”… tutta sorridente.
Poi, con un giorno di anticipo e tagliando la tappa di Legoland (approposito doveva essere una sorpresa ma sarà per la prossima) la famiglia ha puntato la macchina in direzione Ovetti-town per uno spulciamento generalizzato.

Ovunque, ma proprio ovunque, i cuccioli sono stati bravissimi. Armati della loro macchina fotografica personale (una blu, una gialla, una bianca) e con grandissimo senso di adattamento hanno camminato per Km e Km quasi senza lamentarsi dormendo quasi sempre in camere divise ora con uno, ora con l’altro genitore e ogni tanto pure da soli.

Post tour
Per ritemprarsi dalle fatiche la famiglia tutta si è poi regalata una 4+4 giorni di mare e montagna.

In montagna i nostri eroi conquistano finalmente il lago bianco (dove non erano riusciti ad arrivare lo scorso anno) con una camminata in montagna di oltre 5 ore e trenta e Pica assurge al ruolo di mito assoluto.

Al mare invece papà Ovo batte tutti i suoi record personali: 4 bagni in 4 giorni resteranno negli annali (stante anche il fatto che il mare fosse caldo e la temperatura dell’aria non troppa.. il che ha aiutato a sopportare tutto).
Poi i cuccioli sono rimasti ancora al mare con gli Ucas e con gli ormai acquisiti zia Mirella (grazie di tutto) e zio Marco (grazie di tutto bis).

Finito?

Macchè!

Nel momento in cui questo post andrà on line, gli Ovetti staranno festeggiando il 45° anniversario di nozze di nonno Motore e nonna Patriottica in un weekend dallo zio A. in quel di Londra dove finalmente vedranno la fantomatica casa dello zio; dopo invece si,… le vacanze saranno proprio finite!

 

PS: c’è un momento, un momento preciso che difficilmente dimenticheremo di queste vacanze.

Monaco, sulla banchina aspettando una metropolitana,
….gli altoparlanti fanno partire un Valzer, gli Ovetti scimmiottano un ballo….
Una dolce vecchietta li guarda sorridendo, poi gli si avvicina e prende la mano dell’Ovetta…
 la vecchina non parla inglese, solo tedesco, però a gesti, piano piano, le insegna a ballare…
e allora anche il Monno ci prova…e anche mamma Ova …
tutti a ballare con la vecchina, mentre anche papà Ovo e Pica ballano poco più in là, sulla banchina della metropolitana felici tutti quanti!

(Gli Ovetti al John Lennon Wall in Praga)

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