F.R.I.E.N.D.S.

Una sera qualsiasi in settimana a casa Ovetti….

“Ok bimbi, se volete ora potete alzarvi.”
I tre scattano all’unisono.
Salgono le scale divorandosi i gradini a due a due.
Si dividono nelle varie camere onde perdere il meno tempo possibile: il primo in bagno, la seconda a rifare la cartella, la terza a cambiarsi mettendosi il pigiama.
Due minuti dopo cambio sincronizzato tra i tre che si scambiano le camere.
Altri due minuti ed ennesimo cambio di camera.
Dopo solo 7 minuti totali da quando sono saliti, i pargoli sono tutti di nuovo in cucina e con grandissima nonchalance affermano “noi avremmo finito”.

Ora ci si chiederà, come è possibile togliersi i vestiti, preparare il letto e mettersi il pigiama in due minuti? Si può! beh mettersi il pigiama al contrario non è un problema, ovviamente.
Ora ci si chiederà, come è possibile preparare la cartella in due minuti? Si può! Ovviamente nella fretta, si mette qualsiasi libro e quaderno onde esser certi di avere l’occorrente, con buona pace della schiena che l’indomani mattina si deve sobbarcare tutto il peso inutile.
Ora ci si chiederà, come è possibile lavarsi i denti e la faccia in due minuti? Si pu…. Vabbè, qui stendiamo un velo pietoso.

Ma soprattutto ora ci si chiederà cosa abbia spinto tre noti pigroidi, famosi per rallentare ogni procedura serale onde procrastinare l’andata a letto, ad accelerare in maniera repentina le procedure tanto da ritornare in cucina e redarguire (almeno con lo sguardo) i vetusti rei di non esser riusciti ancora a sparecchiare.
Da un mesetto circa i cuccioli si sono appassionati ad una sit-commedy nuova, al passo coi tempi e gggiovane…. O almeno era così quando papà Ovo ne divenne sfegatato fan negli anni ’90 e quindi le serate di casa Ovetti in questo periodo non si possono concludere se non con un paio di episodi di Monica, Phoebe, Rachel, Ross, Chandler e Joy.
Pica, dall’alto della sua superiorità, si rivede in Monica (quella superorganizzata ed autoritaria), il Monno, abbastanza incredibilmente, ha assurto ad idolo Joy (il tonto), l’Ovetta non si sbilancia (come da copione), papà Ovo si rivede tutti gli episodi scompisciandosi dalle risate come se fosse la prima volta e mamma Ova lo guarda con benevolenza (ma sotto sotto si sganascia anche lei).
Insomma: un bel modo di finire le giornate in allegria.


“No Pica! Adesso vai a letto!”
“Ma solo l’ultima… dai guardiamo solo l’ultima….”

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Questa Cresima s’ha da fare!

Lo scorso anno era prevista la Santa Cresima della primogenita.
Poi una pandemia globale ci ha messo uno zampino e, ovviamente, i piani sono leggermente cambiati.

Ora, non si può dire che ad Ovetti town ci si sia addormentati aspettando tempi migliori, nossignore! Il Don dopo attenta analisi, vagliati i problemi, approntate le soluzioni, elaborato il piano, ottenute le autorizzazioni… sì insomma avete capito… ha fissato nel novembre scorso la data alternativa in cui l’Ovetta e le sue coscritte avrebbero potuto ricevere il Sacramento.
MA c’era un MA grosso come una casa. All’epoca non ci si poteva spostare tra regioni e la madrina dell’Ovetta (la zia B.) abita in un’altra regione.

L’Ovetta è stata quindi posta dinnanzi ad una scelta abbastanza drastica: tenere il punto e rimandare la propria Cresima per aspettare la venuta della zia B. o cambiare in corsa e poter però festeggiare insieme a tutte le sue amiche?

Mamma e Papà Ovo hanno temuto il peggio: storicamente infatti porre out-out all’Ovetta equivaleva a bloccarla tra le due ipotesi con conseguente crisi isterica preadolescenziale.
Ma questa volta no.
Questa volta l’Ovetta ci ha pensato e poi, semplicemente, ci ha informato che avrebbe “passato”; che insomma avrebbe preferito aspettare la zia B.

Gli Ovo genitori hanno internamente applaudito a tale scelta e hanno aiutato la cucciola nei seguenti mesi allorquando…
Novembre… nuova possibilità…. No grazie… stesso motivo di primaDicembre…. Nuova possibilità…. No grazie la classe è in quarantena
Gennaio… Nuova possibilità… No grazie, come sopra
Marzo… Nuova data… No grazie, mi spiace, ma non si può viaggiare tra regioni nemmeno ora

Alla fine è passato un anno. 
Ad Ovetti town è stata scelta la data per i nuovi Cresimandi e le nuove Cresimande e, incredibilmente, questo sabato nessuna classe collegata agli Ovetti era in quarantena, incredibilmente i viaggi tra regioni erano permessi, incredibilmente insomma…. si poteva fare!!!

E così alla fine ieri il Monno si è messo per la terza volta in vita sua una camicia (pare che sia un sacrificio enorme fatto giusto giusto per sua sorella), Pica ha fatto le pulci al Vescovo reo di portare un “cappello strano”, “un bastone enorme” e dare le caramelline a tutti tranne che a lei (“Pica non sono caramelle… è l’Ostia…. Aspetta un paio di anni per la Prima Comunione e ne riparliamo”); la zia B. è giunta facendo esplodere di gioia la famiglia tutta e l’Ovetta ha finalmente ricevuto la sua Santa Cresima dimostrando a tutti che lei ci teneva davvero alla Sua Madrina.

Brava Ovetta!

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L’avvocato

“No Monno… non funziona così, il giudice non decide una condanna o assoluzione prima di un giusto processo in cui un avvocato aiuta l’imputato a difendersi.”
“In che senso? A cosa servono tante persone?”
“L’avvocato a difenderti secondo la legge, il giudice a capire se il reato è stato commesso, quanto grave è e a decidere una pena se serve.”
“Ma è facilissimo! Basta spiegare al giudice quello che è successo!”
“Ovetta, non è proprio così facile e poi devi conoscere tutte le leggi (e sono tantissime).”
“Mah! A me fare l’avvocato non sembra un gran lavoro.”
“Al contrario Monno. Pensa ai processi penali piuttosto che a quelli civili.”
“Penali?”
“Ovetta, ci sono i processi civili dove, se perdi, devi solo pagare dei soldi e poi ci sono quelli penali dove invece rischi la prigione.”
 “E allora?”
“Beh! Pensa la responsabilità di quell’avvocato che deve difendere un accusato sapendo che se non lo difende al meglio potrebbe finire in prigione e pensa alla fatica di dover difendere anche le persone che sono veramente colpevoli. E’ facile difendere chi è innocente. Ma non è sempre così.”
“Ah!”


“Papà.”
“Dimmi Pica.”
“Ma non ho capito una cosa.”
“Dimmi cucciola.”
“Ma metti che io faccia una marachella grossa.”
“Pica ma qui stiamo parlando di reati molto molto molto grossi.”
“Si si… d’accordo, non intendevo proprio io. Allora diciamo che un bambino faccia un r….. com’era?”
“Reato.”
“Ecco diciamo che faccia un reato e che quindi poi deve andare dal giudice.”
“Esatto… e lì lo difenderà un avvocato!”
“Ah!…

“Che c’è?”
“No sai… papà.. non pensavo che fosse l’avvocato a doverlo difendere.”
“E chi allora?”

“La sua mamma e il suo papà!”

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