Author Archives: didieffe

….Silenzio….

A casa Ovetti regna un clima strano.
E’ nell’aria, è palpabile.

Papà Ovo si è svegliato, un po’ accaldato, scende per far colazione senza far troppo rumore per non svegliare nessuno. Accende la TV, tenendo il volume basso per non far troppo rumore per non svegliare nessuno, e ci sono le Olimpiadi, evento quasi imperdibile in casa Ovetti.
Mamma Ova si è alza poco dopo, raggiunge papà Ovo sul divano. Sorseggia un thè con calma. Guarda con interesse il judo, sport di cui non conosce nemmeno una regola. 
Sembra di fine estate, il cielo è nuvoloso, l’aria è freddina. 

La mattinata è trascorsa così, fra il divano, qualche piccola attività casalinga, alcune lavatrici – immancabili – una telefonata, zapping fra nuoto e basket, ginnastica e pallavolo.
Nel pomeriggio gli eventi sportivi finiscono e allora si lavora duro: uno ad organizzare gli alloggi per le vacanze, l’altra a sistemare l’ambiente più caotico di casa, la lavanderia. 

Con notevole sforzo, papà Ovo verso sera ha deciso di mettere su l’acqua per la pasta e poi, stremati, gli Ovo genitori hanno deciso che se non si fosse messo a piovere sarebbero andati ad un cinema all’aperto, altrimenti il cinema ce lo sarebbero fatti in casa al chiuso.

Questa strana atmosfera è stata presente tutto il giorno in casa Ovetti … questa strana atmosfera ha un nome… si chiama…. Silenzio.

Ieri pomeriggio gli Ovetti tutti sono stati depositati in montagna dagli Ucas.
Mamma e papà Ovo hanno davanti a loro cinquegiornidiconsicinque solo per loro. Di giorno si lavora ma sono previste cene, momenti di relax sul divano, qualche film e soprattutto calma e tranquillità.Potremmo dire che i cuccioli già mancano… ed il che è anche vero; ma in serata la telefonata giornaliera basterà a sentire il loro entusiasmo, che stanno bene, che si divertono, sperare nel clima più clemente… almeno per cinque giorni.

Ora scusate, il divano chiama…

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Va e vieni

Otto giorni fa papà Ovo e l’Ovetta sono partiti in direzione Gran Paradiso… o meglio: otto giorni fa l’Ovetta e l’autista papà Ovo sono partiti in direzione Gran Paradiso dove l’Ovetta ha passato 7 giorni 7 in totale relax ad un campus WWF senza il controllo dei genitori.
L’Ovetta, eccitata quanto bastava, ha dato le dovute indicazioni all’autista: “Papà, ora arriviamo, scendiamo ma poi te ne vai subito eh?”, che tradotto vuol dire: “O vetusto, apprezzo il fatto che tu stia facendo 2 ore e mezza di macchina per portarmi in vacanza; cionondimeno desidererei che tu non ti soffermassi troppo in loco onde evitare che le mie future amiche possano pensare che abbia bisogno di te”. L’autista ha quindi obbedito e, dopo aver espletato bisogni fisici impellenti, ha ripreso seduta stante la macchina per rientrare in casa.

In settimana poi l’Ovetta si è divertita e si è goduta la giusta libertà, ha chiamato tutti i giorni a casa in quel momento di malinconia passeggero che ne caratterizza l’età.

Ieri papà Ovo, pardon volevasi dire l’autista, è tornato a riprendere la pargola come da indicazioni ricevute “Papà mi raccomando arriva alle 10!”… salvo poi aspettare che sua signoria salutasse tutti con calma. Al rientro grande riassunto delle mirabolanti avventure (con il Monno e Pica ad ascoltare attentissimi), superdoccia lunghissima e grande abbuffata pantagruelica.

Oggi papà Ovo ha rivestito la sua livrea di autista e ha portato il Monno al suo campus WWF.
Campus molto speciale visto che il Monno non ha mai passato una settimana fuori da casa senza amici o sorelle. Per l’occasione il Monno ha scelto lo stesso campus che aveva scelto l’Ovetta due anni fa e infatti nell’ultimo periodo, in preda ad un misto di eccitazione e fifa, ha stressato l’Ovetta per sapere tutto ma proprio tutto perché andarci è sicuramente bello… ma meglio non avere sorprese. 
Prima di partire, ovviamente Monno e mamma Ova si sono ritirati a fare la valigia: questa in apparenza semplice operazione ha portato sull’orlo di una crisi di nervi mamma Ova alle prese con il controllo quasi maniacale della lista da parte del Monno. Ma il culmine si è toccato quando il cucciolo è arrivato con…. una coperta da mettere in valigia!
“E questa da dove spunta? Non ti serve, hai già il sacco a pelo.”

Il Monno guarda la madre come se avesse chiesto un’assurdità, alza gli occhi al cielo, sospira e con aria di sufficienza risponde alla genitrice: “Mamma, ho guardato tutte le ultime partite dell’Italia sotto questa coperta… lo vogliamo vincere questo Europeo?”

E così questa sera mamma, papà, Ovetta e Pica si sono visti la partita sul maxischermo a casa mentre il Monno si gode la sua prima serata da bimbo grande e autonomo… beh… sotto una coperta di pile rossa … perché lo vogliamo vincere questo Europeo o no?

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Il salto del Monno

Un lunedì… a febbraio…
“Mamma, giovedì, sul diario le maestre hanno fissato un colloquio per voi, gnam gnam, mi passi i tortellini?”
“Ok Monno. L’ho segnato anche se è strano; ma sei sicuro? Senza nemmeno conoscere le pagelle del primo quadrimestre?”
“Già… gnam gnam….”
“Monno,…. Non è che per caso le maestre devono dirci qualche cosa di strano su di te?”

(Il Monno ci pensa con fare assorto per un paio di secondi masticando tortellini)

“No papà, davvero. Posso avere il bis?”

Il giorno successivo… sempre a febbraio… mentre papà Ovo passeggia per le vie di Ovo city per caso
“Oh buon giorno Sig.ra maestra! Ci vediamo giovedì, vero?”
“Sì certo. Ci sarete tutti e due?”
“Certamente,… beh… a dire il vero io alle 18.00 come da appuntamento mentre mamma Ova arriverà con un dieci minuti massimo di ritardo, causa impegni lavorativi, ma nel frattempo possiamo cominciare noi.”
“Beh… a dire il vero… preferiremmo avervi tutti e due insieme… ma non sarà un problema; vediamoci direttamente alle 18,10”
“Ah!”

Stesso giorno… sempre a febbraio…. A cena
“Monno… pensaci bene!”
“Davvero papà! Gnam gnam… non lo so!”
“Monno mettiamola così: qualche cosa hai combinato; questa storia del colloquio non mi convince. Cosa hai fatto?”
“Mamma a me non vien in mente nulla; posso avere il bis?”
“Sì… anche perché sarà la tua ultima cena! Se ti sei comportato male e nemmeno te ne sei reso conto… ecco … guarda che poi sarà peggio.”
“Io non ho fatto – Gnam Gnam – niente… posso avere il tris?”

Quel giovedì… sempre a febbraio… alle ore 18.10
“Dunque, abbiamo voluto vedervi insieme perché è un po’ che osserviamo vostro figlio e vorremmo dirvi una cosa…”
“(Ecco… lo sapevo che aveva combinato qualche cosa.. lo strozzo… anzi peggio prima lo strozzo, e poi lo strozzo di nuovo…)”

Mezz’ora dopo gli Ovo genitori rientravano lentamente a casa, ripensando al colloquio appena avuto con l’unica certezza che effettivamente il Monno non aveva combinato nessun pasticcio.

Poi è stato il momento dei pensieri: quelli di mamma e papà Ovo; poi quelli dei genitori e del Monno, infine quelli dei genitori, quelli del Monno e delle sorelle fino a quando il Monno, a cui è stata data l’ultima parola, ha sciolto la riserva: “Sì,… voglio provarci!… ma non voglio che si sappia in giro prima della fine.”

Nei mesi successivi Pica ha assurto al ruolo di motivatrice (“bravo Monno! Dai Monno!”); l’Ovetta a quello di “experto en lengua espagnola”; entrambe si sono sobbarcate gli impegni famigliari del fratello (fare i letti, disfare la lavastoviglie, preparare la tavola); mamma e papà Ovo quello di trainer multidisciplinari.
Dal canto suo il Monno si è diviso tra gli impegni scolastici e quelli supplementari almeno fino alla fine della scuola; poi, mentre tutti gli amici e le sorelle cominciavano con i vari campus, si è gettato in una quattro settimane di full immersion 9-12 / 14-18: sette giorni su sette fatte eccezioni per gli intoccabili impegni dell’atletica, le partite dell’Italia e le gare della F1.

Alla fine, finalmente, sono arrivati i tre giorni in cui tutto questo impegno sarebbe stato messo alla prova dei fatti: il Monno, calzoncini corti, maglietta pulita (ma scarpe bucate), un po’ intimidito ma contento di esserci arrivato, è entrato mano nella mano con papà alle scuole medie dove ad attenderlo c’era la commissione intera convocata giusto per lui: lunedì italiano, martedì matematica, mercoledì inglese e a seguire l’orale di TUTTE le materie di prima media.

“Monno”
“Sì?”
“Ti aspettavi un periodo così difficile?”
“Insomma…”
“Te lo avevamo detto però.”
“Si, è vero, ma farlo è diverso!”
“Hai ragione. Sei contento?”
“Tantissimo!”
“E l’esame te lo aspettavi più facile?”
“No… ma nemmeno più difficile; ma cosa ha detto la preside?”
“Che sei andato bene e hai passato l’esame.”
“Quindi adesso passo dalla quinta elementare direttamente alla seconda media?”
“Sì”
“YEAHHH! Evviva!”

Grazie super maestre! Senza di voi, il Monno non sarebbe arrivato qui.

E bravo Monno, hai affrontato il primo esame “scolastico” della tua vita con grande determinazione e impegno, con tenacia e organizzazione e anche un pizzico di follia. Fai tesoro di questa esperienza. L’Ovo famiglia al completo è fiera di te… più di quanto tu lo sei di te stesso. 

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