Disdetta

E via anche con la sesta Corona-Week!

Lunedì
“Papà.”
“Dimmi Pica.”
“Possiamo uscire in giardino?”
“Guarda Pica…. Fa ancora un po’ freddino ma dovrebbe esser l’ultimo giorno o quasi; direi di aspettare. Tra l’altro siccome in qualche modo abbiamo provato a tirare un po’ su il prato senza troppi aiuti dei professionisti, magari lo lascerei riposare fino a domenica. Ok?”
“Ma poi domenica posso andarci?”
“Assolutamente si!”
“Allora adesso posso giocare alla Wii?”
“Non centra nulla ma va bene.”

Martedì
“Papà.”
“Dimmi Pica.”
“Possiamo uscire in giardino?”
“… (?!?)… ma…. (non ne avevamo già parlato? Vabbè….) Dunque oggi fa veramente freddo. Però nel fine settimana quando si metterà al bello non ci saranno problemi e ci potrai andare, va bene?”
“Ok! Però mi fai le meringhe?”
“Ma che c’entra? Comunque va bene, cioè non ora… non è che si può fare così su due piedi…però mamma fa la pizza stasera! “
“Siiiiii !!!!”

Mercoledì
“Papà.”
“Dimmi Pica.”
“Possiamo uscire in giardino?”
“Pica… ho come la sensazione che tu mi voglia chiedere qualche cosa. Sbaglio?”
“Di andare in giardino.”
“E se io ti dicessi da domenica?”
“Allora posso giocare alla Wii e mi fai le meringhe… al cioccolato?”
“Sì… ti faccio tutto… altre richieste?”
“Fai anche la pasta fatta in casa?”
“SCHERZAVO!!!”
“Allora la wii!”
“Vai a giocare…”

Giovedì 
“Papà.”
“Dimmi Pica.”
“Possiamo uscire in giardino?”
“AAAAARGGGGG!!!! Facciamo che non puoi nemmeno giocare alla wii perché altrimenti ci giochi tutti i giorni?”
La cucciola accusa il colpo.
“Allora giochiamo insieme a Ticket To ride?”
“Va bene ma solo se non piangi nel caso perdessi.”
“Va bene!”
90 minuti dopo sgorgava copiose lacrime perché…. “ho perso! UEEEEE!!!!!”

Venerdì
“Papà.”
“Dimmi Pica.”
“Possiamo uscire in giardino?”
“Ok.. facciamo un patto. Uscite MA… solo su terrazzo e nel bersò! OK?”
(tre razzi sputnik saettavano dal salone al giardino)
“… e mettetevi la felpa!!!! (che non mi sembra il caso di ammalarsi)”

Sabato
Lunedi
“Papà.”
“Domani usciamo in giardino!”
“Vero.”
“E ci fate anche la pasta fatta in casa.”
“Già!”
“E anche le meringhe.”
“Se bastano le uova”
“E…”
“No! Niente wii”
“Un pochino?”
“Niet! Pensa a domani come sarà bello.”

Domenica
ore 6,15
“UUUUUUUU….. E’ Grandissimo !!!!!!”
“Cucciolo è solo un incubo” l’ha tranquillizzata papà Ovo. 
E lei si è rimessa a dormire serena.
“Tutto bene?” ha chiesto mamma Ova quando il consorte è rientrato in camera.
“Mica tanto… ha la febbre alta.”


Pica oggi non è uscita in giardino… però almeno l’appetito (e il gusto) per la pasta fatta in casa e per le tanto sospirate meringhe non l’hanno abbandonata….

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This is me

Con la quinta corona week alla spalle, casa Ovetti veleggia ormai in una routine perfettamemnte oliata che ci ha anche permesso di scovare nicchie di tempo da dedicare a compiti che mai avremmo pensato di voler/dover affrontare.

Mamma Ova, la più addicted, lavorativamente parlando, alle nuove tecnologie riesce ormai a scrivere, tenere lezioni, creare compiti in classe e correggerli usando sempre e solo un ipad: quando ieri mattina la penna ad esso collegata ha dato i primi segni di cedimento strutturale, ella ha emesso un urlo agghiacciante di puro terrore. Domattina verrà fatto ordine espresso urgente immediato.
In compenso ormai tutta la famiglia attende la mamma-pizza settimanale che ormai è sempre più buona mentre lei arranca dietro al GAG con la figlia maggiore (si veda poi).

Papà Ovo ha finito tutti i lavoretti di sistemazione casalinga e purtroppo, causa attesa pioggia in settimana, non può ancora dedicarsi all’orto. Quindi si è equamente diviso tra l’arte culinaria (con risultati molto apprezzati dagli Ovetti) e l’aiuto sociale: una telefonata ai vecchi volontari…. un’idea… una telefonata in protezione civile… un’altra idea e in meno di 24 ore si è trovato in mezzo agli Alpini a consegnare viveri ai vecchietti del paese: il battesimo del fuoco è stato a base di grappa e “chi se laûra… ciapa la machina e andem” (che per i forestieri vuol dire più o meno “qui non si chiacchera troppo e si lavora: quindi adesso prendi la macchina e andiamo”). Papà Ovo crede quindi di essere uno dei pochi “obiettori di coscienza alpino ad honorem”… ma va bene così.

L’Ovetta ormai si destreggia tra Skype, Meet, Zoom, Nas, classroom, mac, ipad, etc…etc… Forse non sa sempre bene bene cosa sta facendo, però è pur sempre riuscita a prendere buoni voti in video-interrogazione e si autogestisce quasi tutti i compiti in autonomia. Quindi gli Ovo genitori chiudono entrambi gli occhi, durante i suoi raid in cucina, quando fa razzia di cioccolato a piene mani credendo di non esser vista oppure quando, di nascosto, si dipinge le unghie (la domanda per chi te le curi così bene pare onestamente anacronistica viste le attuali scarsissime possibilità sociali della piccola).
In compenso ha convinto sua madre a una sessione a giorni alterni di 26 minuti di GAG (che pare non essere Gargarismi-Ascelle-Ginocchi bensì Glutei-Addome-Gambe ) da cui esce tonica e pimpante mentre sua madre esce.. tonica… ma un pochino stanca.

Il Monno trattiene a stento la sua foga agonistica chiuso nelle quattro mura (grandi sì… ma pur sempre mura) e per ovviare a tale limitazione ha pensato di:
1)        scrivere favole per bambini… e gli vengono pure bene… oggi ha scritto della formica MICA e di sua mamma FOR che incontrano l’elefante EVER e diventano amici FOR-EVER.
2)        controllare insieme a Papà l’andamento del virus nel mondo con tanto di grafici a base lineare e logaritmica per tenere sotto controllo il numero di malati, l’incidenza per popolazione e il trend nei principali paesi Europei e negli Usa.
3)        perdere sotto il mobile una pallina che, probabilmente, si è incastrata da qualche parte. Il nostro ha quindi pensato di armarsi di aspirabriciole e colino (!) per cercare di aspirarlo (con l’aspirabriciole) senza farselo mangiare dallo stesso (piazzando il colino davanti all’aspirabriciole) …. al momento il risultato non gli arride.

Pica affronta questo nuovo modo di “essere” con infinite videochiamate alle amiche: ormai da un paio di giorni hanno un incontro prestabilito alle 20,30 per scambiarsi quattro chiacchere su “tutto” quello che è successo in giornata; inoltre si sta facendo spiegare dal Monno come giocare a Ticket To Ride  (gioco di società con 24 pagine di istruzioni annesse) e infine oggi è arrivata con la solita pagina del suo quadernetto da farci correggere; il tema di oggi era: “questa sono io” e recita testuale….

“Chi sono io?
Io sono una bambina di sette anni. Sono abbastanza magra e alta. Ho i capelli lunghi fino alle spalle e il colore è piuttosto biondo scuro. Gli occhi sono verdi e di sera sembrano grigi. La mia faccia è abbastanza tonda e bella. Io credo di essere una bambina carina, gentile e altruista, ogni tanto mi arrabbio perché le persone mi danno fastidio e comandano. Quando non conosco una persona sono timidissima e parlo un po’ a tratti, infatti ci metto tantissimo a conoscere una persona e a fidarmi di lei. Poi mi abituo e le sto accanto senza problemi. Ma quando qualcuno mi sgrida mi impaurisco subito, non so come scusarmi e ho paura che l’arrabbiatura non finisca mai!! La mia materia preferita è musica perché mi piace cantare. 
Questa sono io !!! Una ragazzina di 7 anni.

Applausi!!!

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Corona-mese

E adesso possiamo dire che il primo corona-mese sia passato.

Papà Ovo ha visto il suo impegno lavorativo scendere a livelli preoccupantemente bassi e, anche per questo, lunedì ci teneva particolarmente ad essere ben collegato con l’ufficio per una terapeutica tele-conference con mezzo mondo.
Contemporaneamente l’Ovetta stava assistendo alle lezioni on line, il Monno stava facendo i suoi compiti al computer, Pica stava facendo il tema ma aveva bisogno comunque di un computer anche lei perché “magari mi scrive la mia amica I.” e mamma Ova stava facendo lezioni sempre on line al liceo.

Papà Ovo si è quindi bardato di tutto punto, ha preso una sedia, si è trasferito nell’angolo più remoto del giardino evitando di utilizzare il wifi di casa e ivi è stato, seduto come un povero “lumarel” nel suo stesso giardino per 75 minuti usando il cellulare in thetering con il computer: una tristezza infinita.
Rinfrancato dall’esser riuscito a collegarsi e contemporaneamente a non far crollare la rete di casa, il vecchio si è lanciato nei giorni successivi in imprese sempre più ardite: sistemazione del garage, sistemazione del giardino, backup di tutti i file di casa, menù basato su 7 giorni pranzo e cena senza ripetizioni con alternanza pasta-riso-carne e pesce, statistiche sulla diffusione nei principali Paesi europei del virus e conseguenti previsioni (sfortunatamente per ora azzeccate).
Per settimana prossima, si profilano in pole position la vangatura dell’orto ed un raid “monstre” al supermercato per rifocillare la famiglia allargata.

Mamma Ova gode di decisamente meno libertà d’azione stante le parecchie ore in cui è impegnata in videolezioni; confessa una certa alienazione nel parlare per ore mentre scrive ad un tablet, in una stanza da sola, ma tant’è… dalla prossima settimana inizierà anche sorte di verifiche. In compenso ha passato il fine settimana imprecando verso il meteo tendente al brutto che le ha impedito di fare il mitologico “cambio di stagione”: mamma Ova solitamente affronta l’argomento in estate avanzata ma quest’anno avrebbe potuto stabilire il suo personale record dei record… ci riproverà nel prossimo fine settimana.

Agli Ovetti infine è stato imposto un rigido regime che prevede:
1) sveglia alle ore 7,45
2) campanella alle ore 8,25 (suona davvero la campanella scolastica in tutta casa!)
3) lezioni e compiti ognuno in una camera diversa fino alle ore 13 (papà Ovo a disposizione se non è al telefono; mamma Ova off limits)
4) preparazione della tavola affidata all’Ovetto A.
5) lezioni e compiti o giochi per chi ha finito fino alle ore 16 quando poi mamma Ova riprende ad essere a disposizione
6) disfacimento della lavastoviglie affidata all’Ovetto B
7) videochiamata agli Ucas 1e 2 affidata a tutti gli Ovetti 
8) preparazione della tavola affidata all’Ovetto C
9) 7 minuti di esercizio intenso tendente al distruttivo (tratto dai famosi “7 minutes workout” che papà Ovo si era rifiutato di fare quando preparava la maratone! e che ora invece vengon fatti dall’intera famiglia)
10) mezz’oretta di Tv tutti insieme e poi… a nanna !

La famiglia Ovetti ha trovato il suo ritmo, fra qualche momento di scoramento e altri di serenità. Poi una sera, poco prima di terminare la cena, l’Ovetta, al solito piuttosto riservata, guarda intensamente suo fratello, che le è seduto affianco “Sai Monno, ho una grande voglia di abbracciarti”. E all’improvviso nascono una serie di abbracci ovettesi. Sarà lunga ma andrà tutto bene 

… e la primavera spunta…
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