Cosa???

“Ovetta tutto bene oggi a scuola?”
“Sì, a parte l’insurrezione contro il prof di mate.”
“In che senso?”
“Sai papà che oggi c’è stato un problema grosso grosso a scuola?”
“Uhm… si, aspetta Pica, vorrei sapere che insurrezione c’è stata in classe dell’Ovetta.”
“Mamma! Sai cosa è successo diecimilanovecentoottantun giorni fa?”
“Molti di noi si sono lamentati perché ci da troppi compiti.”
“No Monno, non lo so cosa è successo diecimila giorni fa, Ovetta direi che il numero dei compiti lo decide il prof, giusto?”
“Papà vuoi sapere il problema grosso grosso che c’è stato oggi nella MIA classe?”
“Non diecimila giorni fa papà! Ho detto diecimilanovecentoottantun giorni fa, eh? Lo sai?”
“Si, lo so mamma, che i compiti li deve dare il prof, e poi lui ci ha anche fatto scegliere se ne volevamo tanti una sola volta alla settimana il lunedì per il lunedì successivo o pochi ma più volte alla settimana. Più di così?!”
“Ok ok calma…. Allora Pica mi dici cosa è successo diecimila giorni e passa fa? E tu Monno mi dici quale grande problema c’è stato nella tua classe?”
“Hai invertito papà. Io ti sto chiedendo cosa è successo diecimilanovecentoottantun giorni fa mentre Pica ha avuto un grosso problema a scuola; e comunque sono d’accordo anche io che i compiti per l’Ovetta li debba scegliere il suo prof.”


“Ok, grazie Monno per la tua solidarietà. Con ordine… dimmi Monno cosa è successo X giorni fa? Pica: cosa è successo in classe di terribile e, ultimo ma non per ultimo, cosa avete deciso per quanto riguarda i compiti?”
“E’ caduto il muro di Berlino.”
“L’Ovetta M. ha vomitato cinque volte e l’Ovetto P. una sola.”
“Abbiamo optato per avere i compiti una sola volta e averne pochi…. Ma il prof ha detto che il numero di compiti lo sceglie lui e adesso ci sono alcune mamme di miei compagni che sono arrabbiate.”
“COSA?????”
“Sì! E’ caduto il muro di Berlino, davvero.”
“Sì! Hanno vomitato M. per 5 volte e P. solo una volta, davvero.”
“No, … Scusate… ce l’avevo con l’Ovetta. Vuoi dirmi che ci sono mamme che stanno facendo pressione per avere il numero di compiti che “loro” ritengono giusto in prima media!!!”
“Già.”
“Non ci posso credere…“ Pica, mi spiace per l’Ovetta M. deve essersi presa un bella gastroenterite.”
“No mamma, le hanno dato da mangiare le uova e lei è allergica.”
“COSA????”
“Davvero! E’ caduto il muro…e il 23 dicembre saranno undicimila giorni tondi tondi.”
“No Monno,… scusa stavo pensando alla bimba intossicata…. E comunque…. Come fai a sapere quanti giorni sono passati dalla caduta del muro?”
“Li ho contati.”
“??? Compresi gli anni bisestili?
“Sì, certo.”
“E quando?”
“A scuola.”
“COSA????”
“Papà… mi annoiavo!”


Una classe in rivolta, un avvelenamento e un annoiato a morte: il percorso didattico degli Ovetti prosegue tranquillo. COSA????

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Crederci o non crederci?

Stamattina a colazione…

“Papà, è strano!”
“Cosa Pica?”
“Non è arrivato il Babbo Natale… quello che rimane sempre sulla credenza in salone, quello che ci regala i cioccolatini tutte le sere prima di andare a dormire a Dicembre fino al 24… non c’è.”
Nella mente di Papà Ovo:” Gasp! Mannagg…. Mi sono domenticato!!! E adesso come ne esco…. E i cioccolatini soliti non sono Gluten Free…. E dove diavolo lo avevo messo il calendario dell’avvento a foggia di Babbo Natale?… azz…. Improvviso…”
Con voce decisa, il genitore declama “Ehmm… vero ma non ho guardato bene. Comunque bimbi ora non c’è tempo, bisogna prepararsi per uscire quindi direi che voi andate di sopra, vi cambiate, mettete la tuta dell’atletica, vi lavate la faccia, i denti, fate la pipì, mettete a posto il pigiama,…”
“Papà sono un sacco di cose!”
“(Bene, ho bisogno di tempo!). Bimbi io devo cercare una cosa in garage e rischiamo di fare tardi… su, su, andate…”

Il Natale con tutta la sua schizzofrenia si è palesato stamani in tutta la sua potenza: papà Ovo si è fiondato in garage in mutande e ha trovato in un lampo il Babbo Natale a foggia di calendario dell’avvento (o il calendario dell’avvento a foggia di Babbo Natale a seconda di come la si veda), l’ha pulito dalle pagliuzze del presepe dell’anno passato, l’ha spolverato, ha rimesso tutti i cassettini al posto giusto e l’ha issato nel suo solito angolino sulla credenza in salone; poi è andato a rivestirsi anche perché alcune parti intime viravano ormai al blu.

Pochi minuti dopo….
“Papà! Mamma! E’ arrivato!!! Babbo Natale è arrivato!”
“Ma dai!”
“Siiiiiii !!! Ciao Babbo!”E, mentre il volto di Pica si illumina, in disparte…
“Ehmm…. Ovetta?”
“Sì?”
“Togli un dubbio atroce al tuo vetusto genitore, ma Monno non ci crede più a Babbo Natale”
“Nooo”
“Ah! Ecco, mi sembrava”
“Intendo il Babbo Natale del calendario dell’avvento, papà.”
“No, aspetta, ci mancherebbe che creda pure a quello; intendevo chiederti se crede a Babbo Natale… quello del 25.”
“Mah… non credo… però non lo so di sicuro.” 
“Ok… Monno! Puoi venire un secondo?”
“Dimmi papà.”
“Hai fatto la letterina di Natale?”
“No! Sono in ritardo?”
“No… certo che no… anche perché…. (ammiccamento)…”
“Perché cosa papà?”
“No dico…. Chi vuoi che te li porti i regali?… eh?… (ammiccamento)…”
“Babbo Natale!”
“Si, certo… e come fa a portarteli, eh?… (ammiccamento pronunciato)…”
“Boh! E’ magico!”
???
“Papà! Papà! Babbo Natale vuole fare una foto con me! Me lo ha detto lui.”
“Scusa Pica? Babbo Natale ti ha detto che vuole fare una foto con te???”
“Si!!!! – Babbo, adesso non ho tempo perché devo andare a fare una gara di atletica, però quando torno la facciamo. Smack… ti mando un bacino, ciao Babbo!”


Natale sta arrivando, come ogni anno sarà dura, durissima, ma come ogni anno il miracolo del Natale alla fine si ripeterà e in qualche modo ce la faremo.
Oggi una tradizione è stata salvata per un pelo, oggi dobbiamo trovare dei dolci GF da infilare nei cassettini di Babbo e se ci riusciamo sarebbe bello scoprire se il cucciolo di mezzo, il più analitico dei tre, tutt’ora creda nella favola del barbuto di rosso vestito o se finga in modo abbastanza credibile; poi da domani sarà rincorsa….

L’Ovetta, un Natale di qualche anno fa, finse di crederci per non correre il rischio che non le venissero più fatti regali. Ci appelliamo a questo possibile e “saggio” comportamento anche per il Monno. Perché il cucciolo di mezzo, quello analitico, razionale, maniacalmente preciso, quello che svolge equazioni di primo grado in quarta elementare, ha appena consegnato la sua lettera per Babbo natale pregandoci di spedirla per tempo.

(Il Babbo in questione)

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Sandra e Raimondo

Sabato ore 9.00
“Monno! Smettila! Basta! C’ero prima io, guarda che lo dico a papà.”

Sabato ore 11.00
“Papààààà, Monno mi da fastidio e mi ruba i giochi che ciò io.”

Sabato ore 13.00
“Monno guarda che non si fa così, me l’ha detto la mamma e adesso ti sgrida di sicuro, ecco!”

Sabato ore 15.00
“Mammaaaaaa, Pica ha fatto cadere una cosaaa.”

Sabato ore 17.00
“Preparo io la tavola, io vicino alla mamma, l’Ovetta vicino al papà e Monno là lontano.”

Sabato ore 19.00
“Papà io ho finito i compiti! Pica ti preparo una verifica io! E poi te la correggo anche.”

Sabato ore 21.00
“Ovetta, prima di addormentarmi mi racconti la storia che mi piace tanto a me, non quella che piace a Monno”



Domenica mattina, 
Mamma e papà Ovo ancora a letto, il Monno deambula stancamente verso il letto degli augusti.
“Monno cosa fai in piedi?”
“Sono andato a fare la pipì.”
“Ok, ora però torna a letto.”
“Non posso, mi sono svegliato troppo, ho preso paura.”
“???? Perché hai preso paura?”
“Perché quando sono sceso dal letto mi sono trovato Pica sdraiata per terra.”
“??? Come? Non era a letto?”
“No, per questo mi sono svegliato. Era sdraiata per terra sul tappetone.”
“E tu cosa hai fatto? L’hai svegliata? L’hai coperta?”
“No. Era coperta e dormiva così bene che l’ho lasciata lì, però le ho messo il cuscino sotto la testa, perché rischiava di scendere dal tappetone.”
“Ah!… Bravo Monno!.. ma, sento dei rumori…”
In quel momento dalla cameretta, si ode uno strusciare di piedi in direzione della camera degli augusti e, poco dopo, un’assonnata Pica fa capolino, getta l’unico occhio aperto in direzione genitori, poi si volta in direzione Monno e, senza dire nulla, se lo abbraccia: “il mio Monnino, grazie.”

Ci sono rapporti che sono così… squisitamente litigiosi o dolcemente fraterni.

Domenica ore 9.00
“Monno! Smettila! Basta! C’ero prima io, guarda che lo dico a papà” e si ricomincia….

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