La buona maestra

“Ho bisogno di tutti voi qui sul divano”
???
“Ok Pica… Ehmmm…. posso sapere perché?”
“Certo papà! Ho inventato un gioco.”
“AH!”
“E oggi giochiamo tutti insieme (traduzione: IO vi dico quello che dovete fare e VOI lo fate seguendo pedissequamente le regole che IO vi dico visto che IO mi sono fatta adoperata tanto per tutto il pomeriggio e IO ho tirato fuori dal cilindro questo gioco che è una genialata pazzesca)”
“Ok Pica eccoci qua.”
“Molto bene, allora, ecco che vi dico le regole. Prima di tutto ognuno deve avere una penna, poi non bisogna copiare (e qui Pica entra in modalità “maestrina” la qual cosa le è gradita molto,… anzi moltissimo!) e se scopro qualcuno che copia lo squalifico e non può più giocare al MIO gioco che è bellissimo (e qui Pica entra in modalità “maestrina temibile” che poi è la parte della maestrina che più le garba assumere, sempre e comunque), poi se qualcuno non sa come andare avanti può chiedermi aiuto (e qui Pica entra in modalità “maestrina buona e comprensiva” perché lei, nella sua immensa magnanimità, concede aiuti ai suoi studenti ignoranti) e io allora gli darò qualche aiuto che può essere ascoltato anche da tutti gli altri (appunto… sono proprio buona eh?).
“Ok Pica, tutto chiaro… tranne che non abbiamo capito a cosa dobbiamo giocare.”
“Tranquillo papà, take it easy…!”
“Faremo un…… (rullo di tamburi….) Sudoku!”
..
“Ah! Già! La cucciola si è intrippata con i sudoku ultimamente… potevamo arrivarci.
Ok.. dai! Facciamo il sudoku. Da quale giornale l’ha preso? (perché effettivamente se l’hai copiato dal corriere della sera o dal giornale dei piccoli la cosa cambia un pochetto.”
“Non l’ho copiato, papà”
???
“In che senso?”
“L’ho inventato IO.”


Si è così scoperto che Pica, di sua sponte ovviamente, aveva creato uno schema Sudoku perfettamente funzionante; ne aveva fatte 4 copie mute a cui aveva aggiunto qualche numero tanto per dare un aiuto.
Sfortunatamente, ma alla cucciola non è stato detto, risolverlo con i soli (pochi) numeri che aveva dato era impossibile… ma forse a pensarci bene … in questo modo l’intera famiglia Ovetti ha dovuto chiedere un sacco di aiuti alla maestrina temibile e buonissima… è un genio!

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Cioccolatini

“Papà”
“Dimmi Pica”
“Qual è il regalo che ti è piaciuto di più?”
“Mah Pica… non saprei… direi che tutti mi sono piaciuti.”


La cucciola pare esserci rimasta un poco male; anzi no… direi che pare esserci rimasta proprio male… però calma… spieghiamo meglio.

Lo scorso anno il compleanno di papà Ovo era stato posticipato nella sua festa di qualche giorno; peccato che di mezzo ci sia finita niente meno che una pandemia mondiale, obbligando l’evento ad una sua versione minore in streaming.
Ora, come ormai noto, per Pica il compleanno (di chiunque) è “la giornata più bella dell’universo e il MIO compleanno è la giornata più bella tra tutte le giornate più belle”.
Il compleanno di papà quindi non fa eccezione e lo scorso anno la cucciola aveva vissuto con sgomento l’annullamento della festa visto che “il povero papà non ha potuto festeggiare il compleanno… poverino!”

Va da sè quindi che quest’anno non si poteva mancare.
E va anche da sè che sia stata colta l’occasione per permettere ai quattro Ucas di abbandonare le quattro mura casalinghe, nonni confinati ormai da quando… beh… da quando erano più giovani!

Oggi quindi grande festa di compleanno di papà Ovo che nell’occasione ha potuto vantare anche:
1)         un sistema di riscaldamento/aria condizionata da far impallidire qualsiasi sistema di condizionamento di qualsiasi centro commerciale; temperatura glaciale alternata a temperatura accettabile il tutto termoregolato dal tenere aperta/chiusa/aperta/chiusa/aperta/ecc… la finestra della cucina visto che in questi giorni ad Ovocity non si superano i 5°C nemmeno a mezzogiorno.
2)        un tavolo da far invidia alla regina Elisabetta: ad un capo i quattro nonni e all’altro i cinque Ovetti; il tavolo (che poi sono due tavoli messi uno dopo l’altro) viene posizionato in diagonale onde poter massimizzare la distanza;
3)        collegamento extraeuropeo con lo zio A., che è sempre là dove stava prima, ma nel frattempo è uscito dall’UE; comunque è riuscito pure a scambiare quattro chiacchere con il festeggiato prima di esser fagocitato dagli Ovetti;
4)        visione di evento sportivo collettivo in lievissima differita con tifo stellare per la nuova (?) passione di casa Ovetti: mamma e papà Ovo hanno infatti trascinato i cuccioli nella loro storica passione velistica e tutti quindi a tifare Luna rossa;
5)        Ricchi e abbondanti regali su cui spiccano, inutile negarlo e, spiace per chiunque abbia fatto gli altri regali (decisamente meno belli), le formine per fare i muffin riempiti di ovetti di cioccolato fondente.

Ecco, ciò premesso torniamo a Papà Ovo e alla faccina di Pica che si sta intristendo…
“Pica”
“Sì papà”
“Ora che ci penso meglio…”
“Si?””
“Credo che il regalo che mi sia piaciuto di più siano stati i cioccolatini”
“E’ il mio regalo!!!!”
“Davvero?”
“Si!!!!”
“Domani ne mangiamo un altro solo tu ed io?” 
“SIIIII!!!!!!… ma è un segreto tutto nostro, vero?”

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Almeno ufficialmente

Casa Ovetti… alcune settimane fa…
“Papà ho un’idea”
“Dimmi Monno.”
“Ti ricordi quando hai organizzato quel torneo di calciobalilla con i miei amici? Quello con il tabellone che tutti dovevano giocare contro tutti e poi c’era la classifica finale?”
“Sì…. (beh… è stato due anni fa, visto che ultimamente non è che ci siano molte feste a casa nostra…. Però… credo di si)”
“Facciamolo tra di noi! Siamo in cinque! Ho pensato che uno sta fuori a rotazione e facciamo un sacco di partite tutti incrociandoci fino a quando tutti hanno giocato con tutti.”
“Gasp!”
“Papà sarà bellissimo, e poi facciamo la classifica finale!”
“uhm… Monno….”
“Dai!!!!!”


“Ok”
“YEPPA!”
Papà Ovo, noto preveggente, aveva però già previsto che le cose potevano prendere una cattiva piega ma, effettivamente, nulla ha potuto verso l’entusiasmo del maschietto di casa che ha così avuto il suo torneo.

Casa Ovetti…. Oggi
In casa Ovetti attualmente si sono svolte già i 2/3 delle sfide previste. 
I partecipanti stanno affrontando la competizione con motivazioni…diverse.
Il Monno è lanciatissimo tra le partite stesse, il tabellone dei risultati, le previsioni dei prossimi incontri e l’analisi della previsione della posizione di classifica in cui ogni partecipante dovrebbe finire alla fine del torneo. 
L’Ovetta gioca quando deve giocare e poi si eclissa. Diciamo che le interessa “il giusto”.
Pica gioca alla massima concentrazione possibile e, non potendo esser trattata da “piccola” e soprattutto non potendo far la figura “della piccola” è costantemente preoccupata di finire ultima, cosa peraltro possibile.
Mamma Ova gioca con disinvoltura…. Finora.
Papà Ovo cerca di vincere tutte le partite (finora) ma sempre con un occhio alla classifica e probabilmente avrà a breve delle defaillances che cercheranno di alzare la classifica di Pica; casomai non fossero abbastanza intercederà presso la sua consorte per eventuali ulteriori defaillances.

“Papà”
“Dimmo Monno”
“Sto guardando la classifica del torneo”
“Sì….”
“Ho pensato che se calcolo i gol fatti e quelli presi e poi ne faccio la differenza, allora anche se due persone arrivano a pari punti posso sempre dire chi ha vinto e chi ha perso”
“NO!… (non ce la farò mai anche a “pareggiare i numeri di gol!!! E Pica la prenderebbe malissimo”)… direi proprio di no Monno… ehm… se “il caso” vorrà questo… vorrà dire che due persone saranno forte uguali, ok?”
“No”
“Ehm… non dobbiamo proprio avere qualcuno che perde per forza… capisci? Va bene anche un pareggio”
“No.”
“Qualcuno potrebbe rimanerci male! Capisci!!???”
(i neuroni del Monno si attivano febbrilmente)


“Ah!… ho capito… niente differenza reti allora?”
“Bravo Monno.”
“Almeno ufficialmente,… eh papà?”
“Almeno ufficialmente.”

E questa volta forse ce la caviamo… 

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