Fa caldo

Lunedì
“Monno come va?”
“Sto bene, grazie. Però sono preoccupato.”
“Che c’è?”
“Se non guarisco entro venerdì, non posso andare in vacanza con il wwf”
“Ce la farai Monno, tranquillo.”

Martedì
“Monno come va?”
“Bene ma adesso non posso parlarti.”
“??? Scusa ma sei confinato in quarantena in una stanza. Perché non puoi parlarmi?”
“Sto battendo i tuoi record alla playstation.”
“Ah… beh…. Direi che stai bene.”

Mercoledì
“Monno come va?”
“Eh…”
“Che è successo?”
“Non hai sentito la mamma?”
“Non ancora perché?
“I nonni hanno il covid”
“Acc….”
Nonno Motore e Nonna Patriottica sono effettivamente positivi… tutt’ora.

Giovedì
… tic…tac…tic…tac….
e il risultato è…. Negativo!
Il Monno, pugnetti al cielo, saluta la fine della quarantena e soprattutto festeggia la possibilità di andare in vacanza al campus wwf.

Venerdì
“Monno come va?”
“Bene grazie”.
“E ti credo. Non hai fatto nulla per una settimana e oggi, che finalmente puoi fare qualche cosa, hai deciso di… riposarti!”
“Domani comincia il wwf. Devo essere in forma…”

Sabato e Domenica
E così questo weekend parte l’estate itinerante della famiglia Ovetti allargata; ogni settimana sarà diversa da quella precedente con gran finale previsto da fine luglio.
Questa settimana Ovetta e Monno saranno sul Gran Paradiso, Pica all’oratorio, due Ucas in montagna, gli altri due in quarantena in leeeenta via di guarigione e gli Ucraini godranno (?) di una settimana di vacanza in collina dedicata (crediamo) alla piscina.
In mezzo ovviamente mamma e papà Ovo che si arrabattano a destra e a manca, nel caldo caldo caldo caldo cittadino (ma papà Ovo domani emigra al sud!)

Poi settimana prossima si cambia!

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Fuorigiri

Lunedi mattina il Monno e il fido Ovetto A. entrano al campus dell’atletica colmo di aspettative (il primo) e lievemente titubante (il secondo).
La sera precedente gli Ovo genitori avevano catechizzato il Monno spiegandogli che l’Ovetto A. si sarebbe trovato in un paese straniero, senza parlare la lingua molto bene, senza nè mamma nè papà, senza la possibilità di avere il cellulare (bandito per tutti dal campus) e come unico appoggio… il Monno.
Il nostro Ovetto si era immediatamente immedesimato in una sorta di mamma chioccia e ci aveva assicurato che ci avrebbe pensato lui.

Martedì mattina, anche grazie a Pica che frequentava lo stesso campo ma solo di giorno, abbiamo cominciato a ricevere notizie dei nostri eroi.
Niente di ufficiale si badi, ma comunque una sorta di notizie di sottobanco difficilmente verificabili e un poco velate di leggendarietà.
Qualche cosa del tipo..
“Stanno bene, l’Ovetto A. si diverte, sono nella stessa tenda con un altro Ovetto ma dormono poco.”
“E perché dormono poco, Pica?”
“Boh, non lo so. Ieri sono andati in piscina a fare il bagno di mezzanotte e stamattina facevano giri di pista alle quattro del mattino.”
“Ah”

Mercoledì sera per spezzare l’ondata d’indipendenza anarchica e per alleviare la responsabilità degli organizzatori è andata in scena la pizzata ragazzi-genitori; chiaramente organizzata anche per tranquillizzare i genitori ansiogeni in astinenza da figlio (tra cui anche mamma T. che è una mamma italiana più italiana delle mamme italiane).
Il Monno si presentava completamente afono, bruciato dal sole, con una maglietta strappata sul lato ma pulita perché “l’ho cambiata perché sapevo che venivate voi”; ci ha degnato il giusto dove per “giusto” intendo qualche millisecondo più di quanto altri Ovetti hanno fatto con i loro genitori coi quali si sono limitati a dire “ciao” sparendo immediatamente dopo.
L’Ovetto A. invece pare abbia raccontato ogni millisecondo dei tre giorni passati a sua madre, ha fatto una videochiamata al padre in ucraino e ha spiegato cosa sua madre dovesse fare una volta rientrata per non fargli perder punti a Fifa 22 sulla Playstation… a dimostrazione che gli Ucraini sono Occidentali al 100%.

Sarebbe stato bello anche raccontare di giovedì e venerdì MA (c’è sempre un MA) il Monno è crollato il giovedì mattina, è stato ripreso nel pomeriggio, tamponato immediatamente dopo e scoperto, ahinoi, positivo. Ha dormito per circa 24 ore di fila e il Covid ne è responsabile solo a metà. Per l’altra metà la colpa è imputabile alle scarse ore, pardon minuti, di sonno e alle mille attività e giochi e divertimenti dei quasi quattro giorni passati con gli amici.

Mamma T. si è allarmata assai, più di qualsiasi mamma italiana, costringendo l’Ovetto A. a rientrare a casa anche lui: più o meno riluttante il ragazzino è rientrato con un sospetto raffreddore e un latente mal di gola, ma un test negativo.  

Ora il Monno è recluso in una stanzetta, solo soletto, ma in frequente collegamento con sorelle e genitori e nel complesso sta benone. Fuori, al contrario, si aggira un Ovetto malaticcio. Che dire?
Noi altri… tutto bene, per ora.

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Gonfia le vele, Ovetta!

Venerdì… ore 8.00
Mamma e papà Ovo stanno facendo colazione quando piano piano arrivano prima il Monno (assonnato) e poi Pica (altrettanto assonnata), si siedono e cominciano a ruminare anche loro la colazione tra chiacchere e amenità varie.
Poi… improvvisamente… arriva lei e cala il silenzio.
“Come va?”
“Bene e non sono tesa!”

Il messaggio viene recepito perfettamente sia dal Monno che da Pica che, in meno di 5 secondi netti, spariscono uno in direzione del bagno e l’altro in direzione cameretta, si faranno rivedere dopo un quarto d’ora giusto il tempo di salutare gli augusti e, coraggiosamente, buttare là un “Forza Ovetta!” che comunque viene accolto in maniera pacifica.

Venerdì… ore 9.00
“Hai la chiavetta USB?”
“Sì”
“Hai i fogli della presentazione?”
“Sì”
“Hai le tavole di tecnologia?”
“Sì”
“Hai la testa?”
“…. Ho anche altro.”
“??? Cioè?”
“Ho l’ansia.”
….

Venerdì… ore 10.00
“Direi che comincio a prepararmi.”
“Direi che sia giusto.”
Mezz’ora dopo una Ovetta, un filo (giustamente) tesa ma pronta e preparata, inforcava la sua superbici e si dirigeva, per l’ultima volta, verso la sua amatissima scuola media per sostenere l’esame finale di terza.
Conscia, ma probabilmente fino ad un certo punto, di quanto siano stati importanti, belli, divertenti e complicati questi anni, si avviava a presentare la sua tesina sulla “Vela” preparata con grande serietà come le si addice.

Venerdì… ore 14.00
“SONO TORNATA !!!!”
E allora abbracci e baci per tutti, per mamma e papà, per fratello e sorella, per mamma T. che ha abbracciato con trasporto la figliola e anche per l’Ovetto A. un po’ basito e sorpreso, nonché maschio e quindi un po’ imbranato.
E poi sprazzi di racconti di come sia andato l’esame.
E poi gli ottimi voti degli scritti.
E poi le telefonate alle amiche.
E poi anche quelle ai nonni.
E poi finalmente stendersi sul divano e sorridere, leggera, libera!

Brava Ovetta!
Da settembre comincerà una storia nuova, ma sei pronta a gonfiare le tue vele; per ora però è importante sapere che da ora sei in vacanza anche tu. 

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