Devo decidere

“Devo decidere….”
“Cosa devi decidere Pica?”
“Papà, questi Open Day mi confondono”
“In che senso Monno?”
“Nel senso che non mi fanno capire! Io pensavo che sarei potuto andare a fare quella scuola o forse quell’altra e invece ora voglio fare quell’altra scuola o forse la prima. Capisci? Non mi aiutano.”
“Emm…. Ok, però cosa ti aspetti?”
“Devo decidere….”
“Ah. Già cosa devi decidere Pica?”
“Papà, sai che sono l’unica che quest’anno non deve andare a vedere altre scuole per l’anno prossimo? Mi piace questa cosa! E Poi secondo me ti sei dimenticato una cosa.”
“Effettivamente Ovetta… non è cosa da poco.”
“Papà vedi ho bisogno di qualcuno che mi dica perché è bella quella scuola e perché no. Poi qualcun altro mi dice il contrario e io li ascolto e poi decido. E invece non lo fanno!”
“Monno ma nessuno ti dirà mai… un momento Ovetta… cosa mi sarei dimenticato?”“Devo decidere….”
“Ti sei dimenticato che anche l’Ovetto Ucraino A. deve fare gli Open day.”


“Mamma, è vero?”
“Temo di sì papà Ovo”
“Ah”
“Devo decidere….”
“Ok Pica. Ora basta. Mi dici cosa devi decidere?”
“Devo decidere come vestirmi per andare sabato all’Open Day delle medie. E’ importante!”

Ricapitolando:
Pica è interessata a fare una bella figura verso le sue future prof: pare che abbia deciso di puntare molto su un abbigliamento consono all’importanza della prima impressione.
Il Monno non si è schiodato dalla sua ferrea convinzione di fare una scuola che “lasci aperte tutte le strade” … prima o poi però qualche strada la dovrà pur chiudere.
L’Ovetta si sta godendo il suo momento di neutralità rispetto all’evento. Lei è serena (non dovendo scegliere) e guarda tutti dall’alto in basso.
L’Ovetto A. sabato è stato buttato giù dal letto e portato a vedere una scuola di cui forse non ha capito proprio tutto, che forse non frequenterà mai (speriamo per lui) e di cui fino a ieri non sapeva nulla… ma tant’è!

Potremmo in soldoni dire che al momento siamo un po’ indaffarati ma che sia solo un momento; purtroppo non sarebbe vero. Pica, proprio questa sera, ci ha ricordato che mancano 21 giorni al Natale e come tutte le rincorse sarà una rincorsa lunga, caotica e complicata. 
Pica ce lo ha ricordato a suo modo: una letterina per Babbo Natale lunga 3 pagine con 18 (diconsi diciotto!!!) richieste per il vecchio Barbuto di Rosso vestito.
Che la rincorsa abbia inizio!

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Intimamente Monno

Un paio di settimane fa…

Ding!

Ding!


Ding!

Ding!

“Monno sei tu che stai mettendo un sacco di appuntamenti in calendario?”
“Si! Eccomi… ti spiego tutto”
“?”
“Allora ho prenotato gli Open House delle scuole che voglio vedere prima di scegliere cosa fare dopo la terza media. Visto che devo decidere a gennaio ho deciso che questo venerdì andremo alla scuola A nel paese qui vicino a Nord, settimana prossima mi accompagni alla scuola B nel paese qui vicino a Sud, tra due settimane di venerdì mi dovresti portare ancora a Nord alla scuola C e finiamo tra un mese andando alla D sempre a Sud. OK?”
“Gulp… sì, certo. Bravo. E dimmi, così per cominciare a capirci qualche cosa, cosa vorresti fare l’anno prossimo?”
“Il prossimo anno vorrei fare una scuola che mi tenga aperte tutte le porte.”
“(mmm)… ok, mi sembra giusto. E quindi?”
“E quindi niente… una scuola che mi tenga aperte tutte le porte!”

Nelle ultime due settimane il Monno ha cominciato a vedere delle possibili scuole che gli dovrebbero “tenere aperte tutte le porte” dall’anno prossimo.
Al momento la riserva non è stata sciolta ma in fondo siamo solo a metà del percorso.
Gli ovo genitori sperano solo di non bissare lo scorso anno quando l’Ovetta, partita a spron battuto con sole due scuole tra cui decidere si ritrovò all’ultimo giorno in un mare di lacrime …perché no! Ovetta! Non posso iscriverti ad entrambe! Me ne devi dire UNA!!!!”


Ma in fondo non possiamo lamentarci visto che in altre famiglie pare stia andando peggio o perlomeno in maniera più…. Pittoresca: “il mio amico A. ha deciso che farà il panettiere oppure il liceo sportivo, dipende”… 
“???… da cosa?”
“Ma non si sa. Pare che i suoi genitori siano un po’ preoccupati.”
“Ma dai!”
“Sì ma papà tranquillo…”
“Ah beh io di certo… non è figlio mio. Però secondo me dovrebbe avere un’idea un po’ più precisa, non è che le due scuole appaiano proprio proprio molto simili”
“Si ma lui lo sa… nel suo intimo lo sa.. è che non lo vuole ancora dire.”

Vabbè! Tornando a noi speriamo che presto l’intimo del Monno ci sappia dire quale sarà la scuola che gli permetterà di “tenere aperte tutte le porte” senza arrivare all’ultimo giorno isterici!

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Cremdelacrem

Da: Comune di Ovetti Town
A: Studenti meritevoli conseguenti licenza di scuola secondaria di primo grado
Presso: Loro domicilio

Oggetto: Assegnazione borsa di studio anno scolastico 2021/2022

Con la presente ho il piacere di comunicarti che l’amministrazione comunale ti ha assegnato una borsa di studio per il tuo successo scolastico e per il brillante esito nell’esame di fine corso.
La consegna della borsa di studio avverrà…. Bla bla bla….


Venerdì pomeriggio, in previsione della serata di gala, papà Ovo con estrema rudezza, insensibilità e tatto, esprimeva un concetto all’Ovetta che, stante i modi e il contenuto, non prendeva bene.
Papà: “Ovetta, pensa a cosa vuoi metterti questa sera, non che si debba andare vestiti in lungo, ma nemmeno in tuta. OK?”  Voi capite quale asciuttezza e insensibilità abbia contraddistinto questa richiesta.
Ovetta: “Ecco! Lo sapevo! È una pessima giornata! Uno schifo! Io non mangio! Io non vengo! Io non….”
Papà Ovo, scaltrissimo, intuiva che la progenie “sentiva” l’evento in maniera abbastanza evidente.

Lasciato il problema nelle più delicate mani di mamma Ova, il vetusto ed il Monno si recavano al primo “Open House” dei quattro a cui il Monno ha stabilito di voler partecipare prima di sciogliere la riserva sulla sua prossima scuola.
Entrati alle 17.00 i due avevano abbondante tempo per presentarsi al luogo della consegna delle borse di studio tre ore e mezzo più tardi… o così pensavano.
Tre ore dopo papà Ovo si scusava con tutti i presenti, raccattava il Monno, si fiondava in macchina, tornava in Ovettitown dove il resto della famiglia aspettava impaziente e tutti insieme si catapultavano al parco comunale dove la “cremdelacrem” degli studenti stava aspettando in timorosa attesa.

La serata, poi, è andata via liscia.
Prima il sindaco ha scherzosamente informato che avrebbe chiesto ad ognuno cosa stesse facendo ora…. E l’Ovetta si è sentita gelare il sangue nelle vene.
Poi è stata chiamata tra le prime ed ha farfugliato qualche cosa al microfono posando per le foto di rito.
Quindi è ritornata al posto ricominciando a respirare e, solo a quel punto, a godersi la serata.
Dopodiché, ha iniziato a guardarsi intorno spettegolando su chi fosse presente e chi no.
Finendo quindi con l’assaggiare un paio di pasticcini gentilmente offerti dall’Amministrazione a fine evento, un assaggio modesto, come si conviene appunto alla “cremdelacrem” accompagnata da sua sorella tutta eccitata e orgogliosa, mentre il fratello, altrettanto orgoglioso, trangugiava un paio di panini ad hoc per lui portati da casa perché sì, felice di esser lì per sua sorella lo era davvero… ma qui i rischiava di saltare la cena: giammai!

Brava Ovetta!

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