Crederci o non crederci?

Stamattina a colazione…

“Papà, è strano!”
“Cosa Pica?”
“Non è arrivato il Babbo Natale… quello che rimane sempre sulla credenza in salone, quello che ci regala i cioccolatini tutte le sere prima di andare a dormire a Dicembre fino al 24… non c’è.”
Nella mente di Papà Ovo:” Gasp! Mannagg…. Mi sono domenticato!!! E adesso come ne esco…. E i cioccolatini soliti non sono Gluten Free…. E dove diavolo lo avevo messo il calendario dell’avvento a foggia di Babbo Natale?… azz…. Improvviso…”
Con voce decisa, il genitore declama “Ehmm… vero ma non ho guardato bene. Comunque bimbi ora non c’è tempo, bisogna prepararsi per uscire quindi direi che voi andate di sopra, vi cambiate, mettete la tuta dell’atletica, vi lavate la faccia, i denti, fate la pipì, mettete a posto il pigiama,…”
“Papà sono un sacco di cose!”
“(Bene, ho bisogno di tempo!). Bimbi io devo cercare una cosa in garage e rischiamo di fare tardi… su, su, andate…”

Il Natale con tutta la sua schizzofrenia si è palesato stamani in tutta la sua potenza: papà Ovo si è fiondato in garage in mutande e ha trovato in un lampo il Babbo Natale a foggia di calendario dell’avvento (o il calendario dell’avvento a foggia di Babbo Natale a seconda di come la si veda), l’ha pulito dalle pagliuzze del presepe dell’anno passato, l’ha spolverato, ha rimesso tutti i cassettini al posto giusto e l’ha issato nel suo solito angolino sulla credenza in salone; poi è andato a rivestirsi anche perché alcune parti intime viravano ormai al blu.

Pochi minuti dopo….
“Papà! Mamma! E’ arrivato!!! Babbo Natale è arrivato!”
“Ma dai!”
“Siiiiiii !!! Ciao Babbo!”E, mentre il volto di Pica si illumina, in disparte…
“Ehmm…. Ovetta?”
“Sì?”
“Togli un dubbio atroce al tuo vetusto genitore, ma Monno non ci crede più a Babbo Natale”
“Nooo”
“Ah! Ecco, mi sembrava”
“Intendo il Babbo Natale del calendario dell’avvento, papà.”
“No, aspetta, ci mancherebbe che creda pure a quello; intendevo chiederti se crede a Babbo Natale… quello del 25.”
“Mah… non credo… però non lo so di sicuro.” 
“Ok… Monno! Puoi venire un secondo?”
“Dimmi papà.”
“Hai fatto la letterina di Natale?”
“No! Sono in ritardo?”
“No… certo che no… anche perché…. (ammiccamento)…”
“Perché cosa papà?”
“No dico…. Chi vuoi che te li porti i regali?… eh?… (ammiccamento)…”
“Babbo Natale!”
“Si, certo… e come fa a portarteli, eh?… (ammiccamento pronunciato)…”
“Boh! E’ magico!”
???
“Papà! Papà! Babbo Natale vuole fare una foto con me! Me lo ha detto lui.”
“Scusa Pica? Babbo Natale ti ha detto che vuole fare una foto con te???”
“Si!!!! – Babbo, adesso non ho tempo perché devo andare a fare una gara di atletica, però quando torno la facciamo. Smack… ti mando un bacino, ciao Babbo!”


Natale sta arrivando, come ogni anno sarà dura, durissima, ma come ogni anno il miracolo del Natale alla fine si ripeterà e in qualche modo ce la faremo.
Oggi una tradizione è stata salvata per un pelo, oggi dobbiamo trovare dei dolci GF da infilare nei cassettini di Babbo e se ci riusciamo sarebbe bello scoprire se il cucciolo di mezzo, il più analitico dei tre, tutt’ora creda nella favola del barbuto di rosso vestito o se finga in modo abbastanza credibile; poi da domani sarà rincorsa….

L’Ovetta, un Natale di qualche anno fa, finse di crederci per non correre il rischio che non le venissero più fatti regali. Ci appelliamo a questo possibile e “saggio” comportamento anche per il Monno. Perché il cucciolo di mezzo, quello analitico, razionale, maniacalmente preciso, quello che svolge equazioni di primo grado in quarta elementare, ha appena consegnato la sua lettera per Babbo natale pregandoci di spedirla per tempo.

(Il Babbo in questione)

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Sandra e Raimondo

Sabato ore 9.00
“Monno! Smettila! Basta! C’ero prima io, guarda che lo dico a papà.”

Sabato ore 11.00
“Papààààà, Monno mi da fastidio e mi ruba i giochi che ciò io.”

Sabato ore 13.00
“Monno guarda che non si fa così, me l’ha detto la mamma e adesso ti sgrida di sicuro, ecco!”

Sabato ore 15.00
“Mammaaaaaa, Pica ha fatto cadere una cosaaa.”

Sabato ore 17.00
“Preparo io la tavola, io vicino alla mamma, l’Ovetta vicino al papà e Monno là lontano.”

Sabato ore 19.00
“Papà io ho finito i compiti! Pica ti preparo una verifica io! E poi te la correggo anche.”

Sabato ore 21.00
“Ovetta, prima di addormentarmi mi racconti la storia che mi piace tanto a me, non quella che piace a Monno”



Domenica mattina, 
Mamma e papà Ovo ancora a letto, il Monno deambula stancamente verso il letto degli augusti.
“Monno cosa fai in piedi?”
“Sono andato a fare la pipì.”
“Ok, ora però torna a letto.”
“Non posso, mi sono svegliato troppo, ho preso paura.”
“???? Perché hai preso paura?”
“Perché quando sono sceso dal letto mi sono trovato Pica sdraiata per terra.”
“??? Come? Non era a letto?”
“No, per questo mi sono svegliato. Era sdraiata per terra sul tappetone.”
“E tu cosa hai fatto? L’hai svegliata? L’hai coperta?”
“No. Era coperta e dormiva così bene che l’ho lasciata lì, però le ho messo il cuscino sotto la testa, perché rischiava di scendere dal tappetone.”
“Ah!… Bravo Monno!.. ma, sento dei rumori…”
In quel momento dalla cameretta, si ode uno strusciare di piedi in direzione della camera degli augusti e, poco dopo, un’assonnata Pica fa capolino, getta l’unico occhio aperto in direzione genitori, poi si volta in direzione Monno e, senza dire nulla, se lo abbraccia: “il mio Monnino, grazie.”

Ci sono rapporti che sono così… squisitamente litigiosi o dolcemente fraterni.

Domenica ore 9.00
“Monno! Smettila! Basta! C’ero prima io, guarda che lo dico a papà” e si ricomincia….

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Le Picheidi

Egregia Accademia della Crusca,
mi presento: mi chiamo Papà Ovo e sono a voi con codesta missiva per effettuare opera di persuasione affinché possiate approvare il percorso onde ottenere l’avvallo all’inserimento nella nobile lingua del popolo Italico di un neologismo che, almeno in casa mia, rende pienamente giustizia ad un evento importante che coinvolge la totalità della popolazione di casa Ovetti.

Termine: “Picheidi”
Sostantivo plurale. (“Le Picheidi”)

Limitazione temporale del sostantivo: dal 20 di ottobre (circa) sino ai primi di dicembre (circa): e comunque mai meno di un mese.

Significato: per Picheidi si intende la moltitudine di eventi sociali, contenuto nell’ arco temporale di cui sopra in cui si festeggia sua eminenza Pica.

Sottofondo ideologica: Il compleanno di Pica, addì 25 ottobre, ha un combinato disposto tutto particolare: in prima istanza arriva dopo tutti gli altri compleanni famigliari e (spesso anche di amici) il che porta ad un certo logoramento interno della cucciola. Infatti ella arriva alla tanto agognata data del compleanno contemporaneamente eccitata a molla (finalmente il MIO compleanno) e psicologicamente distrutta (finalmente ANCHE il mio compleanno). In secondo luogo, fa veleggiare la piccola sulle ali dell’entusiasmo tanto che la stessa decide che una sola festa non può esser sufficiente per contenere sì tanta gioia che ogni persona al mondo deve provare dinanzi al suo genetliaco.

Applicazione pratica: quest’anno le Picheidi sono state sostanzialmente divise in 6 atti (sei!!!)
1)        cominciate in grandissimo stile con una festicciola privata a cui hanno partecipato fratello, sorella, madre e padre, Ucas varie.
Lo zio A. è stato esentato (di malavoglia) solo in quanto vive “overseas”, ma ha dovuto organizzare una videoconferenza con la settenne per riparare (almeno parzialmente) alla sua assenza. 
Peraltro la cucciola ha in questo modo imparato l’uso di Imessage per cui ora tampina lo zio ripetutamente con cuoricini, bacetti ecc…ecc.: peggio per lui.
2)        Festicciola in classe. Un altro grande classico. Con la sua amica del cuore, la cucciola entra in classe portando un sacco enorme pieno di due tipologie di torte fondamentali per la buona riuscita della merenda.
3)        Distribuzioni di caramelle al nuoto del sabato. Questa è una new entry di quest’anno. La cucciola si presenta al nuoto con costumino, cuffietta, accappatoio e una cesta di caramelle: l’esercizio del giorno è riuscire a nuotare, respirare sott’acqua e mangiare le caramelle contemporaneamente.
4)        Distribuzione di caramelle all’atletica. Altro grande classico che prevede la cucciola seduta sulla panchina degli spogliatoi completamente sommersa da una selva di mani che trafugano i pacchetti di caramelle aperti davanti a lei: ne esce una ventina di minuti dopo allegra come una matta.
5)        Gran festa al sabato pomeriggio. Quest’anno l’evento si è tenuto in cooperazione con la sua grande amica I. “Sai papà che I. è più piccola di me?”… “Si Pica, ma solo di qualche giorno”. “E vabbè, almeno una persona è più piccola di me…”
25 bimbi circa + 25 genitori (minimo) + musica + urla varie + cocacolapaninicaramelletorteechipiùnehapiùnemetta per una tre ore di delirio puro.
Lei manda baci a tutti ed ha un sorriso che va da orecchia a orecchia… mamma e papà Ovo si ritrovano in serata davanti ad un the e decidono verso le 21,30 di andare a dormire distrutti.
6)        quest’anno si aggiunge anche un bel pigiama party (attualmente fissato per sabato 30 novembre ma non ancora confermato), la preparazione dell’evento comporta l’allontanamento notturno del Monno e dell’Ovetta ma i vetusti genitori aspettano il pigiama party con grande trepidazione visto che allora, solo allora, potranno finalmente dire che “sì, anche quest’anno le Pichiadi sono concluse.”

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