“Congrats” è stato quello che un energumeno mi ha detto pochi secondi dopo mentre mi abbracciava invitandomi a non fermarmi e lasciare il giusto spazio a chi stava arrivando dopo di me.
E io ho continuato a camminare, sono stato avvolta da una metallina , mi hanno dato un sacchetto da cui ho trangugiato istantaneamente una bottiglia di gatorade prima e una di acqua poi lasciando tutto il resto intatto, ho continuato a camminare mentre qualcuno si fermava, si accasciava ma la maggior parte proseguiva… in silenzio, e poi mi hanno messo LA medaglia al collo e ho continuato a camminare fin quando una parte di noi ha proseguito oltre per andare a riprendersi le sacche degli indumenti più su in Central park mentre quelli che non avevano nulla da riprendere sono stati diretti fuori, sulla Central Park West in direzione sud ed era quasi buffo camminare in perfetto silenzio tutti quanti avvolti dalle metalline mentre urla arrivavano dal parco li vicino.
Poco più avanti un filtro di persone che ti lasciano passare solo dopo averti amorevolmnete (davvero!.. con gentilezza) avvolto sotto un poncho caldissimo di pile che se non fosse per il colore azzurro puffo  sarebbe roba da metterlo per andare in ufficio in inverno e ancora si cammina tutti insieme in silenzio, chi fa foto, chi si guarda intorno… fin quando passi in mezzo alla zona “family reunion” sovrastata da un megaschermo che in diretta elenca i nomi e i tempi di chi sta tagliando il traguardo e perdi per l’ultima volta i tuoi compagni perché alcuni piano piano ritrovano i cari e si sciolgono in abbracci mentre gli altri passano via questa fiumana di gente e si ritrova “fuori” nelle vie di Manhattan, libero, ora, di andare dove ognuno vuole.
Ho raggiunto l’albergo con un giro abbastanza complicato, ho fatto quattro foto in hall, ho raggiunto la camera e mi sono buttato sul letto ancora vestito, ho estratto il cellulare, ho letto tutti gli infiniti messaggi e, finalmente, ho chiamato casa.

Il resto della giornata l’ho vissuto un po’ in bambola, per la stanchezza (innegabile), per il poco sonno, per quella strana atmosfera che vive chi ha raggiunto una meta inseguita da tanto.
Ho mangiato in Times Square su un tavolo con la scritta “Run Forrest, run” e mi sono seduto in piazza ancora incredulo prima di tornare in albergo e addormentarmi di sasso.

L’indomani ho fatto un po’ il turista, diviso tra lo shopping compulsivo, la coda per la personalizzazione della medaglia, l’incontro con una collega in vacanza e una lunga lunghissima camminata in Central Park mescolato prima tra i padroni di cani a passeggio e poi tra gli addetti che stavano smontando le gradinate dell’arrivo del giorno prima; infine mi sono messo le cuffie, ho fatto partire “Have I told you lately”, ho alzato gli occhi al cielo e mi sono inabissato nella metro scomparendo dalle vie di New York.

Molte ore dopo, stanco, insonnolito e un po’ puzzolente stavo lasciando Malpensa per andare a riprendere il treno che mi avrebbe riportato a casa quando mi sono fermato con gli occhi fissi al pavimento, la targhetta era li, e questa volta ne ero sicuro: quella scritta era li per me e recitava così: 

“tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”

Già.

Un ultimo sorriso e si torna a casa. 

Numeri
Categoria: M50     
Numero di pettorale: 53012
Team: Terramia NYC
Tempo ufficiale: 3:45:50
Media: 5’20’’ per Km
Classifica generale: 10.299 su 53.520 (top 20%)
Classifica per sesso: 8.004 su 30.801 (top 26%)
Classifica per età (50–54): 861 su 4,052 (top 22%)
Classifica per nazione: 513 su 2.847 (top 19%)

(fine)

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