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Buon compleanno Pica #8

A te,

a te che sei riuscita per la prima volta a salire sul podio di una gara di atletica, prima che quest’anno diventasse quello che poi è diventato … e tutti erano strafelici per te manco avessi vinto una gara olimpica.

a te che sei l’unica settenne che si conosca ad aver fatto il Cammino di Santiago con tanto di Compostela ed hai pure rischiato di non averla perché sei troppo piccolina. Ma quel pezzo di carta scritto in latino che non capisci nemmeno e la tua conchiglia sono invece motivo di orgoglio enorme. E, quando la maestra a scuola ti ha chiesto di leggere il tuo tema sulle vacanze, hai vinto l’innata timidezza e hai raccontato di te e del tuo cammino.  

a te che hai cominciato a camminare con il tuo zainetto tutti i giorni dicendo “non ce la posso fare” ma poi dopo un’oretta carburavi e, al tuo passo, i chilometri passavano chiacchierando, cantando, giocando e fantasticando. E davvero non ricordiamo nemmeno un momento passato in silenzio accanto a te in tutto il cammino

a te che sei esperta di “Masterchef” ed ora anche di “4 Hotel” e quindi parli con dovizia di particolari di “impiattamenti” e “locations”; e hai sognato di essere un sous chef e ottenere una stella Michelin. A te che adori i tortellini e la pasta fatta in casa e aiuti a stendere la pasta o a mettere il ripieno. Ma apparecchiare la tavola è invece un compito assai noioso e non appena puoi, scarichi il compito ai tuoi fratelli.

a te che non parli lo spagnolo perché sei timida ma quando il cameriere si stava avvicinando con la Paella ti sei alzata sulla sedia e gli hai urlato: “Aqui! Aqui!” con tanto di segno della manina in modo che fosse assolutamente chiaro dove dovesse portare l’agognato cibo.

a te che sei spesso la piccolina del gruppo ma se qualcuno osa dirlo, metti il broncio e affermi con voce ferma “Io non sono piccola!”. Perché essere la numero tre di una famiglia è un ruolo scomodo e mal retribuito e per affermare le proprie capacità e conquiste ci vuole grinta e determinazione ma sono doti che davvero non ti mancano.

a te che hai affrontato mezza seconda elementare davanti ad un tablet e vedevi le tue compagne e le tue maestre una volta alla settimana; ma quell’unico appuntamento settimanale era un Evento con la “E” maiuscola, e tutti in famiglia dovevano fermarsi e mollare qualsiasi connessione per lasciare tutta la banda della rete casalinga ai 60 minuti più importanti degli ultimi 7 giorni.

a te che, stoicamente, hai rispettato le consegne della maestra di scrivere tutti i giorni un piccolo diario delle giornate di lockdown; e ora tutte quelle storielle sono raccolte in una serie infinita di quadernini che diventeranno storici e che mostrano tutta la tua determinazione, la tua dolcezza, la capacità di cogliere i dettagli sia pure in giornate sempre uguali e stanziali.  

a te che ogni giorno facevi compagnia ai nonni con video-telefonate lunghissime dove tu leggevi una storia a loro e non li mollavi per almeno mezz’ora. Ma era un modo dolce e attivo per far passare le giornate chiusi in casa, sia a te che ai nonni.  

a te che hai aspettato per mesi di avere anche te l’apparecchio ai denti come i tuoi fratelli, come se fosse un grande vanto… e poi quando è finalmente arrivato eri felicissima, felicità che è durata fino alla sera quando hai dovuto indossarlo e andare a letto. E siccome ti faceva – giustamente – male, hai nel sonno deciso di togliertelo e abbandonarlo nel letto.  

a te che ormai scii senza paura e sfidi il freddo imbacuccata che sembri un pupazzo di neve da cui spuntano solo due occhietti vivaci; a te che nuoti come un pesciolino, e quest’anno entravi in mare senza nemmeno la presenza di mamma o papà, e pensi al mare come ad un grande amico e gli parli quando è arrabbiato o raccogli i vetrini in riva. 

a te che maneggi meet, office, teams, facetime con grande disinvoltura, a te che pensi che la miglior invenzione del mondo sia Spotify che tu chiami confidenzialmente Spoty, a te ascolti le canzoni degli adolescenti e impari i testi a memoria con una facilità sconcertante e ti stupisci che tuo padre non conosca Tecla o i Boomdabash.

a te che quest’anno hai ricevuto una splendida bicicletta e non ti interessa che prima sia stata del Monno e ancora prima dell’Ovetta. Ora è tua e questo ti basta, anzi sei orgogliosa del fatto che finalmente tale oggetto sia divenuto di tua proprietà, con una storia gloriosa alle spalle ed un fulgido futuro d’avanti. 

a te che adori fare colazione in giardino con la musica in sottofondo dopo esserti svegliata in modo naturale e comunque mai prima delle 10, perché tutto può attendere se Pica sta sognando. 

a te che litighi con il Monno e lo richiami in continuazione, ma poi è il tuo più caro amico di giochi e quando sei con lui anche il calcio va bene. A te che con il Monno perdi sempre in tutti i giochi ma sai che lui è super competitivo e ti rassegni con maturità perché l’importante è giocare. A te che coccoli il Monno quando non è in forma e gli riservi tutte le caramelle senza glutine che ti vengono date. 

a te che balli con la wii in coppia con l’Ovetta e vi assomigliate moltissimo. A te che l’aiuti a scegliere i vestiti; a te che ascolti la sua musica e sogni quando sarai grande e sei fiera di lei “perché è bella e brava”. 

a te che riparti sempre e non ti fai abbattere da nulla, a te che ogni sera immancabilmente “papà giochiamo…”, a te che sai far le coccole e prenderti cura di tutti, a te che la famiglia è “la cosa più bella che ho”. 

a te che il tuo compleanno è sempre la giornata più bella di tutte e quest’anno in rapida successione ti sono saltate prima la festa con le amiche e poi anche quella coi nonni, a te che in un momento di sconforto hai detto che “questo è il compleanno più brutto della mia vita”, a te che poi ti sei ripresa e ti sei mangiata mezza torta scartando i regali in teleconferenza con la famiglia allargata, a te che oggi hai impartito ordini a tutti “perché oggi è il mio compleanno e allora posso tutto”, a te che “però poi le facciamo le feste con gli amici vero?”, a te che la gioia è un microfono rosa shocking, a te che stasera stravolta dall’eccitazione alla fine sei scoppiata in un pianto inconsolabile perché “domani non sarà più il mio compleanno, ueeeee…” A te che sei testarda e decisa, che hai un carattere pungente, a te che abbracci sempre le persone a cui vuoi bene, a te che hai gli occhi belli e un cuore grande

…per questi e per mille altri motivi… sì proprio a te,

… Buon ottavo compleanno, Pica!

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Buon compleanno Ovetta #12

A te,

a te che hai qualche difficoltà coi pennuti perchè “mi guardano male!” e proprio non ce la fai ad affrontare o anche solo a scorgere in lontananza un temutissimo gabbiano o a una pericolosissima papera e ti disperi in preda alla paura più incontrollata, anche se il resto del mondo ti guarda come fossi un’aliena e ride.

a te che sproniamo a scegliere, qualsiasi cosa, ma che tu scelga perché è più facile lasciare agli altri questa incombenza e fai fatica ad assumerti la responsabilità di una qualsiasi, anche sciocca, scelta. E quest’anno hai scelto – forse – di lasciar perdere la ginnastica e buttarti nella squadra di nuoto.

a te che hai indossato gli occhiali, sei diventata una “quattrocchi”; senza problemi e con naturalezza, hai guardato tutte le montature e hai trovato quella che più ti si confaceva.

a te che hai affrontato i primi giorni della scuola media con un pizzico di sana paura ma anche con tanta tanta curiosità. E finalmente, sì! Finalmente!  hai trovato una classe tranquilla e un ambiente sereno dove ascoltare gli insegnanti è finalmente la normalità.

a te che hai il tuo mazzo di chiavi di casa e torni da scuola da sola in bicicletta e spesso anche pranzi da sola in autogestione. E in questa autogestione sono compresi gli spuntini pomeridiani a base di pezzettini di cioccolato di ogni tipo, basta che sia cioccolato. 

a te che sei sempre il punto inarrivabile per Pica, fonte di ammirazione per le sue amiche, che sistemi i suoi pasticci, che canti con lei in cameretta, che fate la doccia insieme, controllandovi shampoo o il balsamo o vi scambiate l’accappatoio.

a te che odi i contrasti e non sai addormentarti la sera arrabbiata con nessuno, a te che ti lamenti di mettere in ordine sempre da sola ma poi non vuoi l’aiuto dei tuoi fratelli, a te che dormi con un orsacchiotto Bobo da quando sei nata e gli parli e lo coccoli perché è un pezzetto importante di te. 

a te che al mattino per percorrere 1 km in bicicletta bisogna uscire 40 minuti prima perché, in quel km, bisogna aspettare tutte le amiche e chiacchierare sui fatti delle ultime 12 ore, sugli avvenimenti più importanti dell’Ovo city, sui compagni di classe, sugli amici dell’oratorio, sui parenti di quattrodicesimo livello…

a te che porti a casa ottimi voti e ti impegni tantissimo. A te che conservi piccoli o grandi rituali prima della verifica di storia o il compito di matematica, che fai il programma delle materie da studiare e il programma degli esercizi e il programma dei giorni che mancano e poi anche il programma dei programmi e questo ti rassicura molto. A te che hai sorriso di sollievo quando il tuo unico incubo ovvero il prof di ginnastica ha annunciato che va in pensione, a te che leggi libri gialli fra Agatha Christie e Conan Doyle e anche i fantasy e hai scoperto gli audiolibri in inglese che sono proprio il top. 

a te che sei sempre la confidente e amica assoluta del Monno e parlate fra di voi in modo ai più incomprensibile, a te che sorridi quando ti prende in giro perchè sai che ti conosce bene, a te che dici al Monno di svegliarti alle 8 anche di domenica perché così potete giocare a carte o leggere insieme prima del risveglio di tutta la famiglia, a te che cancelli sempre la playlist del Monno perché lui ascolta musica troppo classica per te. 

a te che alterni giornate di coccole a giornate di malumore, momenti di felicità estrema a momenti di pianto improvviso, attimi di sorrisi a attimi di musi lunghi, in modo assolutamente casuale, e nemmeno tu non sai spiegare cosa succede; ma senti che stai cambiando e i contorni si fanno più sfumati e le linee sempre meno diritte. 

a te che parli con mamma Ova del tuo futuro, della scuola superiore, dei viaggi che vorresti fare e le idee si accavallano più velocemente di quanto tu stessa riesca a dire e, con stupore genuino, scopri energie che non pensavi di avere, talenti ai quali non davi peso, capacità che stai costruendo.   

a te che anche il tuo corpo sta diventando grande e sei cresciuta tantissimo e scegli i vestiti con cui andare a scuola, a te che sei buona e credi sempre nel lieto fine, a te che guardi qualche film con papà Ovo ed è sempre motivo di grande tensione ma anche di soddisfazione per aver superato un piccolo limite, a te che fai riflessioni serie e con cui si parla di tutto, a te che ogni giorno cerchi sempre di più di capire come gira il mondo, e spalanchi gli occhi quando qualcosa ti meraviglia, a te che sorridi e sei bellissima,…

…sì, proprio a te,
buon dodicesimo compleanno Ovetta!

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Buon compleanno Monno #10

A te, che non riesci a mangiare un gelato senza sporcarti tutto… no, proprio non ce la fai.
A te che il lockdown “non ha portato solo cose negative… non devo andare più in mensa! dove si mangia poco, troppo poco, proprio pochissimo”
A te che sei ostinato e quando pensi di sapere una cosa è proprio quella… e se quella non è, tu continui a credere alla tua idea. 
A te che sopporti con pazienza infinita Pica e i suoi mutevoli momenti, l’aiuti a fare i compiti e le fai anche i test di verifica per vedere se ha studiato. 
A te che giochi sempre per vincere e sei competitivo e grintoso anche se si tratta di una partita a carte. E con Pica fai lunghe giocate con i giochi in scatola e immancabilmente stravinci e lo sai che non è una partita equa ma comunque “non vedo perché dovrei perdere!”.  
A te che ci hai impiegato una settimana, ma poi hai preso in mano la situazione tra lezioni su Teams, compiti su Onedrive, mail su Outlook e chi ne ha più ne metta.
A te che quello che più ti è mancato è stato correre e nuotare ed ogni tanto ciondoli in casa come un leone in gabbia perché muoverti ed uscire sono parti essenziali di te. 
A te che alleni Mamma Ova nella camminata veloce, con lunghe passeggiate fino ai paesi vicino, tenendo il tempo, con un ritmo preciso e spostando sempre più in là il traguardo. 
A te, che litighi con il letto ogni notte e ogni notte non si sa bene chi vinca; ma immancabilmente ti troviamo con la testa dalla parte dei piedi perché “da lì si vede fuori la luna… è bella, sai papà?” o a dormire per terra sul tappetone e nemmeno tu sai come ci sei arrivato lì.
A te che ogni giorno seguivi gli aggiornamenti statistici con i dati del Covid: prima in video, poi tramite siti internet, infine tramite tabelle comparative su excel; avessi avuto anche accesso ai database della protezione civile saresti stato la persona più felice del mondo.
A te che sei sempre il migliore amico dell’Ovetta e chiacchierate di cose vostre e di amici, e amici di amici, e amici di amici di amici, e sai intuire quando l’Ovetta sta per piangere e scherzi con ironia, ma poi cerchi di consolarla.
A te che vuoi sapere tutto come un adulto, “cosa è successo il 6 giugno 1944? Credo sia una cosa brutta e allora dimmelo solo al mattino perchè se me lo dici la sera poi non dormo la notte”, che ti appassioni per le biografie dei grandi uomini e passi da Albert Einstein a Giovanni Falcone, passando da Pitagora e Steve Jobs con assoluta scioltezza. 
A te che usi sempre le stesse scarpe da tennis, la stessa marca, lo stesso modello da quasi 6 anni, cambi solo il numero; e tieni anche le scarpe vecchie, e sono davvero assai vecchie e distrutte, nonché piccole ma “così non rovino quelle nuove”. 
A te che ti vesti a caso e non hai mai due calzini uguali.
A te che quando il tuo miglior amico (il mitico Davide U.) ha confermato il tuo stesso campus per due settimane di fila hai stretto i pugnetti e urlato “Evvai!”… che c’è di meglio? Ed ora torni a casa sudato, sfatto, sporco e strafelice.
A te che hai una memoria prodigiosa e sciorini fatti insignificanti avvenuti anni fa come fossero i più clamorosi casi di cronaca, che spalanchi gli occhi quando il tuo interlocutore non ricorda un particolare… sappi, Monno, che noi ti crediamo ciecamente! 
A te che “Mamma, ma io scrivo con il cuore? Vorrei farlo sempre, ma qualche volta non ci riesco e scrivo solo per divertire chi legge e però non mi piace poi tanto quello che scrivo”.
A te che quest’anno hai studiato con papà l’America latina e non perdi occasione per ricordare che invece l’Ovetta non ha voluto “Eh… adesso queste cose non le sai!”. 
A te che “papà, ma Prato è qui vicino a noi?”… “No Monno; Prato è in Toscana”… mumble mumble… “Ah! Già! Quello vicino a noi è Erba!”
A te che davvero non ti capaciti della lentezza con cui i tuoi compagni di classe svolgono “operazioni semplicissime come il più o il meno”, mentre nel frattempo tu, così, tanto per riempire il tempo, aggiungi al problema un tema libero perché “non sapevo cosa fare…”
A te che hai seguito passo passo papà che correva la Maratona di New York e quando hai ravvisato un lieve accenno di stanchezza, monitorando in real time i tempi, volevi chiamarlo per “avvisarlo che sta andando pianino” e papà Ovo non lo sa ma tu hai sofferto come fossi un corridore, impazzendo su e giù dalle scale, fra cucina e salone, fra divano e tavolo.
A te, che sei scollegato con le attività quotidiane e riesci a perder tempo in modo irritante, che al mattino sei il primo ad alzarti ma immancabilmente l’ultimo a metterti le scarpe per uscire; a te che la sera sei il primo ad entrare in camera da letto ma quando le tue sorelle sono a letto tu… semplicemente non si sa più dove sia.
A te, che quando quest’anno ti abbiamo chiesto se ti sentissi di viaggiare all’estero camminando per tanti giorni con tutti i problemi che questo avrebbe comportato a livello alimentare tu ci hai pensato su un pochetto e poi, con i goccioloni agli occhi, ci hai detto: “Credo di si. Sarebbe la prima volta, e forse farlo in Europa è meglio…. Tanto prima o poi ci devo provare…. Però un po’ di paura ce l’ho…”

Ma soprattutto a te che quest’anno hai preso il ritmo con il cibo “nuovo” e, anche se in cuor tuo ti spiace, ormai non mangi più nulla che ti possa fare male, a te che giochi a volano in giardino con Mamma e batterla è bellissimo, a te che ogni tanto strizzi tutti in un abbraccio fortissimo perché è il tuo modo fisico di dire “ti voglio bene”, a te che hai cominciato a guardare i film di Guerre stellari, ma i cartoni animati di Pippo e Paperino sono ancora imbattibili, a te che sei puntiglioso, a te che cerchi sempre la sfida, a te che hai imparato a convivere con qualche mal di pancia ogni tanto e i massaggini di Mamma sono sempre un toccasano, per l’umore se non altro, a te che sei sorridente e pungente, riflessivo e gioioso, 

 buon decimo compleanno Monno

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