Buon compleanno Ovetta #15

A te,

A te che quest’anno ti sei gettata nel nuovo mondo liceale con serietà e tranquillità, che avrai avuto mille pensieri per la testa ma hai affrontato tutto con serenità e con ottimi risultati. 

A te che hai fatto nuove amicizie ma, come un classico cerchio della vita che si richiude, alla fine hai scelto la tua amica del cuore (versione 2023) nella figlia di una coppia di amici che mamma e papà frequentavano vent’anni fa … quando si dice che il mondo è piccolo! A te che cominci a selezionare le amicizie, che sai valutare chi ti piace e non scendi a compromessi solo per stare nel gruppo, che certi discorsi di paese piano piano ti iniziano a stare stretti. A te che, quando hai qualche timore, chiedi con sincerità a mamma Ova “Come mi vedi?” e alla risposta “Cresciuta”, sorridi con lo stesso sguardo di quando avevi 4 anni, ma intimamente sai che sei maturata tanto e ti piace questa sensazione.   

A te che telefoni cento volte quando esci a comprare i pomodori e, nel dubbio, meglio sentirsi anche per il prosciutto o per il latte. A te che fai shopping solo on line perché è più veloce e soprattutto ti rende la scelta meno difficile. 

A te che, stante l’impossibilità di continuare con il nuoto, hai detto ok all’atletica e solo perché i vetusti hanno detto che uno sport era obbligatorio. A te che, diciamolo, di correre ti interessa poco, saltare fosse anche un singolo ostacolo ti fa paura e lanciare è proprio impossibile, però ti trovi benissimo con la squadra, ti sono simpatici gli improbabili allenatori e così vai sempre agli allenamenti ma guai a dire che l’atletica ti piace. A te che comunque corri, a te che ti prendi in giro e dopo anche salire le scale è difficile con le gambe bloccate dall’acido lattico; a te che “… la fatica che fanno i mezzofondisti non si fa in nessun altro sport.”

A te che ci fai arrabbiare per il disordine colossale dei tuoi cassetti o delle mensole, e per quelle centinaia di biscotti/merendine/cioccolatini che ti sbafi di nascosto. A te che il cioccolato è una dipendenza e, quando lo stress è troppo, serve come consolazione e non riesci a farne a meno. 

A te che continui ad essere il punto di riferimento da cui copiare i compiti alle 8 della sera; anche quelli di latino! … e papà davvero stenta a crederci. A te che “…serve un preciso planning di lavoro per affrontare il liceo”, non si può di certo improvvisare e così serve sempre un elenco di compiti con orari e date al quale aggrapparsi come un’ancora. 

A te che spesso sai la strada, o almeno così ci sembra, che ha le spalle larghe ma hai bisogno di essere rassicurata, che cerchi di nascondere i momenti no, ma ti si leggono in faccia e ogni tanto devono proprio sfociare in un bel pianto liberatorio.  A te che dirigi il traffico di casa, e vuoi sempre sapere dove sono tutti i componenti della famiglia perché – ancora – il tuo baricentro è lì, con loro.

A te che quest’anno hai portato per la prima volta la tua amica del cuore al mare e siete sparite ogni tanto in spiaggia o in gite qua e là, con la leggerezza e il sorriso della vostra età. A te che ad ogni viaggio hai sempre un poco di paura ma, in realtà, è solo quella sana eccitazione da primo giorno perché poi ti godi i viaggi fino in fondo e ne sei felicissima. 

A te che la famiglia allargata di sette persone ti piace e chiacchieri la sera con mamma T. tranquillamente e osservi, con sguardo incredulo, l’Ovetto A. con la sua estrema passione per la palla, ma quando li vedi ai fornelli, improvvisamente diventa buona anche una scatoletta di tonno. 

A te che hai aperto i tuoi “files” per spiegare al Monno come fare la tesina di terza media e, di tua iniziativa, gli hai preparato un librone intero fitto fitto dei tuoi appunti di prima liceo: “Perché Monno, questi l’anno prossimo ti possono aiutare davvero!”

A te che quest’anno sei diventata “Incaricata” in oratorio ed hai scoperto tutto insieme quanto è dura lavorare dalle 7 alle 17 con un nugolo di bambini urlanti in continuazione. A te che eri vista come una specie di semidio in terra dalle tue nanette di prima elementare e te le coccolavi come una mamma chioccia. A te che Pica ti segue come un faro e le piace ascoltare i discorsi da grande che fai con le tue amiche, a te che balli con lei le improbabili canzoni dell’oratorio, a te che le chiedi in prestito sempre una biro o una matita o un evidenziatore e poi non glieli rendi mai. 

A te che hai timore a dire cosa vuoi diventare da grande, quasi che i sogni fossero troppo grandi da realizzare, a te che devi imparare a credere nelle tue possibilità e ad aprire le tue bellissime ali. A te che stai sbocciando e diventando donna, a te che hai il dono dell’empatia e provi sempre a immaginare come sta colui che hai davanti, a te che hai imparato a ridere sui tuoi punti deboli con una divertente autoironia, a te che sei generosa e sai fare sacrifici. A te che ci insegni, giorno dopo giorno, a fare i genitori di un’adolescente e ci fai crescere con te, a te che inconsapevolmente prendi la forma di una meravigliosa persona,

a te, sì… proprio a te,

Buon quindicesimo compleanno, Ovetta!

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