Cara Famiglia,
Oggi compio 50 anni. Ma non è un giorno speciale. O forse sì.
Forse sì, ma nello stesso modo in cui lo sono stati tanti altri giorni e nello stesso modo in cui lo saranno ancora moltissimi.
Da sempre dico che mi sono sposata il 4 giugno anche per questo motivo: perché, anno dopo anno, avrei festeggiato sempre di più il mio anniversario e sempre meno il mio compleanno.
Eppure non posso fare a meno di ripensare ai mille giorni che hanno segnato il cammino.
Perché in cinquant’anni di vita ci sono stati bivi, incroci, svolte improvvise.
Giorni che hanno cambiato la direzione della strada senza che me ne rendessi conto nell’istante stesso in cui li stavo vivendo.
Come quel giorno di ottobre in cui sono diventata sorella, imparando fin da subito cosa significhi condividere, accogliere e riconoscere nell’altro una parte di sé.
Come quel giorno di luglio in cui ho iniziato a camminare accanto all’uomo che, ancora oggi, continua a camminare al mio fianco, giorno dopo giorno, scegliendo insieme la direzione anche quando il sentiero non era chiaro.
Come quei giorni in cui sono stata testimone di amori grandi e sinceri, e protagonista di amicizie intramontabili, capaci di resistere al tempo, ai cambiamenti e alle distanze.
Come quei giorni d’estate, in agosto, in luglio, in ottobre, in cui sono diventata mamma, e poi mamma ancora.
E poi ancora. Giorni che hanno moltiplicato la vita invece di dividerla, riempiendola di senso nuovo e inatteso.
Come quel giorno di aprile in cui sono diventata dottoressa in matematica, realizzando un sogno che credevo davvero impossibile, e che, negli anni successivi, mi ha persino portata a immaginare di poter fare della matematica il mio mestiere.
Come quel giorno di luglio in cui mi sono trovata in un letto d’ospedale e ho dovuto imparare a lottare per riprendermi la vita, scoprendo dentro di me una forza che non sapevo di possedere, e una fragilità che ha insegnato a dare un altro peso a tutto il resto.
Come quel giorno di febbraio in cui ho salutato un uomo importante, imparando che anche le assenze possono diventare presenze nuove, e che alcuni legami continuano a vivere in una forma diversa, ma non meno reale.
Tutti giorni in cui il mondo è rimasto lo stesso e, allo stesso tempo, è cambiato per sempre.
Quelli di settembre in cui ho iniziato un lavoro nuovo. Quelli delle feste di fine anno a scuola. Quelli in cui qualcuno ha corso una maratona a New York. Quelli in cui una stupenda ragazza è partita per il suo sogno americano. Quelli in cui, a bordo pista,contavo i minuti e seguivo i passi di un giovane atleta. Quelli in cui stringo la mano di Pica nel paese delle meraviglie.
E poi tutti quelli in cui ho visto la vostra gioia negli occhi, insieme a quelli in cui invece ho percepito la paura. I giorni delle domande e quelli delle fatiche. I giorni delle salite. I giorni delle felicità inattese. E anche quelli in cui ho imparato ad aspettare. Quelli in cui ho dovuto scegliere senza avere certezze. Quelli in cui ho sbagliato strada e quelli in cui ho avuto il coraggio di tornare indietro. I giorni in cui ho saputo restare e quelli in cui ho dovuto lasciare andare. I giorni silenziosi, quelli apparentemente uguali agli altri, che solo dopo ho capito essere stati fondamentali.
I giorni di voi.
Per questo, mentre compio 50 anni, penso che le date abbiano certamente il loro significato.
Ci aiutano a contare il tempo, a misurare il percorso. Ma sono gli eventi a dare valore ai giorni. Sono gli incontri, le conquiste, le cadute, le rinascite. Sono le persone amate, i sogni realizzati, le battaglie affrontate e quelle vinte.
E allora oggi non festeggio soltanto un compleanno.
Festeggio tutti quei giorni che hanno reso questi cinquant’anni la mia storia.
E festeggio anche con un progetto, un progetto che parte da Saint-Jean-Pied-de-Port in Francia e mi porterà negli anni – tanti anni – a raggiungere Santiago di Compostela.
Siete tutti invitati, per tutto il percorso o solo per alcune tappe, siete invitati nel tempo bello e nel tempo brutto, siete invitati alla partenza oppure anche solo all’arrivo.
Siete invitati per camminare con me, se ne avrete voglia, insieme… come avete fatto in questi anni
Buon compleanno a me. Buon giorno speciale a tutti.
Baci,
Mamma Ovo