Il raviolo

Buongiorno,
lasciate che questa settimana rubi questo spazio ai miei vetusti genitori per parlarvi un pochetto anche di me.
Sono la micro-Ovetta, ma tutti mi chiamano Pica.
Sebbene sia nata solo cinque mesi fa scarsi, avrei già una serie di rimostranze che andrei testé ad elencare.
1) A me piace dormire.
Questo, per altro, è stato accolto da mamma e papà con somma gioia, giubilo e tripudio.
Le mie 10 ore di nanna notturna le tiro tranquillamente ed anche al pomeriggio piazzo volentieri una pennica ciclopica, soprattutto quando nei weekend avete la malsana idea di invitare parenti ed amici.
In quelle occasioni, preferisco farmi i fatti miei e rimanere di sopra in lavanderia dove avete temporaneamente parcheggiato il mio lettino.
E allora, direte voi?
E allora non dovrebbe esser così difficile capire che quando poi mi svegliate a viva forza non apprezzi particolarmente esser ricoperta di attenzioni, baci, abbracci da tutti i vostri invitati. Va bene, volevo star su a dormire! Capito?
2) A proposito del mio lettino sito in lavanderia… ma siamo sicuri che il telefono azzurro non avrebbe niente da ridire?
No, perché a me questa scusa di avere un posto con un tasso di umidità pari a quello della giungla equatoriale mi sembra proprio una scusa. Non si potrebbe avere una dependance con tetta sempre pronta h24?
E chi avrebbe detto che devo dormire in siffatto loco? La pedi-nazi? Mah!
3) Ecco, appunto, parliamo di questa pedi-nazi: ma si può sapere perché ogni volta che mi visita mi prende, mi ribalta, mi misura, mi spoglia, mi toccaccia da tutte le parti e io dovrei fare sempre quella buona e tranquilla? Adesso basta,… e infatti l’ultima volta ho cominciato a piangere disperata come da tradizione femminile di questa famiglia.
4) Parliamo un attimo dei giretti in macchina.
Qui sono sicura che c’è un malinteso con il mio non-furbissimo padre: dirimiamo la questione.
O vetusto padre, non è che non mi piace andare in macchina, è che non mi piace essere messa prima in una tuta che mi imbalsama e quindi legata a mo’ di salame in quel piccolo seggiolino, che -per di più- viene messo girato contromano.
No, dico? E se ti facessi mettere io legato sul sedile passeggero a guardare il sedile mentre il mondo ti sfreccia intorno? Ah ecco! Quindi, per piacere, vedi di smettere di metter quella lagna (Ludovico Einaudi – Divenire) che mi fa sempre addormentare; ma a te non piaceva Springsteen? Ecco! E poi ovviamente slegami!
5) Potrei mettermi a parlare anche degli Ucas… ma siccome sono buona…
6) Veniamo invece a mia mamma; l’avete presente? E’ quella con le tette “che funzionano”- come dice mia sorella che è grande e ne ha già viste tante in vita sua.
A me la mia mamma piace; però ultimamente le è presa la mania di portarmi con sè quando va a Milano.
Ma cosa le è preso? Lei dice che deve andare “al lavoro”. Mah. Sarà. Però l’importante è che continui a darmi la tetta “che funziona”, che poi ciucciare a bordo di una panda in un parcheggio nel centro di Milano a me va bene uguale.
7) Due paroline le avrei anche per mia sorella e per mio fratello.
Oh, si badi, loro sono simpaticissimi e mi adorano; e anche io adesso faccio loro ampli sorrisoni sdentati.
Però proprio non capisco questo loro modo di giocare sempre a saltare, urlare, cantare, tutto senza soluzione di continuità; dopo un po’ ho non ce la faccio a seguirli, allora spalanco gli occhioni e mi metto a guardarli come fossero due matti; il che forse non è che sia così sbagliato.

Ecco, credo di aver detto tutto.
Ah! No, dimenticavo la storia del “raviolo”.
Sì, perché prima pensavo ce l’aveste con la mia pancetta, ma poi ho capito che non era al mio girovita che alludevate con il termine “si sta raviolizzando”.
Poi ho creduto che ce l’aveste con i miei cosciotti che, effettivamente, sono alquanto pronunciati con le pieghette nelle gambotte che formano dei bei salsicciotti; ma poi ho capito che non alludevate neppure a queste.
Ma, alla fine ho capito, sapete!

Embè?
No, dico, ognuno ha i propri ritmi.
Io ho i miei.
E se voglio fare la cacca una volta alla settimana che male c’è?
Non è bello sentirsi chiamare “raviolo”, quando non fai la cacca da “soli” cinque giorni, sapete?
Ah, ecco! E adesso ve l’ho detto! Guardate che quando cresco e divento grande facciamo i conti!
E adesso scusate, sto diventando tutta rossa in faccia e devo fare la mia cacca settimanale….

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One Comment

  1. Mapa 11/03/2013 at 11:19 #

    Pica siamo d’accordo con te! Bacioni

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