Con un crescendo di notizie tra l’inaspettato ed il sorpreso, la nostra costola oltre-oceanica ha cambiato dimora, famiglia e abitudini (ma non scuola).
Entrati ampiamenti nel secondo terzo di avventura statunitense, l’Ovetta ha quindi lasciato la mamma single, la sorella (poco più grande), il fratello (poco più piccolo), quattro cani (ma solo due simpatici) e due gatti (ma solo uno simpatico) per approdare… in una fattoria!
I nuovi “host” sono quindi una famiglia composta da mamma (che si sveglia alle 4 di mattina per andare al lavoro e comprensibilmente alla sera è un filo stanchina), papà (convalescente da un’operazione ad una spalla), due cani, un gatto, qualche mucca, varie galline.
A contorno un parco d’auto d’epoca, diversi trattori, una piscina fuori terra grande quanto un bilocale e un parco-giochi spennacchiato per i vari nipotini.
I nuovi host infatti hanno 6 figli 6 ed un imprecisato numero di nipoti dai 3 mesi ai 20 anni.
Nel primo weekend, sono previste feste per conoscere le varie “sottosezioni” famigliari, forse un pigiama party, forse una festa di compleanno di un 18°enne, probabilmente un tour in città per cominciare a cercare il vestito per la festa di fine anno scolastico (ma non è a Maggio???… appunto; è solo “per cominciare” … ah).
In settimana è stato dato grande risalto ai primi allenamenti di atletica, alla prossima futura prima gara, alla presentazione della squadra e venerdì scorso non si è andati a scuola per… boh… diciamo il primo giorno di primavera… mah!
Insomma, la vita è piena, movimentata e densa di scambi culturali con gente di tutto il mondo (e questo era quello che si sperava), e meno male che ogni tanto, ma solo ogni tanto ho detto, c’è pure la scuola… sì, quella cosa dove ci si riposa un po’ e dove, per esempio, per l’ora di psicologia (perché pare si faccia psicologia in un liceo americano), per ogni studente hanno portato un bimbo di circa 12-18 mesi per farsì che mettesse in pratica quello che avevano imparato a livello teorico nelle scorse lezioni.
Al sottoscritto, dall’alto del suo vecchiume, è sgorgata una domanda spontanea: ma dove sono andati a prenderli 12 bimbi di un anno? E soprattutto: non li hanno lasciati in balia di 12 adolescenti, li hanno riportati indietro, vero???”