Zecchino d’Oro

Come raccontato un paio di settimane fa (si veda qui), l’Ovetto ha deciso che la sua canzone mito, colei che ha il potere di placare le ire dello stesso, colei che tutto può, a volte addirittura può anche ritardare la poppata di ben cinque minuti, altro non è che “La tartaruga” (Bruno Lauzi, 1975).
Ciò ha ovviamente portato gli Ovo genitori a cantare la hit più hit di casa Ovetti nelle più svariate situazioni: a cena tra un boccone e l’altro, rientrando in ritardo a casa sull’ascensore, cercando di vedere il quinto gol di Barcellona-Real madrid (molto macho vedere el partido de la liga col sottofondo della Tartaruga), ecc…ecc…
Non avevamo pensato però al fatto che un testo cosi complicato, ermetico e dalle infinite chiavi di letture, unito al fatto di una lirica così spinta verso un’eccellenza canora potesse rappresentare un ostacolo insormontabile per l’Ovetta, costretta ad ascoltare le performance (dubbie…. molto dubbie) dei genitori senza potervisi cimentare. Così, sul finire della settimana, la piccola ha deciso di porre rimedio alla questione.

Venerdi pomeriggio, a bordo di Chiocciolone, l’autograndedelladitta, l’Ovetto esprime il suo disappunto per il fatto di essere (quasi) in ritardo sulla poppata.
“Va bene, ho capito, ti canto la Tartaruga” dice papà Ovo che attacca…
“La bella Tartaruga che cosa mangerà   /// Chi lo sa? Chi lo sa?   /// Fa il bagn”
“Petta, petta” interviene l’Ovetta (caro genitore, un momento, aspetta prima di attaccare la solita manfrina)
“???”
“Eia Tatauga no, beh,no” (Mi duole ammetterlo ma la sottoscritta proprio non riesce a cantare questo cult; beh, che dire, lo ammetto, è una mancanza ma proprio non ci riesco)
“Non ti preoccupare, la canta papà”
“No, no, Eia ata Tatauga” (no, non insistere, non lo trovo giusto, in fondo io posso sempre cantare l’altra Tartaruga”
“L’altra? Non sapevo ne esistesse un’altra versione”
“Si! Eia ata, si!” (ma certo! E poi io l’altra versione la conosco benissimo!)
“Va bene, allora cantala tu, prego”
“si, bello, Tciacie” (Si, con piacere, grazie per la fiducia accordatami)

L’Ovetta si è schiarita la voce ed ha attaccato la Sua versione del “La Tartaruga”; con un testo “leggermente” riarrangiato e sulla base di “Fra Martino Campanaro” ha sciorinato un brano di indubbia originalità canora che ha commosso l’intera ovetto family ed ha pure strappato un sorriso al Monno … che comunque poi ha festeggiato con una tetta extra.

Se cliccate Tarta potete scaricare il file della performance.

Ovviamente i diritti sono tutti riservatissimi.
Testo, musica, ed arrangiamento…. L’Ovetta!

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One Comment

  1. io 06/12/2010 at 19:20 #

    una famiglia talentuosa: il padre scrittore e la figlia cantante…

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