Annus fantasticus scolasticus 2018-2019

Come ogni anno, anche questo settembre gli Ovo genitori, una sera, messi a nanna tutti i bimbi, hanno spento tutte le tv, hanno spento tutte le radio, hanno spento tutti i telefoni, hanno tolto corrente al campanello e, si sono seduti uno davanti all’altro pronti e concentrati per una sfida che ogni anno si ripete con difficoltà sempre maggiore.

Gli Ovo genitori, quest’anno, per vincere l’annuale sfida erano dotati di: computer, tablet, doppio cellulare e bloc-notes con penna rossa e blu; obbiettivo: stilare un’agenda settimanale “realizzabile” che contenesse tutti gli impegni lavorativi di mamma Ova, quelli di papà Ovo (almeno quelli non di viaggio), quelli di tutti e tre gli Ovetti sia di scuola che di sport e socializzazione.

Un paio d’ore dopo, consultate tutti gli orari sportivi, gli orari del catechismo, gli orari della scuola, ecc…ecc… gli Ovo genitori hanno brindato e si sono sbronzati a suon di acqua tonica giubilando il fatto che il miracolo, anche quest’anno, si fosse ripetuto.

L’agenda 2018-2019 quindi prevede:

Lunedì
L’Ovetta a ginnastica, il Monno a catechismo: al momento il fatto che i due luoghi adibiti a oratorio e palestra siano distanti 5 chilometri mentre l’orario di inizio sia contemporaneo non è ancora del tutto stato risolto, probabilmente si ricorrerà a Ucas o amici vari per tamponare la situazione. Pica prepara la tavola per cena.
Martedì
Il Monno e Pica ad atletica mentre l’Ovetta prepara la tavola serale.
Mercoledì
L’Ovetta a catechismo mentre il Monno prepara la tavola e Pica si riposa.
Giovedì
L’Ovetta a ginnastica mentre il Monno e Pica vanno ad atletica; qui talvolta si renderà necessario almeno un Ucas per portare ginnastica o atletica, mentre per recuperare tutti basta saltare come una pallina da ping pong per mezza Brianza. La tavola serale è preparata … da chi c’è!
Venerdì
Tutti ad inglese. Tavola a cura di mamma o papà.
Sabato
In mattinata prima i compiti da soli (tutti), poi tutti a nuoto (con papà), al ritorno l’Ovetta prepara la tavola per il pranzo.
Nel pomeriggio, compiti per tutti e il Monno prepara la tavola per la cena.
Domenica
In mattinata messa e poi compiti, con Pica che prepara la tavola.
Nel pomeriggio, gite e amichetti vari

Facile, no?
Questo naturalmente prima dell’inizio delle gare di atletica, delle domeniche in oratorio, dei week end sciistici e non tenendo conto di feste (al cubo) di compleanno e quant’altro di amici e compagni di scuola.

Comunque, anche se sembra un programma un filo allucinante (e forse lo è), mamma e papà Ovo sono contentissimi: per la prima volta in assoluto, e anche l’ultima nella carriera scolastica dell’Ovo family, tutti e tre gli Ovetti andranno alla stessa scuola, nello stesso plesso, con ingresso ed uscita alla stessa ora…irripetibile: e quindi gioiscono e sono commossi!

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Tattiche scolastiche

Dopo una settimana e mezzo di scuola mi sembra doveroso stilare un primissimo resoconto delle avventure Pichesche alle elementari; avventure che incidentalmente impattano l’intera famiglia Ovetti.
Premettendo che la cucciola è entusiasta praticamente di ogni cosa e quindi noi non potremmo esser più contenti, rimangono alcuni aspetti (marginali) su cui, onestamente, rimanere seri è abbastanza difficile.

Lunedì
“Mamma, a scuola tutto bene. Abbiamo fatto matematica, io sono sempre nel primo banco con la mia amica I.; ma l’Ovetto E e l’Ovetto I sono monellissimi… pensa che fanno dispetti e chiedono di uscire per andare in bagno e poi stanno fuori dalla porta a chiacchierare”
“Brava Pica, sono contenta che ti piaccia la scuola (e per la cronaca sono abbastanza stupita della precocità di alcuni bimbi che alla seconda settimana della prima elementare già si cimentano in tecniche per saltare le lezioni in aula); per la cronaca cosa hai fatto di matematica?”
“Ho colorato.”
“Ah!”

Martedì
“Mamma, la maestra è molto arrabbiata perché dovevo portare la merenda e non l’avevo, e poi anche perché dovevo portare una foto e non l’avevo. Mamma è colpa tua! Mi dai la merenda domani? E mi dai la foto.”
“(acc…. È vero…. Ci siamo dimenticati….) Scusa Pica, non ti preoccupare, ti metto tutto in cartella; però scusa dov’è la felpa?”
“L’ho dimenticata a scuola; però mi metti la foto e la merenda in cartella?”
“Si, tranquilla.”
“Lo fai subito?”
“Si, non ti preoccupare”
“Subito subito.”
“OK! Lo faccio adesso!”

Mercoledì
“Mamma a scuola tutto bene. Ho un avviso da farti firmare; ci hanno spostato di banco e adesso sono con l’Ovetto I. Mentre la mia amica I. è con l’Ovetto E.”
“Sei con l’Ovetto I? Quello monellissimo?”
“Sì. Oggi però non ha fatto niente ma invece l’Ovetto E. si è fatto male.”
“Oh poverino, e cosa si è fatto?”
“Si è temperato il dito (!)”
….
“(OK,… lasciamo perdere)… hai portato la felpa a casa?”
“Ouch!”

Giovedì
“Mamma è successa una cosa bruttissima.”
“Cos’è successo?”
“Io e l’Ovetta I. siamo andate in bagno a fare la pipì e l’Ovetta A. è passata davanti alla porta e ci ha chiuse dentro”
“E voi cosa avete fatto?”
“L’Ovetta I. si è messa ad urlare MAESTRA!!!!”
“E tu?”
“Io mi sono messa a piangere.”
“E perché?”
“…. Così facevo molto rumore e la maestra ci ha sentite prima!” (sono furbissima io!)
“La maestra si è arrabbiata?”
“No”
“Non si è arrabbiata con l’Ovetta A.?”
“No, si è arrabbiata con l’Ovetto I…. Sai quello monellissimo.”
“E perché?”
“Perché l’Ovetta A. ha detto alla maestra che ci aveva chiuse dentro il bagno perché glielo aveva chiesto l’Ovetto I. E comunque io e l’Ovetta I. abbiamo deciso che non andremo più in bagno e… un’altra cosa… mamma non ti preoccupare: domani prometto che riporto la felpa.”
“… Ehmm… per la felpa va bene,… ricordati… ma per il fatto di non andare mai più in bagno …. Magari parliamone un attimo… escogitiamo un trucco… vediamo di fare qualche cosa ma vai in bagno!”

Venerdì
“Ciao Papà, guarda: ho riportato la felpa!”
“Brava Pica; e per il resto come è andata?”
“Bene. Abbiamo scritto la data,… cioè l’abbiamo copiata dalla LIM e pensa che alcuni bambini non erano capaci (!!!), poi siamo andati a mensa e ho mangiato tutto… cioè quasi tutto; poi siamo andate in bagno e mentre io facevo pipì l’Ovetta I. stava fuori a controllare che nessuno mi chiudesse dentro e poi abbiamo fatto il contrario e alla fine l’Ovetto E. e l’Ovetto I. Sono finiti dalla preside. Insomma tutto bene.”
“Ah! Però!… Settimana interessante. (comprensiva di tattica antiaccerchiamento per andare a fare la pipì)”

PS: a tutto ciò si aggiunga un assurdo dialogo tra mamme su whats’up…il cui riassunto del riassunto del riassunto recita così:
mamma 1: un bimbo si è fatto male in classe con il temperino (segue sproloquio su quanto sia pericolosa la scuola)
mamma 2: vero, bisogna far avere alle maestre del disinfettante (segue sproloquio sul materiale che bisognerebbe far avere alle maestre)
mamma 3: comprerei dell’acqua ossigenata, è la migliore! (segue sproloquio sulle proprietà benefiche dell’acqua ossigenata se usata in maniera appropriata)
mamma 2: mah! Io comprerei anche del disinfettante liquido farmaceutico (segue sproloquio sulle proprietà benefiche dei vari disinfettanti se usati in maniera appropriata)
mamma 1: ok, sono davanti alla farmacia. Ditemi cosa devo comprare (ho contante per comprare tutta la farmacia onde poter rendere quella Saigon della classe di prima un pelo più sicura)
mamma 4: … ma siete serie?

Seguono improperi di 1,2,3 verso 4 che noi abbiamo già elevato al ruolo di mito!

Sarà un anno “interessante”.

PS2: Oggi l’Ovetta ha segretamente elaborato, realizzato ed esposto lo striscione qui in foto appiccicandolo alla scala.
Ha ragione! Domani, 24 settembre, è il primo compleanno di casa Ovetti!!!

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Firma !!!

Ore 7,45
“Ovetta…. svegliati…. È ora di andare a scuola.”
L’Ovetta si stropiccia gli occhi, mugula un pochetto e poi si alza stancamente dirigendosi in bagno.
“Monno… svegliati… E’ ora di andare a scuola.”
Il Monno apre gli occhi… realizza la ferale notizia che suo padre gli ha appena elargito… sbarra gli occhi e si lascia andare ad una sola parola che esterna in modo chiaro, inequivocabile ed assoluto il suo stato d’animo: “NO!”
“Pica… (piccola cucciola abituata a svegliarti il più tardi possibile)… svegliati (dai cucciolina… lo so che per te è durissima, però oggi è una giornata specialissima)… E’ ora di andare al tuo PRIMO giorno di scuola!”
Pica apre gli occhietti, si alza con velocità smodata e stampa un sorriso a 58 denti prima di correre (!) in bagno.

Ore 8,25
Dopo abbondante colazione la truppa si dirige a scuola.
Qui l’Ovetta ritrova le sue compagne di scuola e ricomincia là dove aveva finito alcuni mesi fa: un chiacchericcio-spettegolamento continuo che include tutte le femminucce ed esclude (rigorosamente) tutti i maschietti.
Il Monno si presenta con la sua faccia da funerale ma, dovendo trovare dei punti positivi, onde poter andare avanti nella giornata, realizza che “mancano solo 104 giorni a Natale e stasera mancherà anche un giorno in meno alla fine della scuola!”
Pica, che comincerà la scuola solo alle 10,30, è la mascotte del gruppo: riceve complimenti ed auguri dai compagni dell’Ovetta, dagli amici, dai genitori presenti e pure dalle maestre che stanno entrando a scuola. Lei che ormai da 4 anni è stabilmente fissa davanti a quei cancelli ormai conosce tutti e gongola al pensiero che tra poco quei cancelli si spalancheranno, finalmente, anche per lei.

Ore 10,30
Dopo esser tornati a prendere la sua cartella (che per inciso “è la cartella più bella di tutte…. Vero papà?”) Pica si presenta al suo primo giorno di scuola in compagnia di mamma e papà.
Qui trova la sua amica dell’atletica e sua prossima compagna di classe I. e mano nella mano vengono presentate alle maestre O. e M. (“Mamma a me è simpatica la maestra M. e chiederò le cose sempre e solo a lei”… cominciamo bene!)

Ore 10,45
Dopo che i bimbi di quinta hanno accolto i piccoli cuccioli di prima (ma ovviamente la notoria elasticità della nostra scuola non ha permesso all’Ovetta di accogliere Pica in un’ideale stupenda staffetta), i cuccioli seguono per la prima volta le maestre in classe con i genitori al seguito.
Pica decide di mettersi vicina di banco alla sua amica I. (brava Pica… meglio avere un’amica sempre vicino in caso di difficoltà) e decidono di prendere il primo banco… quello più vicino alle maestre (dubbi di paternità affiorano nella mente di papà Ovo).

Ore 10,50
La maestra annuncia: “Bimbi, se avete un astuccio prendetelo pure che facciamo un bel disegno”
Pica ci pensa una frazione di secondo e poi esclama: “Ce l’ho!”, schizza in piedi, si getta nella cartella (che è più grande di lei) e ne esce on il suo astuccio trionfante.

Ore 10,55
La maestra annuncia: ”Bimbi, direi che adesso potete salutare mamma e papà che andranno a fare un giro e li ritroveremo qui fuori tra un’oretta”
Pica, seria, serissima, si gira verso di noi e ci tranquillizza: “Papà, adesso davvero devi andare via (oh vetusto genitore, lo so che per te è difficile ma davvero mi vedo costretta ad obbligarti. Sfortunatamente infatti non ti è possibile rimanere più a lungo in questo fantastico posto, cerca di sopportarlo, vedrai che il tempo passerà presto)”
“Ok Pica, allora ci vediamo fuori. Va bene?”
“Si,.. si… adesso vai.”

All’uscita la cucciola ci ha immediatamente informato che aveva una comunicazione delle maestre da farci firmare.
Poi per festeggiare… tutti a mangiare una piadina!… dove la cucciola ci ha informato che non avevamo ancora firmato la comunicazione delle maestre.
A seguire nel pomeriggio biciclettata in famiglia… è la cucciola ci ha tenuto ad assicurarsi che avessimo firmato la comunicazione.
E per finire tutti a nanna belli contenti.. si spengono le luci.. e si sente Pica urlare: “MAMMA HAI FIRMATO LA COMUNICAZIONE, VERO?”

 

Insomma: il primo giorno di Pica è stato un successone!
(… basta firmare le comunicazioni però!)

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