Temperatura granita

Le vacanze degli Ovetti si sono, ahinoi, concluse.

Come detto prima della pausa estiva, le vacanze degli Ovetti junior sono cominciate con una settimana in montagna con gli Ucas.
Qui, i nostri eroi si sono disintossicati dalle fatiche scolastiche tra passeggiate e cibo, tra giochi e cibo, tra passatempi e cibo, fra cibo e cibo …. Insomma non so se avete capito quale sia stata l’attività principale.
Nel frattempo mamma e papà hanno inscatolato l’inscatolabile e si sono regalati serate di assoluto relax la cui rarità può esser nota solo ad un genitore con almeno tre figli a carico.

Poi i cuccioli si sono sollazzati con una settimanina di mare insieme a mamma Ova e, carrambata, con la partecipazione straordinaria dello zio A.; papà Ovo nel frattempo smontava mezza casa e cominciava ufficialmente la parte “hard” del trasloco.

Ai primi di agosto, finalmente, è cominciata la vacanza anche di papà Ovo che, astutamente, aveva previsto per il giorno 1 delle sue vacanze un’agevole traversata dell’Italia in pieno bollino nero: da Milano a Bari.
Completamente rinciuchito, il vetusto è arrivato giusto in tempo per cena a casa di amici ed è successivamente stramazzato nel letto ridestandosi dieci ore dopo pronto per accogliere all’aeroporto il resto della famiglia.
E’ cominciato così il nostro personale “AirB&B South Italian Tour” dove negli otto giorni successivi i nostri eroi hanno toccato: Bari, Castellana grotte, Polignano, Conversano, Ostuni, Alberobello, Matera, Castellaneta al mare, Craco, Romagnano al Monte, Pompei, Vietri sul mare e Cetara.

Pica si è distinta per esser una gran camminatrice; i contapassi dei telefoni della famiglia hanno toccato i 10,5 km giornalieri e lei non si è mai scomposta. Parecchio divertita dal cambiare letto ogni sera, ha scoperto la passione per la granita, per i selfie rigorosamente fatti con la sua macchina fotografica … ovvero un biglietto del parcheggio e per le grotte. Ma il grande amore è scoppiato tra la suddetta e Tommy che, si badi, non è un bimbo bensì uno splendido esemplare di quadrupede canino multirazza di dieci anni reduce da ictus con orecchia moscia e sofferente per problemi alla prostata e per il gran caldo… in pratica un bambolotto inerme. Pica prima l’ha guardato con terrore (come al solito), poi con interesse mista a paura e infine, visto che Tommy proprio di muoversi non ne aveva voglia, ha cominciato ad accarezzarselo e a coccolarselo: alla fine era vero amore.

Il Monno si è goduto un’orgia di confini passando per ben 9 regioni in cui doveva sapere precisamente il confine (“no! Le province non le contiamo!”), ha mangiato il mangiabile con una particolare predilezione per le mozzarelline di bufale (ma in dose ridotta per evitare cagotto dirompente) e le colazioni a base di bomboloni alla nutella. Ha deciso che tra le grotte di Castellana e quelle di Frasassi (viste due anni fa) sono più belle quelle di Castellana (“perché papà quelle altre non me le ricordo perché ero troppo piccolo”) ed è stato messo all’indice dalle sorelle, reo di dormire in maniera assurda, in posizioni improbabili e con movimenti scomposti… e quindi nessuno voleva dormire con lui. Alla fine, con sguardo fiero e superiore, decideva autonomamente di dormire in un lettino tutto suo “perché sto meglio così,…. io” (tiè!)

L’Ovetta dal canto suo ha vissuto il tutto con un sorriso a 64 denti; la grande di casa Ovetti ogni anno di più dimostra che ama (nel vero senso della parola) viaggiare, che sia per grandi città o piccoli paesi. Eccitata dal vedere gli amici di Bari, curiosa dal visitare i piccoli paesini pieni di storia, affascinata dalle grotte e da Matera (“ma ci torniamo vero? Ci torniamo mamma?”), interessata alla storia di Pompei o a quella di Craco, audace nell’assaggiare tutti i piatti tipici che via vi si incontravano per arrivare, lei che non ama il pesce, ad un gran soutè di cozze e vongole divorate in un ristorante all’aperto nella via centrale di Vietri sul mare. Più volte ha spronato i vetusti a continuare ancora un pochino e ad andare anche in “quel paesino là!”… “Ma ci andiamo domani”… “No papà, domani ne vediamo un altro ancora,… io non sono stanca (e vai di sorrisone importante a cui non si poteva dire di no)”. Unica scivolata in occasione della serata del suo compleanno quando i vetusti si sono fermati a cena in un bel ristorantino all’aperto e, solo dopo aver ordinato, si sono accorti che sarebbe stato trasmesso per tutti gli ospiti “Non ci resta che piangere”: l’Ovetta, il cui terrore per i film è noto, non l’ha presa benissimo…. Scusaci.

Mamma e papà Ovo se la sono goduta e spassata, hanno viaggiato tutti i giorni e sono rimasti colpiti da quanto bene i cuccioli si adattino, hanno trovato un paio di AirB&B spettacolari (e un paio un po’ meno), e hanno osservato usi e costumi di un’Italia uguale e diversissima.
Mamma Ova si è re-innamorata di Matera, papà Ovo ha ciondolato tra una fontanella e l’altra per sopravvivere ai 43 gradi stabili che sono poi stati l’unica vera nota stonata della vacanza e che l’hanno costretto a declinare una sua personale scala delle temperature: 35°… 36°…37°….GRANITA ! Oltre il 37°C non si conta più… si va di granita… peccato che si fosse stabilmente sopra i 43°!

Poi, ultime due settimane al mare: la prima con mamma e papà (che segretamente rimpiangeva il mezzo pomeriggio passato sul mar Ionio con un mare cristallino, caldo, senza sassi, con l’acqua a misura di bambini, il bagno in mezzo ai pesciolini e una spiaggia tutta per noi) e la seconda con gli Ovetti lasciati agli Ucas … quindi via libera a giochi in spiaggia, visite alla stazione dei treni e bagni a non finire – con la complicità di simpaticissimi e super disponibili vicini M & M di ombrellone.

I vetusti genitori intanto si sono auto-schiavizzati a lavorare 12 ore al giorno per il trasloco.

Infine, ieri, gran rientro per tutti con gli Ovetti a boccheggiare per il caldo e papà Ovo rassicurato dal termometro: “Ci sono solo 32° bimbi,… non siamo nemmeno a temperatura granita!”

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Buon compleanno Ovetta #9

A te,

a te che un giorno hai visto una casa dove vivevano due bimbi in due camere separate e ti sei intristita subito. “Tutto bene Ovetta?” “Si… ma questi due bimbi… stanno in camere diverse a dormire?… e non chiacchierano insieme prima di andare a letto?… che brutto, papà!”

a te che, abituata a tifare per tuo fratello, quest’anno è arrivato anche il momento per la TUA gara ed eri felice come non mai; poi, quando ti hanno anche premiato, avevi il più bel sorriso del mondo … con la TUA medaglia al collo.

A te che a scuola ti trovi proprio bene, e che comunque – dopo tre anni – le amichette sono tutte femmine e sì,.. poi ci sono anche i maschi ma loro “fanno solo macelli, urlano, dicono le parolacce e… vabbè, io gioco con le bambine”!”

A te che ormai in bicicletta dai pure una mano con Pica… ed è già ora di prendertene una più grande: ma quanto sei diventata grande???

A te che quest’anno hai studiato le regioni Italiane con papà e pure pressata da quel genietto di tuo fratello… ma ti sei divertita un mondo.

A te che quando c’è da andare all’oratorio non vedi l’ora e quest’anno hai candidamente annunciato che appena potrai, vorrai fare l’“animatore”… calma cucciola,… calma… a 16 anni.

A te che devi sempre sapere dove sono mamma, papà, Pica e soprattutto Monno e non si può andare a letto se non si ha tutto sotto controllo; ma se arriva un invito ad un pigiama party… con un po’ di timore… ma come si fa a dir di no?

A te che tifi tutto quello che c’è da tifare in tv, soprattutto se ci tengono papà o Monno; poi però a dire il vero non è che capisci molto le regole dello sport…

A te che il vizio di metterti in bocca qualsiasi cosa proprio non siamo stati capaci di levartelo: mannaggia a te!

A te che quest’anno non hai voluto una festa di compleanno ma una cenetta con le amiche e il divertimento era urlare, poi spettegolare, poi urlare, poi spettegolare,… ecc…ecc… Ma in adolescenza cosa sarai?

A te che per Pica sei una “mammina aggiunta” piena di amore, che giochi con lei a “maestre e mamme” e lei è contentissima ed in fondo anche tu.

A te che per il Monno sei come Sandra e lui è il tuo Raimondo.

A te che soffri intimamente anche solo per il pensiero del dolore fisico, e di fronte ad una sbucciatura di ginocchio di tuo fratello insceni una tragedia greca in tre atti, mentre lui ti guarda ridendo.

A te che il venerdì ci chiedi con tranquillità: “che amici vediamo sabato e domenica?”; perché un fine settimana senza amici o feste o visite, che fine settimana è?

A te che nuoti come un pesciolino nella vasca dei bimbi più bravi al sabato mattina e poi ti lamenti pure: “Papà, ci sono almeno un paio di bimbe che vanno troppo forte!”; “Ovetta, tranquilla, nella tua vasca le altre bimbe hanno almeno un paio d’anni più di te! Non è una gara, non ti Monnizzare.”

 A te che comunque, qualche volta,…un bel pianto liberatorio proprio serve: per tranquillizzarti, per ripartire, per sistemare quello che piano piano sta crescendo in te.

A te che quest’anno hai messo l’apparecchio e l’hai preso con stile e e tranquillità; anzi: hai pure da dire alle amichette che tu vai dal dentista!

A te che i compiti li fai in un baleno… se sei in giornata; altrimenti… vedi il pianto liberatorio sopra citato.

A te che quando pensi di esser sola scimmiotti le ballerine, e non intendo quelle della scala; … diciamo più quelle della TV; e papà già vorrebbe prendere degli ansiolitici all’idea.

A te che sei andata al “city camp” con il giusto mix di eccitazione e paura; poi dopo mezza giornata era solo eccitazione mischiata alla voglia di parlare in inglese con tutti…. Ma proprio con tutti. A te che all’idea di ospitare un’insegnante di inglese per il city camp 2018 hai detto: “SIIIIII”

A te che quest’anno hai visto ben due film.. quasi quasi senza neppure piangere… però che fatica!

A te che vuoi i capelli lunghi, ma non vuoi pettinarli, a te che riordini in camera anche se non hai giocato per nulla in stanza, a te che leggere è pur sempre una fatica… ma se trovi il libro giusto allora leggi tutto d’un fiato, a te che ogni tanto ti accoccoli come quando eri una cucciola piccola piccola ed è sempre bellissimo,… ma quanto sei cresciuta bimba!, a te che sei buona e generosa, a te che quest’anno hai fatto queste e mille altre cose….sì,…. proprio a te, …..

buon nono compleanno Ovetta.

 

PS: Gli Ovetti vanno in vacanza una settimana prima del solito, quest’anno, a causa di montagne di scatoloni e armadi da smontare prima e di meritate vacanze poi.

Ci si ritrova su queste pagine domenica 27 agosto

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Metti una sera a cena…

Nella scorsa settimana gli Ovo genitori hanno provato e goduto di un’ebbrezza insolita, si potrebbe dire sconosciuta sebbene forse, ma solo forse, una sensazione di dejavù prendesse i due. Papà Ovo e mamma Ova, silenti, quasi non osavano confidarsi l’un l’altro questa strana sensazione; come se questo “mood” appartenesse ai due ma fosse sepolto lontano lontano… una vita fa.
In casa regnava silenzio…. parole sussurrate e non gridate.
In soggiorno, nemmeno un libro di Geronimo Stilton, nè un pezzo di carta in giro e nemmeno un pennarello per terra.
La sveglia suonava alle 8,15 e la colazione era calma,…. tranquilla,…. prodiera di un bacio e poi via verso il lavoro…. Ma senza fretta.

In una parola: tutti i cuccioli erano in montagna dagli Ucas.

Sarebbe bello chiudere qua il post.
Ma non sarebbe veritiero.

L’altra faccia della medaglia infatti contempla anche:
1) papà Ovo stappa bottiglie di champagne per l’ultima trasferta appena conclusa prima delle vacanze; poi riceve una telefonata e ritappa la bottiglia e parte per una due giorni a Perugia.
2) mamma Ova apre per la prima volta con sguardo guerriero l’armadio dei cuccioli, poi l’armadio nostro, poi i mobili del salotto e infine la libreria non come una persona che ha smarrito qualche cosa e non sa trovarlo, ma invece come una persona che debba prendere tutto quel ben di Dio e inscatolarlo per il trasloco prossimo venturo.
3) papà Ovo, il giorno prima della partenza per Perugia carica i nanetti e se li porta in montagna dagli Ucas, poi di ritorno, non sapendo come ammazzare il tempo, smonta un mobile… così…. tanto per fare.
4) mamma Ova inscatola,… inscatola,… inscatola…
5) papà Ovo, alla fine della settimana, dopo aver smontato tutti i mobili che gli capitavano a tiro, ritorna in montagna per riprendersi i cuccioli.
6) mamma Ova invece nel frattempo inscatola,… inscatola,… inscatola…

Riassunto della settimana:
Mamma Ova, che si ritiene stanca ma soddisfatta, ha tappezzato casa di scatole e pacchi; tra casa e garage siamo a 133 scatole e vari pacchi vestiti.
Papà Ovo ha smontato lo smontabile; adesso sta preparando un businnes plan per trasferire il tutto nella casa nuova cominciando già da settimana prossima.
L’Ovetta è tornata dalla montagna  contenta e felice; la cosa più bella pare essere stata una lunga passeggiata per i monti… bene: la cucciola è in forma.
Il Monno è tornato dalla montagna contento e felice ; la cosa più bella pare esser stata l’Ovovia  ma ha anche affrontato una discussione galattica con il nonno (poveretto!) perché il confine Italo-Svizzero pare non esser delimitato da una striscia bianca continua rendendo impossibile il controllo puntuale del suddetto confine.
Pica è tornata dalla montagna contenta e felice; la cosa più bella pare essere stata il pic-nic perché questo tipo di pranzo è una modalità che la cucciola riproporrerebbe in ogni stagione e a qualsiasi latitudine…

Epilogo…
nel bel mezzo della settimana Ovetti-free, mercoledì sera mamma e papà Ovo sono passati a prendere una coppia di amici anch’essi temporaneamente senza figli.
Recatisi in un vicino e ameno ristorante, hanno ivi cenato dileguandosi in chiacchere goliardiche e rincasando oltre la mezzanotte…ma è successo davvero?

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