Imborgatura

“Papà?”
“Dimmi”
“Ho trovato un secondo utilizzo per la lettera che mi sono inventato.”

(Per chi non lo sapesse il Monno tempo fa annunciò di aver inventato una lettera nuova… già… chi di noi non l’ha fatto almeno una volta nella vita….)
“Ehmm…. Scusa Monno, senza offesa… non mi ricordo bene nemmeno il primo utilizzo della tua lettera… saresti così gentile da farmi un ripassino?”
“Ok, però almeno ti ricordi come si scrive?”
“Emm.. no, nemmeno quello”
“Uffa papà! Allora si scrive così:”

e qui il Monno disegna un quadrato con una X in mezzo; purtroppo le scarsissime doti di papà Ovo non gli hanno permesso di trovare detto simbolo e riportarlo nel post; lo sostituirò – indegnamente – con uno simile dove al posto del quadrato vi è un cerchio… ma ovviamente sto commettendo sacrilegio…

“Nel primo caso si mette in mezzo alle parole capricciose e non si pronuncia; nel secondo caso invece si pronuncia SC (suono dolce) e si può mettere in tutte le parole in cui trovi SC con il suono dolce”

(papà Ovo ha avuto un fortissimi sospetto che il pargolo lo stesse prendendo in giro)

“Facciamo così: fammi un paio di esempi”
“Ecco: nel primo caso tu scrivi TACC⊗UINO e leggi TACCUINO oppure scrivi C⊗UOCO e leggi CUOCO… capisci? E’ una lettera muta. Nel secondo caso tu scrivi  ⊗IENZE e leggi SCIENZE oppure CU⊗INO e leggi CUSCINO… facile!”

(papà Ovo ha la certezza che lo si stia prendendo in giro)

“Poi ho inventato anche una parola”

“???? Ok Monno, dimmi la verità: mi stai prendendo in giro, vero?”
“No! Lo sa anche la mamma!”
“Mamma? Sapevi che tuo figlio ha inventato una parola?”
“Sì.. (sigh)… lo sapevo.”
“E, di grazia, che parola sarebbe e che significato avrebbe?”
“IMBORGATURA. E vuol dire quando ti metti la canottiera e la maglietta dentro nei pantaloni, vedi, quando fai così… ecco ti IMBORGHI per bene che se no prendi freddo quando esci”



Papà Ovo ha pensieri contrastanti: mentre ha ancora il sospetto di esser stato preso velatamente per il fondoschiena, comincia a credere che il suo figlio maschio abbia qualche problema.
Al contempo è stupito nello scoprire che digitando IMBORGARE o IMBORGATURA Google non fornisca risultato alcuno e, per finire, comincia a credere di avere una vita insulsa visto che non ha mai creato nemmeno una parola o una lettera nuova… ecco… con un velo di mestizia adesso esco a pensarci per benino mentre faccio quattro passi… solo dopo essermi sistemato per bene l’imborgatura ovviamente… se no prendo freddo! 

Posted in Uncategorized

L’importanza di chiamarsi Zio

Alcuni giorni fa lo zio A., sfrattato da casa in quel di Londra e ancora in attesa che la sua nuova casa perda il titolo di “cantiere”, decideva di rientrare sul suolo patrio alla ricerca di un letto ove riposare le sue stanche membra.

Giovedì, il senzatetto si presentava all’uscita da scuola e veniva accolto dal nipote maschio con un calorosissimo abbraccio (a livello di reduci da una guerra lunghissima per intenderci).
Seguiva rientro a piedi con dettagliato riassunto della giornata e appena poggiato piede in casa veniva obbligato ad una raffica di sfide incrociate a calcetto.
Lì, il suddetto, subiva l’onta della sconfitta sia contro l’Ovetta che contro il Monno  che sprizzavano gioia da ogni poro; poi i due, eccitati dalle vittorie travolgenti, si univano in coppia per sfidare la più attempata coppia mamma + zio vincendo anche questa ennesima epica partita.
Pica, finora stata in disparte, pensava bene a questo punto di accaparrarsi lo zio, trascinarlo in cameretta e lì bombardarlo con i suoi giochi, letture, e quant’altro.
Un paio d’ore dopo uno zio colpito nel morale (calciobalillese) e prosciugato (dalle attività) riusciva a riguadagnare l’uscio per dileguarsi nella brianza… probabilmente pensando che sarebbe stato più tranquillo passare il pomeriggio sotto qualche ponte del Tamigi.

Venerdì, papà Ovo informava i pargoli che, essendo lo zio rientrato questo fine settimana in Italia, non sarebbe rientrato tra 15 giorni allorquando era prevista una giornata sciistica con il Monno e  l’Ovetta… segue moto di disappunto; ma informava anche che detta gita sugli sci poteva tenersi… l’indomani… seguivano urla di giubilo.
Poi il vetusto si recava alla consueta partitella del venerdì sera scoprendo solo in quel momento di avere una squadra con un componente in meno e rientrando due ore dopo completamente disfatto.

Sabato mattina alle ore 6,15 la sadica e implacabile sveglia gettava giù dal letto papà, Monno e Ovetta; mamma Ova assente causa lavoro e Pica perché “non sono ancora brava”.
Alle 6,45 lo zio si presentava puntualissimo e scopriva l’esistenza delle ore meridiane prima delle 10 per puro amore dei nipoti.
Alle 7,15 sulla via per la stazione sciistica, il Monno spiegava al trentatreenne bocconiano attualmente impiegato nella City che si sarebbe dovuto togliere il giubbotto in macchina “Altrimenti quando scendi prendi freddo. Capito zio?” il suddetto, sempre per amor di nipote, non lo mandava al diavolo ma obbediva ciecamente.
Alle 7,45 l’Ovetta veniva più volte rassicurata da suo padre che “Tranquilla… non lo vedi ma lo zio è in coda per i biglietti… ti assicuro che non si è perso…. Tranquilla… è in grado di comprare due skipass da solo: te lo assicuro”.
Alle 8,20 mentre il trio Monno-Ovetta-papà Ovo si destreggiava tra gli usuali sci/racchette/scarponi da noleggiare-provare-cambiare-riprovare-adattare-indossare-pagare, lo zio ingaggiava una serratissima guerra con i suoi luccicanti scarponi; guerra poi vinta dallo zio ma solo nel pomeriggio… quando se li è tolti definitivamente.
Alle 8,40 poi, tutti finalmente sugli sci per una bellissima giornata: tempo splendido, un po’ freddino, tanta gente ma non eccessiva.

Nel corso della giornata lo zio ha potuto osservare le discese tranquille ma eleganti dell’Ovetta ma anche quelle grintose del Monno, l’assurda volontà di preferire lo skilift alle seggiovie, la caccia a sedere sui seggiolini della seggiovia con i numeri bassi, il disastro derivante dal fatto che papà Ovo ha dimenticato di mettere un paio di calzettoni in più al Monno e l’eccitazione dei bimbi per una galleria … un po’ storta: insomma tutto nella norma.

Domenica poi, mentre il Monno chiudeva 6° (su 92) la sua gara di cross (ma non soddisfatto per non dire arrabbiato) e Pica saltellava felice per esser arrivata 14° (su 22) (“Ho anche superato 8 bimbe mamma! Otto sono tante mamma!… ma sono caduta ancora….vabbè”) lo zio riprendeva la via verso l’ufficio… quasi sicuramente più riposante.

Posted in Uncategorized

Nel fango

Domenica mattina

Alle ore 8,15 la sveglia, con implacabile puntualità, dà inizio ad una giornata storica:

non solo perché questa è la prima domenica dell’edizione 2018 del Crosspertutti…
non solo perché il Monno aspetta l’evento con un’aspettativa spasmodica…
non solo perché vuol dire 6 domeniche mattina di alzatacce e freddo per i campi…
… ma soprattutto perché questa domenica, per la prima volta in assoluto, Pica era attesa alla sua prima quattrocentometri cronometrata !!!

Per la cronaca, e per chi fosse così fortunato da non sapere, il “crosspertutti” è una serie di 6 gare (quest’anno con lo sconto sono solo 5) nelle gelide domeniche mattine lombarde.
Per rendere il tutto più “frizzantello” si tengono nei campi (da cui il nome) e siccome Dio ha previsto spesso pioggia nei mesi invernali in pianura padana, il suddetto campo si trasforma in un ammasso paludoso: gioia e spensieratezza dei bimbi, terrore e raccapriccio per i genitori che al termine dell’evento cercano di riconoscere i propri figli tutti equalmente marroni-palta.

Alle ore 9,00 tutta la famiglia si ritrova a far colazione e per l’occasione parte il pistolotto genitoriale a favore della piccola atleta: “Pica, ti ricordiamo che in questa gara è importante arrivare, non vincere! Si tratta di una gara a squadre e pertanto serve portare tanti punti alla squadra. Se non arrivi, non porti punti mentre se arrivi sì (ovviamente prima arrivi e più punti porti ma questo non te lo diciamo altrimenti ci vai in paranoia come tuo fratello)”
“Sì mamma lo so. Me lo dici sempre.”
“Vero, hai ragione. (ma è anche vero che tempo fa tu ci hai detto che “…o vincevi o piangevi” … e non è un bel modo di cominciare).”

Alle ore 9,30 tutti in macchina destinazione Cesano Maderno.

Alle ore 10,00 tutti nei pressi della “location”… e per tutti intendo 2000 atleti (vero!) e rispettivi famigliari… papà Ovo ha qualche velato problema di parcheggio che risolve brillantemente con quello che lui stesso definisce “parcheggio creativo”.

Alle ore 10,20 c’è il tempo di constatare che le tradizioni sono rispettate: freddo, palta ovunque e una gran confuzione; manca solo la pioggia ma ci sono altre quattro gare… arriverà, non è mai mancata negli scorsi anni, per cui sappiamo che arriverà!

Alle 10, 40 come da programma il Monno si zittisce entrando in ansia da prestazione, mentre Pica, vista la folla, sussurra alla mamma “ho un po’ di paurina”

Alle ore 11,00 Pica viene svestita e lasciata nei “cancelli” pre gara.
La bimba appare serena sempre a fianco della sua amichetta.
Poco dopo, saltellando, le giovani promesse del 2012 vengono portate tutte e 17 sulla linea di partenza…
L’attesa cresce…. L’aria si fa densa di tensione… qualche bimbo saluta la mamma ma tant’è…. Il momento è solenne…. BANG! Partiti!
Pica scatta (si fa per dire) sempre al fianco della sua amichetta, un poco nelle retrovie ma si riprende subito ed inanella una serie di sorpassi prodigiosi,… poi sfortunatamente dietro una curva a gomito il percorso sparisce dalla vista e nulla più si sa…
…40 secondi dopo, in vista del traguardo, Pica rispunta nelle retrovie sempre al fianco della sua amichetta e viene accolta dagli Ovo genitori appena dopo il traguardo con urli di giubilo e festeggiamenti alla gran campionessa !
“Brava Pica sei arrivata!”
“UEEEEEEE !!!!!!!”
“No! Pica perché piangi? Sei stata bravissima!”
“Sono caduta!”
Seguono coccole e complimenti in abbondante quantità.

Sunto della mattinata Ovettese.
Oggi si è svolta la prima gara del crosspertutti edizione 2018 durante la quale ha ricevuto il battesimo del fango anche Pica che, partita di gran carriera, proseguiva dritta e filata verso un trionfo acclamato senonché, sfortuna delle sfortune, veniva accidentalmente colpita sul piedino d’appoggio, lei riferisce addirittura dalla sua amichetta nonché compagna di squadra, probabilmente mentre le due, prese dall’impeto della gara, discutevano di una possibile tattica a tenaglia che avrebbe demolito le avversarie.
La nostra eroina si risollevava testè e portava a termine la sua dura prova terminando i suoi primi quattrocento metri in 12esima posizione (su 17) con il fantastico tempo di 2’47’’40’’’
Successivamente il Monno riprendeva l’uso della parola e si scioglieva un pochino ma solo dopo aver completato la sua performance in 3° posizione (su 89) con il tempo di 1’44”20’’’
Menzione d’onore all’Ovetta che resisteva l’intera mattinata bordocampo sopravvivendo ai geloni che cercavano di sopraffarla.

Settimana prossima si fa il bis. Ohhhhh yesssss!!!

Posted in Uncategorized Tagged , , |