Sciare che passione (ma non per tutti)

Al rientro delle vacanze estive papà Ovo, con evidente anticipo di programmazione, aveva lanciato l’idea di un corso invernale di sci.
L’Ovetta ed il Monno accettano entusiasti; Pica anche, salvo esser messa a conoscenza che i quattro anni paiono una condizione necessaria (e la cucciola non la prende bene).

Con audacia senza limiti, sprezzo del pericolo, sfidando malattie varie sempre possibili e sfighe di ogni sorta, ha chiamato a raccolta un paio di altri padri di Ovetti. Insieme hanno iscritto i propri pargoli ad un corso di tre ore consecutive ininterrotte per tre domeniche di fila ai mitici piani di Bobbio: mitici perché, per chi non lo sapesse, sono poco più alti della montagnetta di San Siro in centro a Milano, e chiamandosi “PIANI di Bobbio” già il nome lascia ben capire le difficoltà estreme in termini di pendenze di dette piste.

Il primo tangibile risultato di una così lungimirante ed anticipata programmazione è stata la penuria di neve che ha colpito l’intero versante alpino dalla Francia all’Italia, dalla Svizzera all’Austria (tanto per non lasciare possibilità alcuna ai nostri eroi). Difficoltà superata tramite la tecnologia (i cannoni da neve).
Quindi è stata la volta del Monno che, a tre giorni dalla prima uscita, ha deciso di farsi mettere due punti di sutura in testa. Difficoltà superata semplicemente abbandonando il cucciolo al suo triste destino…

Così, domenica scorsa e domenica questa, tre papà e quattro Ovette (tutte femmine) sono andati a sciare; seguono brevi note esaustive sull’evento.

1)        Sveglia ore 5,40 per i genitori (con molta fatica) e ore 5,50 per le cucciole: al suono di “dobbiamo andare a sciare”, le Ovette scattano dal letto all’unisono e senza alcun problema… la tecnica potrebbe esser replicata anche, in casi estremi, in giorni scolastici…
2)        Punto di ritrovo il parcheggio di casa Ovetti, dove i grandi si salutano con un “ciao” striminzito e sbadiglioso mentre le piccole cominciano a raccontarsi tutta la loro vita per i successivi 45 minuti di viaggio senza soluzione di continuità.
3)        Vestizione tecnico – sportiva ore 7,15-7,30. Qui i papà hanno il primo grande problema: non dimenticarsi alcuno strato protettivo: maglietta, maglione, salopette, calze (due), calzamaglia, cappello, giacca, guanti (due) e sciarpa sono tutti indispensabili, anche se i maschi genitori stentano a dare tutta questa importanza… ah! Sì, anche mutande e canottiera non si devono dimenticare.
4)        Ore 8,00-8,30: coda per biglietti e coda per ovovia. Qui è il primo momento in cui le bimbe si ritrovano tutte insieme: tipicamente a turno almeno una ha freddo alle mani, una ha freddo ai piedi, una ha freddo alla pancia e una ha freddo… non mi ricordo ma ce l’ha. Le tecniche difensive dei vari genitori sono differenti: qualcuno nega ogni addebito, qualcuno finge di non sentire, qualcuno s’innervosisce (ogni riferimento a persone o fatti realmente esistenti è puramente casuale).
5)        Ore 8,30 – 9,00: mezz’ora di gloria organizzativa. Nell’ordine:

  • svestizione dei doposci delle Ovette
  • prova e noleggio scarponi (questo mi fa male… questo mi fa male… anche questo mi fa male…)
  • prova e noleggio caschetto (se rosa meglio)
  • noleggio sci (sempre e comunque bellissimi)
  • rivestizione degli scarponi previo indossamento delle seconde paia di calze
  • pagare con l’ apposito tagliandino fornito dall’addetto
  • noleggiare racchette (sempre e comunque ben viste) con un altro tagliandino
  • attraversamento del piazzale in direzione bar, pregasi notare che il piazzale è ghiacciato e le Ovette indossano gli scarponi… e ingresso al bar
  • svestizione per espletamento bisogni fisiologici (questo punto è obbligatorio stante le successive tre ore sugli sci) e rivestizione completa
  • coda per prelievo pettorina gialla
  • tentativo di mettere la pettorina alle Ovette e constatazione (tutte le domeniche) che detta pettorina non passa una volta indossato il caschetto
  • svestizione della parte superiore dell’Ovetta, infilaggio della pettorina e rivestizione della parte superiore della cucciola.

Gli Ovo genitori (un po’ provati) superano di solito brillantemente questa parte.

6)        Ore 9,00 tutti i bimbi di tutti i corsi vengono radunati nel piazzaletto in attesa dell’arrivo dei maestri.
7)        Ore 9,01 almeno un’Ovetta comincia ad aver freddo a qualche parte cutanea a caso
8)        Ore 9,02 almeno un’Ovetta comincia a piangere dal freddo
9)        Ore 9,03 almeno un papà comincia a dare segni di cedimento nervoso (ogni riferimento a persone o fatti realmente esistenti è puramente casuale e casualmente combacia con il riferimento di prima).
10)     Ore 9,05 proprio nel momento in cui i primi Ovo genitori appaiono sull’orlo del baratro psichico appaiono i maestri e nel giro di 5 minuti una selva infinita di nanetti, un po’ scalciando, un po’ racchettandosi addosso, un po’ a comelavàlavà scompaiono dietro la collinetta in direzione delle piste.
11)     Ore 9,10 I tre Ovo genitori sono già rintanati nel rifugio con brioche, bomboloni, caffè, cioccolate, cappuccini a portata di mano ne usciranno due ore dopo, quando un vago senso di colpa si impossessa dei tre che si dirigono quindi verso le piste (qualcuno vestito da Yeti…ogni riferimento a persone o fatti realmente esistenti è puramente casuale) per scattare in 5 minuti un intero reportage fotografico da usare con le rispettive consorti per spiegare il massimo impegno profuso durante la giornata.
12)     Ore 12,00 Alla spicciolata rientro al piazzale di tutto il gruppo (solitamente con almeno una cucciola piangente per motivi non ben specificati, vale anche qui la storia del riferimento casuale… sempre quello!).

A dispetto di tutto quanto scritto, il lunedì mattina le quattro nanette si dichiarano entusiaste degli sci e passano la settimana in attesa della successiva domenica.

Domenica prossima gran finale! Per l’occasione i tre vetusti indosseranno gli attrezzi e dopo il corso, nel pomeriggio, quello che rimarrà delle Ovette scierà con i papà.
Per altro, gran rientro del Monno in comitiva!
Un po’ perché il piccolo dopo due settimane di stop di ogni attività fisica se lo merita pure, un po’ perché sabato scorso ha manifestato il suo disappunto in modo abbastanza plateale con questa scritta con i magneti appesi al frigorifero…

1601monnofrigo

This Post Has 4 Comments

  1. Coraggio Ovo genitori! Domenica prossima le sciate insieme alle Ovette vi faranno sentire meno in colpa forse ma attenti a non farvi riprendere da atlete ormai provette!

  2. Io faccio parte della categoria ‘non per tutti’.
    Bravissime le Ovette e anche i papà che la domenica si fatto stà levataccia!!!
    Forza Monno!! Settimana prossima tocca anche a te!!!

  3. Ahahaha! La scritta è fantastica!
    Comunque mi sono stancata io per voi genitori, solo leggendo!

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