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Corona-mese

E adesso possiamo dire che il primo corona-mese sia passato.

Papà Ovo ha visto il suo impegno lavorativo scendere a livelli preoccupantemente bassi e, anche per questo, lunedì ci teneva particolarmente ad essere ben collegato con l’ufficio per una terapeutica tele-conference con mezzo mondo.
Contemporaneamente l’Ovetta stava assistendo alle lezioni on line, il Monno stava facendo i suoi compiti al computer, Pica stava facendo il tema ma aveva bisogno comunque di un computer anche lei perché “magari mi scrive la mia amica I.” e mamma Ova stava facendo lezioni sempre on line al liceo.

Papà Ovo si è quindi bardato di tutto punto, ha preso una sedia, si è trasferito nell’angolo più remoto del giardino evitando di utilizzare il wifi di casa e ivi è stato, seduto come un povero “lumarel” nel suo stesso giardino per 75 minuti usando il cellulare in thetering con il computer: una tristezza infinita.
Rinfrancato dall’esser riuscito a collegarsi e contemporaneamente a non far crollare la rete di casa, il vecchio si è lanciato nei giorni successivi in imprese sempre più ardite: sistemazione del garage, sistemazione del giardino, backup di tutti i file di casa, menù basato su 7 giorni pranzo e cena senza ripetizioni con alternanza pasta-riso-carne e pesce, statistiche sulla diffusione nei principali Paesi europei del virus e conseguenti previsioni (sfortunatamente per ora azzeccate).
Per settimana prossima, si profilano in pole position la vangatura dell’orto ed un raid “monstre” al supermercato per rifocillare la famiglia allargata.

Mamma Ova gode di decisamente meno libertà d’azione stante le parecchie ore in cui è impegnata in videolezioni; confessa una certa alienazione nel parlare per ore mentre scrive ad un tablet, in una stanza da sola, ma tant’è… dalla prossima settimana inizierà anche sorte di verifiche. In compenso ha passato il fine settimana imprecando verso il meteo tendente al brutto che le ha impedito di fare il mitologico “cambio di stagione”: mamma Ova solitamente affronta l’argomento in estate avanzata ma quest’anno avrebbe potuto stabilire il suo personale record dei record… ci riproverà nel prossimo fine settimana.

Agli Ovetti infine è stato imposto un rigido regime che prevede:
1) sveglia alle ore 7,45
2) campanella alle ore 8,25 (suona davvero la campanella scolastica in tutta casa!)
3) lezioni e compiti ognuno in una camera diversa fino alle ore 13 (papà Ovo a disposizione se non è al telefono; mamma Ova off limits)
4) preparazione della tavola affidata all’Ovetto A.
5) lezioni e compiti o giochi per chi ha finito fino alle ore 16 quando poi mamma Ova riprende ad essere a disposizione
6) disfacimento della lavastoviglie affidata all’Ovetto B
7) videochiamata agli Ucas 1e 2 affidata a tutti gli Ovetti 
8) preparazione della tavola affidata all’Ovetto C
9) 7 minuti di esercizio intenso tendente al distruttivo (tratto dai famosi “7 minutes workout” che papà Ovo si era rifiutato di fare quando preparava la maratone! e che ora invece vengon fatti dall’intera famiglia)
10) mezz’oretta di Tv tutti insieme e poi… a nanna !

La famiglia Ovetti ha trovato il suo ritmo, fra qualche momento di scoramento e altri di serenità. Poi una sera, poco prima di terminare la cena, l’Ovetta, al solito piuttosto riservata, guarda intensamente suo fratello, che le è seduto affianco “Sai Monno, ho una grande voglia di abbracciarti”. E all’improvviso nascono una serie di abbracci ovettesi. Sarà lunga ma andrà tutto bene 

… e la primavera spunta…
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