Vola! (parte 3 di 3)

Lunedi tutta la “roba”, destinata a garantire la sopravvivenza della cucciola in terra straniera, era nello studio.
Che poi, con il senno di poi, non era ancora tutta tutta tutta… diciamo che molta roba era nello studio incluse le tre valigie (la piccola, la media e la grande) pronte per la prova generale. Umore alto e trepidazione minima.

Martedì, la prova generale con inserimento di mezzo mondo nelle tre valigie dava esito ampiamente positivo e ci si rendeva conto che qualche cosa in più poteva starci; per esempio qualche pacco di pasta, l’elemento base di ogni italiano all’estero o il formaggio grana. 
Il Monno riceveva un invito per una gara internazionale di marcia: partenza sabato e rientro domenica; fosse stato un qualsiasi altro fine settimana non ci avrebbe pensato un secondo… ma così… ci sono voluti i vetusti, le sorelle, gli allenatori e gli amici per convincerlo, anzi no, per farlo accettare, perché convinto convito alla fine non sarebbe mai stato.

Mercoledì è passato via, a dire il vero non ricordo come, fatto salvo che l’Ovetta ha cominciato il lento processo di saluti ai nonni con pranzo con nonna Clava.

Giovedì i vetusti si erano regalati una serata a teatro; per l’occasione i pargoli sono stati invitati dagli Ucas tutti a cena per una pizza; secondo step del lento processo di saluti ai nonni appunto.

Venerdì grandi saluti alla classe e ai prof per l’ultima giornata di lezione, oltre alle amiche dell’atletica. Nel pomeriggio, lettura delle pagelle sia dell’Ovetta che del Monno (peraltro bellissime come al solito ma questa volta passate un po’ in secondo piano) e serata con le amiche più intime per un ultimo abbraccio.

Sabato si fa sul serio: si parte fortissimi con il difficile saluto al Monno, poi l’ultima parte dei saluti ai nonni, si prosegue con i saluti a qualche amico, si chiudono tutte le valigie ma questa volta per davvero, ci si butta su una serata Italiana che più Italiana non si può: pasta al ragù e doppia puntata del commissario Montalbano d’annata in tv.

Poi è arrivato il grande giorno, o forse meglio dire la grande alba.
Alle 4.00 la sveglia di casa Ovetti è suonata e, 45 minuti dopo, mamma e papà accompagnavano l’Ovetta a Linate; in mezzo da segnalare solo il saluto a Pica, svegliatasi solo per un minuto ma un minuto dal grande tasso emotivo.

Poco dopo era tempo per un lungo abbraccio, per qualche lacrima, un sorriso tirato e un fiume di Amore.

Per i prossimi 144 giorni, un pezzo del cuore degli Ovetti sarà di base a Sunfield, uno sperduto microscopico e freddissimo villaggio nel mezzo del nulla in Michigan.

Vola, Ovetta, vola! 

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