Maggese

Il lungo weekend di casa Ovetti è stato denso di appuntamenti.
… E si intende davvero denso.

Venerdì: festa di compleanno in Milano. Pregasi notare che con perfetto tempismo l’intera famiglia Ovetti (abitante nella periferia nord-est del capoluogo lombardo) attraversava la città per recarsi al luogo della festa (nella zona sud) con sincronismo perfetto rispetto alla devastazione del centro cittadino, atti vandalici e scontri inclusi.
La festa poi è passata benone, …o almeno si crede, vista l’assoluta impossibilità di parlare a chicchessia dato il livello di decibel causati dalla concomitanza di una quindicina di ovetti gareggianti in urla disumane ed affini.
Pica si è sistemata vicino al vassoio delle patatine… e li è rimasta; il Monno ha invece optato per “provare” qualsiasi alimento presente nel buffet…. varie volte; l’Ovetta invece si è tuffata nella mischia (ma comportandosi da “Damigella di corte francese settecentesca”) e ha alla fine declinato l’invito al pigiama party seguente (forse temendo che le urla sarebbero durate all’infinito).
Rientrato completamente rintronato a casa, in serata papà Ovo defaticava con una partita a calcetto sotto il diluvio, su un campo impraticabile e con una squadra ai minimi termini: perdeva il match ma godeva della sua ritrovata capacità di “sentire” le gocce di pioggia.

Sabato: grigliatona e apertura stagionale del ristorante “Sul balcone”.
Con fortuna quasi sfacciata e approfittando dell’unica giornata con sole pieno del fine settimana, i tredici (sì… proprio tredici!) convitati si sono quindi ritrovati “sul balcone” per lauto pranzo a base di pesce (per gli adulti) e hamburger/salsiccia/pomodorini/fragolecongelato in dosi superabbondanti (per gli ovetti).
A seguire pomeriggio al parco giochi dove l’Ovetta si districava tra amichette di diverse estrazioni (quelle del pranzo… quelle di scuola… quelle del paese… quelle nuove), il Monno giocava a pallone con papà (decidendo che quest’ultimo era scarso stante il risultato finale di 11-3 a suo favore) e Pica si faceva cullare sull’altalena (piazzando micro-pisolini ma continuando a dire “ancoa altalena ancoa” sebbene stesse chiaramente dormendo).

Domenica: tradizionale nuoto in piscina in mattinata.
A seguire, e intendo immediatamente a seguire, ecco gli Ovetti catapultarsi a casa e intavolare doppio tavolo per nuovo appuntamento culinario (ancora in tredici!!!).
Questa volta causa maltempo e conseguente chiusura del ristorante “Sul balcone” la combriccola rimane stanzialmente divisa tra gli “Under 7” (in cucina) e gli “Over 7” in soggiorno.

Domenica pomeriggio, mentre mamma Ova e Ovetta stavano finendo i compiti, papà Ovo cercava di dare un minimo di senso a quello che rimaneva della casa; poi aveva la malaugurata idea di prendere in mano il calendario e guardare cosa l’aspettava nei prossimi fine settimana LIMITATAMENTE ai weekend di maggio (che si badi sono rimasti solo quattro!)

…In ordine sparso…

1)        Festa di compleanno dell’Ovetto A. (amico e compagno del Monno di ogni domenica in piscina).
2)        Festa di compleanno dell’Ovetto N. (compagno di banco dell’Ovetta).
3)        Pomeriggio in compagnia di coppia di amici con tre figli tutti maschi per equilibrare ogni tanto a favore del Monno il netto sbilanciamento femminile delle amicizie degli ovetti.
4)        Juve day…. E sì…. il Monno non dimentica …. (si veda qui).
5)        Festa della mamma all’asilo di Pica (come da tradizione).
6)        Weekend con possibile presenza dello zio A.
7)        Festa di fine anno alla scuola dell’Ovetta (presenza obbligatoria).
8)        Festa del nuoto (solo per l’Ovetta… il Monno l’ha presa malissimo: domenica prossima faremo le nostre rimostranze)
9)        Festone per salutare coppia di amici in partenza per una dueanni di vita nel Far East.
10)     Corsa non competitiva “per aiutare le persone che stanno male: papà ci andiamo vero?”… “Emmm… certo Ovetta certo (credo)”.
11)     Poi ovviamente tutte le domeniche mattine c’è il nuoto… of course.
“Pica aspetta un momento devo cercare di capire come posso incastrare tutte queste cose.”
“E ma io vado eh?”
“Sì, sì… cioè no. Dove vai?”
“Io vado chiammmala cuola e poi zio A. eh?” (Oh papà! è un quarto d’ora che hai la testa in quel calendario! Ti sto dicendo che io vado via in macchina: prima vado a scuola e poi vado a trovare lo zio A.)
“No Pica non puoi andare a Londra in macchina”
“Io vado. Prima chiammmala cuola e poi zio A. Tonno domani.”


“Va bene Pica. Prendi pure la macchina, vai pure a scuola e poi vai da tuo zio. Solo una cortesia: cerca di tornare per il prossimo fine settimana perché non so cosa faremo ma son sicuro che saremo impegnati.”
“Ciao papà”…

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One Comment

  1. Impe 04/05/2015 at 11:28 #

    Splendida famiglia Ovetti, navighiamo nelle stesse acque!
    Non vorrei spaventarvi ma, con l’andare del tempo, gli ovo-impegni si moltiplicano: catechismo, ritiri, tornei, saggi….
    Quello che non aumentano sono i gorni del calendario!
    E’ come il tetris: più si superano i livelli, più il gioco di incastri si fa tosto.
    Termino con la irritante frase che mi dice sempre mia mamma quando mi lagno per la moltitudine di cosa da fare: ” Ne avete voluti tre????”
    Abbracci
    Impe

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