Contraddizioni

Era già capitato con l’Ovetta alcuni anni fa.
All’inizio, avevamo responsabilizzato la piccola: “Mi raccomando Ovetta, ora sei grande, se ti scappa la pipì puoi andare in bagno anche senza chiamare mamma o papà”… tutto facile… nessun problema.
Poi la piccola era passata dal letto “con le sballe” al letto “senza sballe” e allora le avevamo raccomandato “di non scendere dal letto di notte… mi raccomando”.
Senza pensare ovviamente che “andare a far la pipì senza chiamare mamma e papà” e “non scendere dal letto di notte” sono due imput in contraddizione nel caso a qualcuno scappi la pipì di notte! (e si può ben immaginare come finì).

E’ ricapitato con il Monno questa settimana.
“Mi raccomando avvisa sempre la maestra se ti scappa la pipì” e “non uscire dalla classe se non te lo dice la maestra” sono due imput solo apparentemente non in conflitto….

Martedì ore 11,30
Il Monno rientra nel suo amato fiocco rosso dopo la lezione di religione nell’aula della maestra C.
Lo fa con i pantaloni tirati su, le gambotte scoperte, la camminata un po’ impacciata.
“Monno, tirati giù le gambe dei pantaloni”
“No, zo caldo.”
“Tutto a posto?”
“Sì, sì”

Martedì ore 11,35
La maestra C. scopre un laghetto sospetto nel bel mezzo della sua aula.
Scaltra come una faina, segue l’estuario del suddetto laghetto che termina giusto giusto alle soglie dell’uscio del fiocco rosso.
Breve conciliabolo delle maestre e conseguente formulazione di ipotesi di reato a cui segue la convocazione del sospetto.
“Monno, puoi venire un momento?”
“Sì?”
“Come mai hai i pantaloni ancora su?”
“Zo caldo. (Mai ammettere, negare anche di fronte all’evidenza)”
“Hai per caso fatto la pipì addosso?”
“No…. (Tengo duro io, non cedo nemmeno sotto questo terribile interrogatorio degno della ghestapo)”
“Non mi stai dicendo una bugia?”
“No… non ho fatto la pipì addosso io,… è lei che è venuta fuori da sola dal pipino (se proprio proprio un delitto è stato commesso, tengo a precisare che non al sottoscritto si deve ascrivere. Bensì alla pipì stessa che non ha voluto saperne di rimanere nel loco a lei preposta ed è scappata via. Così, all’improvviso e oserei dire in vil maniera, sottraendosi non solo all’avamposto del pipino, ma anche al sottoscritto che, di conseguenza, ha da essere inteso come una vittima e non come l’accusato).”

Martedì ore 20,05
“Monno, ma cosa è successo oggi a scuola?”
“La pipì è cappata fuori lei da sola; io non volevo falla; ha fatto tutto lei (pare che la linea difensiva tenuta stamani abbia retto dinnanzi alle maestre; forse riesco a fare fesso pure sto babbano di mio padre)”
“Ma scusa, non potevi dire alle maestre che dovevi andare in bagno?”
“No (… e già, fosse stato così semplice)”
“Perché no?”
“Non zerano le maestre; ero con C. a fare relizone (vabbè, ma almeno informati sulla logistica di quanto accaduto prima di sottopormi ad interrogatorio)”
“Ma potevi dirlo a C.; anche lei è una maestra.”


“Ah! Davvero? “


“Ma scusa, quindi pozzo andare in bagno anche se z’è relizone?”


“Bene, bene, ora me lo ricoldelò!”

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One Comment

  1. firmatocarla 04/11/2013 at 08:28 #

    Logico, chiaro, ferreo ragionamento…bastava dirglielo ^_^… sono davvero eccezionali!!

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