Mignolo

Lunedì
Papà Ovo si sveglia già arrabbiato per la previsione di passare tre giorni a Dusseldorf facendo cose inutili e perdendo molto tempo; il Monno invece si ferma per la prima volta a scuola anche a pranzo…
In nottata, Pica emette un urlo, chiaramente senza smettere di dormire; ed in mattinata, fa capolino il quarto dentino. Ovviamente tale dente risulta essere totalmente separato dai precedenti tre in modo che la masticazione continui a risultare fisicamente impossibile.
Martedì
L’Ovetta si sfoga con la maestra esprimendole il proprio disappunto riguardo agli orari lavorativi di casa Ovetti: “Maestra, non si capisce proprio niente! Settimana scorsa io uscivo dopo la pappa e il Monno prima. Ora invece io mi fermo fino a tardi e il Monno dopo la pappa, mamma è a casa per l’ultima settimana e papà è in Germania… non si capisce più niente… non possiamo andare a vanti così e a Pica chi ci pensa?”. Messa così, sembra che la più assennata in casa sia lei.
Mercoledì
Papà rientra da Dusseldorf e rivede a posteriori il suo giudizio: ha passato tre giorni facendo cose TOTALMENTE inutili ed ha perso MOLTISSIMO, TROPPO tempo.
Intanto il Monno si dimentica il giubbetto a scuola:
“Ortega! Mi zono dimenticato”
“Ortega???…. Si dice “Ostrega”, si dice “Ostrega mi sono dimenticato”, non Ortega.”
Giovedì
Accompagnando l’Ovetta a scuola, la maestra avvicina papà Ovo: “Coraggio, vedrete che troverete i vostri ritmi”. Papà Ovo si vede costretto a rassicurare la maestra che la famiglia tutta non è, o per lo meno non è ancora, sull’orlo del collasso causa orari lavorativi.
In compenso, quando mamma Ova si reca a riprendere il Monno la maestra si complimenta: “E’ una buona forchetta questo bimbo, mangia sempre così tanto?” (che si traduce con: “Ah! Però! Vedete di dargli qualche cosa da mangiare anche a casa”). Mamma Ova abbozza.
Venerdì
Papà Ovo accompagna il Monno fin sulla porta della classe dove di solito avviene il passaggio genitore/maestra; il piccolo invece che fermarsi sull’uscio punta dritto ai lego infischiandosene altamente di entrambi. “Direi che si è ambientato bene” abbozza papà Ovo, “Monno, saluta papà che altrimenti ci rimane male” di rimando la maestra. Papà Ovo esce senza proferir altro.
In serata, settimanale partitella a calcetto vinta malgrado un mega pestone al piede sinistro.
Sabato
Stante il dolore al piede, papà Ovo decide per una lastra in pronto soccorso.
Al momento del referto cerca di indirizzare il medico verso una prognosi tutto sommato accettabile:
“Dottore, sono venuto per una sospetta frattura, ma direi che non si tratta di questo, tuttalpiù una slogatura o magari una distorsione.”
“…mmm… ha ragione.”
“…(fiuuu)…”
“Non si tratta di sospetta frattura: questa frattura di sospetto non ha proprio nulla.”
“Gasp!”
Domenica
Papà Ovo seduto sul divano, gamba in su con ghiaccio sulle dita guarda i suoi Pittsburgh Steelers perdere la loro settima (settima!!!) partita di fila quando arriva l’Ovetta.
“Papà, ma le dita del piede te le hanno tolte?”
“No Ovetta, le ho solo legate insieme così stanno ferme e guariscono prima.”
“Ah! Ma a cosa serve quella ringhiera che hanno quei signori?”
“Non è una ringhiera; è il casco dei giocatori di football americano.”
“Monno! Vieni a vedere la partita di frusbol americano, hanno le ringhiere in bocca. Papà, però tu quando giochi a pallone la prossima volta stai più attento.”

PS
Riguardo all’incidente accorso a papà Ovo, vi sono due distinte versioni:
1)        trattasi di frattura parzialmente scomposta al quinto dito del piede sinistro malgrado la quale il nostro eroe rimaneva in campo aiutando strenuamente la propria squadra fino a cogliere un meritatissimo successo.
2)        trattasi di rottura del mignolino del piede sinistro causata dal fatto che un compagno di squadra (l’estremo difensore) gli è saltato sopra mentre il nostro eroe fingeva in modo ignobile di fare il portiere.

Malgrado superficialmente le due versioni possano apparire alquanto dissimili, in realtà sono entrambe aderenti alla realtà.

PS2: pregherei Lionel (Messi), Christiano (Ronaldo) e Francesco (Totti) di smettere di chiamare casa per sincerarsi delle mie condizioni: sto bene, grazie.

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One Comment

  1. Mapa 30/09/2013 at 08:43 #

    E’ stata senz’altro una settimana un po’ convulsa!!!!!!

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