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Bonarietà

Martedì scorso alle ore 7,20 (con ampio anticipo) papà Ovo entra nella stanza degli Ovetti con un tonante “SVEGLIA BIMBI ! SI TORNA A SCUOLA !” accolto con un mugolio generale… ma papà Ovo era ben pronto e “bonariamente” insiste.

Poco dopo gran colazione tutti insieme dove l’Ovetta arriva assonnata, il Monno perde tempo come al solito, Pica suo malgrado viene tirata giù dal letto …. Ma papà Ovo “bonariamente” assiste, sprona e aiuta tutti coadiuvato da mamma Ova.

Alle 8,20 ecco la famiglia tutta davanti alla scuola, dove grandi baci e abbracci vengono distribuiti a piene mani  a maestre, compagni nuovi e compagni vecchi, amici vari, mamme e papà di compagni e parenti affini; mamma e papà Ovo “bonariamente” si coccolano l’Ovetta (che a dire il vero è felicissima di ritrovare maestre e compagne… si, vabbè… ci sono anche i compagni maschi ma questi non vengono considerati molto) e si coccolano il Monno (che invece ha più l’aria di quello che dice “vabbè… se proprio mi tocca tornare a scuola ci vado… non dico di no… però speriamo che le prossime vacanze estive arrivino presto).

Poi campanella e tutti dentro di corsa urlanti. Mentre gli augusti genitori e Pica si recano piano piano verso la scuola materna con papà Ovo che “bonariamente” risponde a tutte le domande della cucciola sula presenza o meno a scuola dei compagni preferiti della stessa (di solito l’amica preferita è l’Ovetta A.; in ultima posizione l’Ovetta R. e in mezzo un folto gruppo).

Insomma: un rientro perfetto.

Mercoledì secondo giorno… in teoria sarebbe stato “bonariamente” identico al primo, se non che mamma Ova non era presente… in pratica è stato veramente “bonariamente” identico al primo e papà Ovo ha “bonariamente” gestito la situazione senza inghippi fino al momento in cui si doveva uscire da casa allorquando…
“UEEEEEEE !!!!!!”
????
“Che succede Monno?”
“La maestra mi aveva detto che oggi avrei dovuto portare la merenda  a scuola ma me lo sono dimenticato !!! UEEEEEEEE”
Papà Ovo “bonariamente” non perde la calma, rimbrotta un poco il cucciolo (“ma ieri sera non ti avevo chiesto se c’era qualche cosa da fare?”) ma rapidamente trova la soluzione: “Allora bimbi, qui in casa come sapete ormai è un delirio e non abbiamo praticamente nulla causa trasloco imminente; allora si fa così: adesso usciamo e andiamo come al solito a scuola; però in tutta fretta passiamo dal bar li vicino e riusciamo ad arrivare a scuola in tempo. OK?”
Il piano viene accettato all’unanimità e portato avanti “bonariamente” senza indugio fino a quando i nostri eroi, con 5 minuti di vantaggio sull’apertura della scuola, entrano nel bar.
“Salve, mi darebbe per cortesia quella brioches li?”
“Certo”

“Papà?”
“Dimmi Monno”
“La maestra ha detto che oggi avrei dovuto portare la merenda E CHE QUESTA NON DOVEVA ESSERE UNA BRIOCHE”


Papà Ovo ha improvvisamente perso la sua “bonarietà”.

Nei minuti seguenti per le strade di Ovetti-town si poteva vedere una combriccola composta da una cucciola (che veniva tirata di corsa), una bimba grande (che ammoniva il vetusto che si stava facendo tardi), un cucciolo (aspramente redarguito dal vetusto) e un vetusto genitore che con fare per nulla “bonario” redarguiva il cucciolo, impediva alla piccola di finire sotto una macchina, tranquillizzava la grande sull’orario e cercava disperatamente un negozio (di non si sa che tipo) per comprare una merendina-non-brioche alle 8,25 del mattino.

Cinque minuti dopo la crisi rientrava e il Monno varcava la soglia della scuola munito di un pacchetto di “canestrelli” con scadenza nei primi anni ’80 svenduti da una torrefazione a 1 euro il pacchetto polvere sovrastante la scatola inclusa.

Papà Ovo ha però sfortunatamente perso la sua “Bonarietà”… decisamente in poco tempo: buon anno scolastico a tutti!!

PS: settimana prossima, salvo impreviste catastrofi dell’ultimo minuto… TRASLOCO !!!

PS2: Oggi, a 78 anni, è morto Stanislav Petrov. Incredibilmente quasi nessuno sa si chi sia.
Però, Stanislav il 26 settembre del 1983 alle ore 00,15 ci salvò.. ci salvò tutti.
Per chi non sa nulla di quello che fece, non sa nulla della sua storia,…. basta cercarla on line.
A lui, all’ “uomo che salvò il mondo” il minimo che si possa dire è: “спасибо (spasibo) / grazie”

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Io non ho voglia.

Al rientro delle vacanze Pica ha tenuto ad esternare in maniera chiara, convincente ed esaustiva, il suo stato d’animo relativo alla fine delle vacanze e all’imminente ripresa delle attività didattiche con una semplice, diretta e inequivocabile frase: “IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA”
Nel lasso di tempo tra la fine delle vacanze e l’inizio della scuola, mamma e papà Ovo sono andati in pressing sulla cucciola per addolcirle il “mood” con risultati piuttosto scadenti:

“Pica, pensa che tra pochi giorni rivedrai le maestre! Non sei contenta?”
“IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA”.

“Pica, ma così rivedrai anche tutte le tue compagne!”
“IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA”.

“Pensa che quest’anno sarai una grandona!”
“IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA” (gonfiando il petto).

“Guarda che le maestre faranno conto su di te per aiutare le nuove bimbe piccole che arriveranno…”
“IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA”.

Poi, inesorabilmente, è arrivato il momento tanto (non) atteso….

 

La sera prima del rientro… (mangiando un piatto di gnocchi)
“Ma spiegami davvero Pica, come mai non vuoi tornare a scuola a rivedere le tue amate maestre?”

“Papà,… gnam gnam…. Io voglio rivedere le maestre,… gnam gnam… però non a scuola,… gnam gnam… potremmo invitarle a casa nostra,… gnam gnam,…. oppure possiamo andare al parchetto…. gnam… e invitare anche i bimbi del fiocco arancio… oppure  (ideona!) possiamo andare al mare tutti insieme con le maestre, i bimbi, le bidelle, mamma e papà, i nonni, lo zio A. tutti insieme! Lo facciamo?”
“Hai ragione, sarebbe una bella festa,… però forse non potrebbero venire tutti al mare con noi,… mi sa che domani ti tocca tornare al fiocco arancio per rivedere tutti i tuoi amici…”
(….la cucciola abbozza)

La mattina del rientro…
… data l’eccezionalità dll’evento la famiglia Ovetti al completo si occupa del rientro all’asilo per, si badi, la prima giornata dell’ultimo di 7 anni scolastici passati all’asilo.
Prima di uscire di casa, la cucciola esclama nuovamente il suo mantra “IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA”.
In macchina sulla strada per l’asilo si sente ripetutamente “IO NON HO VOGLIA DI TORNARE A SCUOLA” mentre Monno e Ovetta cercano di consolare la piccola.
…poi si parcheggia la macchina, si cammina sul marciapiede tutti insieme, si arriva davanti alla porta d’ingresso…. e Pica sorprendendo tutti scatta come una centometrista verso il fiocco arancio, butta la cartella nel suo armadietto, si lancia davanti alla porta, saluta le maestre con un sorriso a 65 denti e si fionda dalla sua amichetta preferita cominciando a giocare e ridere a più non posso.
Tutto mentre Ovetta, Monno e i vetusti rimangono sulla porta della classe totalmente inutili e abbandonati a loro stessi.

Il pomeriggio del rientro….
“Ti sei divertita Pica?”
“SIIIIIIII !!!!!! Epperò è durato pochissimo! (il che peraltro è vero visto i rientri ultrasoft che non si fa a tempo a lasciarli lì che bisogna riandarli a prendere) Io volevo stare la ancora a giocare! Poi però ho pensato a questa cosa: visto che non possiamo invitare nessuno al mare perché è cominciata la scuola, allora per il mio compleanno che è tra poco (e intanto te lo rimembro) voglio fare una festa a casa e invitare anche le maestre ma non solo quelle del fiocco arancio, ma anche quelle del fiocco rosa e del fiocco rosso, così Monno e Ovetta sono contenti e poi invitiamo anche tutti i bimbi del fiocco arancio e anche le amiche C, gli amici M, la mamma, il papà, i nonni, tutti quanti, lo zio A e un sacco di altra gente e…”
“Calma, calma… “
“Sì, però lo facciamo? Eh? E domani torno a scuola Eh? Eh?…”

Tipico comportamento Pichesco: “Non voglio, non voglio, non voglio… fin quando non lo faccio. Dopo? Beh, dopo sono felice al massimo!”

PS: il countdown per “500” continua; questa settimana l’idraulico, l’elettricista e il mobiliere hanno fatto a gara a chi rompeva il tubo dell’acqua più importante causando il danno maggiore; papà Ovo ha raddoppiato la dose di ansiolitici; tutto procede meravigliosamente bene… mancano 2 settimane!

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Pazienza zen

Premessa 1: “500” è in dirittura di arrivo! Il trasloco vero e proprio è previsto tra circa tre settimane; oggi però Papà Ovo sente l’obbligo di narrare uno scorcio piccolissimo di questi mesi di lavoro; da settimana prossima si torna a parlare degli Ovetti… promesso!

Premessa 2: Questo è un blog pubblico e come tale le informazioni sono leggibili da chiunque; anche dalle quattro società di cui leggerete. Ho pensato se nasconderne i nomi ma visto l’assurdità dell’accaduto, e visto che è accaduto tutto per davvero, trovo sia il minimo esporli al ridicolo.

Le cose che ho imparato facendo gli allacciamenti di internet, gas e luce…

  1. Se non hai già la linea telefonica e devi cablare, è inutile che guardi Vodafone, Fastweb o chicchessia: devi chiamare TIM perché è l’unica che fa gli scavi (almeno nella mia zona).E Tim, essendo una compagnia proiettata nel futuro, accetta richieste solo via fax (via fax !!!!!!!!). Ovviamente gli appuntamenti dei vari tecnici sono tutti nei giorni infrasettimanali tra le 9 e le 12 o tra le 14 e le 17…. Si da per scontato che tu sia sempre disponibile e nullafacente.
  2. Anche se devi portare una linea telefonica in una nuova costruzione circondata da altre case il lavoro risulta “difficile, molto difficile; credo che lei debba PRIMA fare con noi un contratto di fornitura e POI le verremo a fare il lavoro di scavi”; il che a me è sembrato un ricatto bello e buono che ho dovuto pure pagare 200 euro.
  3. A quel punto chiami il 187 e loro sono felicissimi di averti come nuovo cliente (ma lo sono già) e passi 30 minuti a dare tutti i tuoi dati (ma li avete già) e alla fine ti danno pure in diretta il tuo nuovo numero di telefono (ma tanto non ho i cavi); l’unica cosa che non sanno dirti è quando verranno a farti i lavori… che poi è l’unica cosa che vorresti sapere.
  4. Comunque qualche settimana dopo devi incazzarti per far uscire il “tecnico di primo livello” che scava e porta il tubo vuoto, poi devi incazzarti per far uscire il “tecnico di secondo livello” che piazza una bella scatoletta (vuota ovviamente) e infine devi incazzarti per far uscire il “tecnico di terzo livello” che finalmente mette i cavi. Ovviamente chiedere di posare fibra invece che rame ovviamente con extra pagamento è del tutto inutile.
  5. Fare un confronto tra le varie tariffe di luce e gas che trovi online è perfettamente inutile: quelle tariffe valgono SOLO per passare da un operatore all’altro mentre a te, che serve una linea tutta nuova, può esser messa solo la tariffa base (ovviamente più cara).
  6. Dopo 35 minuti di telefonata con Eni per un contratto del gas, quando chiedi di poter avere anche un contratto per la luce ti viene chiesto di richiamare un’altra volta (lo stesso numero !!!!!) perché altrimenti la telefonata diventa troppo lunga e a loro non conviene. E quando li richiami due minuti dopo scopri che per il contratto della luce devi avere il numero POD che “troverà sul contatore”… “Mi spiace ma c’è solo il numero utente”… “Allora chiami Enel, si faccia dare il numero POD e poi ci richiami”.
  7. Allora chiami Enel e scopri che il numero POD ti viene rilasciato solo in fase di contratto (in pratica ti obbligano a farlo con loro) e ovviamente alla tariffa base perché quelle che trovi on-line valgono solo per chi passa da altro operatore.
  8. Ma, alla fine delle due telefonate fiume, ricevi ampie rassicurazioni che tutto è a posto e sei in una botte di ferro!… salvo ricevere 24 ore dopo le rispettive email con un allegato da 25 pagine che devi rimandare indietro controfirmato prima che prendano davvero in considerazione di allacciarti le utenze.
  9. Eni vuole metà dei fogli compilati e controfirmati per posta ad un indirizzo e l’altra metà sempre per posta ad un altro indirizzo. Se però t’incazzi riesci a fare tutto via pec… però ti devi incazzare prima.
  10. Una parte dei moduli mandati da Enel devi farli controfirmare dal tecnico che ti ha fatto l’impianto; allora tu vai dall’elettricista che cade dal pero e dichiara solennemente “mai fatto nulla del genere.” Quindi richiami Enel per capire se davvero devi rimandare questi moduli, scoprendo che servono solo per un contratto Gas… non per un contratto Luce. E quando gli chiedi “ma scusi, io vi ho chiesto di farmi un contratto Luce; perché mi avete inviato questi moduli?” la risposta è: “Boh! Ci saremo sbagliati”.
  11. A quel punto ti chiedi perché l’Eni invece, con cui hai chiesto un contratto Gas, questi moduli non te li ha inviati. E richiami Eni. Alla domanda: “Che per caso dovrei rimandarvi per un nuovo contratto dei documenti da far firmare al mio idraulico?” la risposta è: “Certamente!”…. “E, di grazia, quando pensate di mandarmeli?” la risposta è: “oh, non glieli abbiamo mandati? Ci saremo sbagliati!”
  12. Poi certo quei moduli li devi rimandare ma non a loro (in nessuno dei due indirizzi a cui hai mandato le altre parti dei documenti), bensì a Italgas. I moduli, arrivati via email, vanno stampati per il tuo idraulico perché lui, per legge, te li deve ridare in formato cartaceo.
  13. Italgas ha un numero di telefono a cui però non rispondono mai causa “l’elevato traffico telefonico”… oppure io sono stato per giorni interi particolarmente sfortunato. Ma una volta raccolto tutto il plico controfirmato dal tuo tecnico e scannerizzato e mandato via PEC pensi finalmente di aver finito. Se nonché due giorni dopo ricevi una PEC da Italgas che dice sostanzialmente “noi ce ne sbattiamo della legge e non accettiamo la PEC: o via raccomandata o via web”.
  14. Ora per accedere al loro sito web ti serve: il codice fiscale (ce l’ho!), il numero PDR (l’ho trovato! Era attaccato al moncherino del contatore) e il “codice pratica” (porc… mannaggia… che … è il codice pratica???).
  15. Con uno sforzo mnemonico che non pensavi di essere in grado, ricordi che 6 mesi prima avevi parlato con un tecnico Italgas per la posa dei tubi; allora cerchi la sua email e lo preghi di mettersi in contatto con te. Qualche buon uomo esiste ancora, lui ti richiama e ti dà il “codice pratica”; a quel punto scatta la domandona: “Ma scusi e se non avessi trovato lei?”…. risposta: “è stato fortunato… mi ha trovato… non si lamenti”.
  16. E una volta immessi tutti i dati via web tu pensi di aver finito…. Ma intimamente sai che non è vero.
  17. Nel frattempo ricevi un sms da Enel che ti da appuntamento per un lunedi alle 14,00…. Tanto tu non hai da fare.
  18. Qualche giorno dopo ricontrolli via web il sito Italgas e scopri che tutta la documentazione era ok… ma nessuno si era preso la briga di dirtelo. A quel punto richiami Eni e gli chiedi quando pensano di allacciare il fottutissimo contatore del gas visto che sembra tutto pronto anche per Italgas; a quel punto la risposta è: “aspetti che controllo….. vediamo…. Si, è tutto a posto, veniamo martedi mattina alle 9,00. Posso fare altro?” al che mi è scappato un “veramente sarei io a doverlo chiedere”… “che cosa mi scusi?”… “se posso fare altro… ho fatto tutto io!”
  19. E due giorni dopo ricevi un sms che ti dice: “gentile utente, abbiamo ricevuto Ok da Italgas; ci ricontatti per prendere appuntamento per la posa del contatore”…. Mahhh….

 

Epilogo
Lunedì forse allacciano l’elettricità a 500.
Martedì forse il gas.
Papà Ovo sta prendendo da un paio di mesi abbondanti dosi di calmanti per via intra-venosa.
… ma va tutto bene…
…manca poco…
…pochissimo…
…il trasferimento dei mobili procede…
…e qualcuno ormai dorme per terra…!!!

 

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