Author Archives: didieffe

50

Papà Ovo oggi pensa a domani.
Papà Ovo domani correrà la sua prima mezza maratona…
Papà Ovo sa che mentre correrà penserà a tante cose….

…penserà alla sua prima casa a Monza, di cui non si ricorda nulla ma di cui ha ben impressa una foto dove un bimbo piccolo guarda dritto in camera abbracciato al suo inseparabile orsacchiotto Pippo…
… penserà agli anni prima della scuola trascorsi con suo fratello e sua sorella dalla sua mamma e dal suo papà bis; e poco importa che quelli non fosse proprio una mamma e un papà ne suo fratello e sua sorella…
… penserà alla prima elementare e alla sua amata maestra; e a quell’anno interrotto quando una macchina lo colpì in pieno, penserà all’ospedale con quella enorme stanzone dove si stava tutti insieme e ogni tanto andava a dormire nel letto di qualche altro paziente per non rimanere solo e al mare che venne dopo…
… penserà alle estati a casa della nonna a Milano, sul ballatoio di una casa di ringhiera a bere orzata aspettando di andare al mare per fare le passeggiate e scoprire come si fa il ghiaccio…
… penserà agli anni delle elementari con l’autobus che ti riporta a casa quando è buio e il mondo del collegio che è un universo a se, dalla mattina alla sera, pieno e straripante…
… penserà alle estati in giardino che non finivano mai e bimbi con cui giocare ce n’era sempre…
… penserà alla mamma in ospedale perché ha fatto l’incidente, al papà con le dita dentro nella pancia (letteralmente), all’allergia che non lo faceva correre…
… penserà agli anni delle medie, alla settimana bianca insieme ai compagni di classe, ai primi viaggi all’estero e ad un volo transoceanico dove di notte si proiettava un film (nel senso proprio che c’era la pellicola e tutti i passeggeri vedevano il film proiettato da un proiettore!)
… penserà a quando la Nonna è andata via…
… penserà al primo stereo ed ad un disco che è diventata la colonna sonora di una vita…
… penserà ai primi anni del liceo e a quanto maledetto fosse il latino…
… penserà ai natali con gli amici di mezza Italia tutti in montagna, e ai viaggi da solo di notte, senza paura, a percorrere tutta l’Italia per andare a ritrovare quegli stessi amici d’estate…
… penserà agli ultimi anni del liceo tuffato di botto in un mondo completamente diverso…
… penserà a quella partita di Subbuteo mai finita che sancì la fine della spensieratezza…
… penserà al primo viaggio insieme a due amici addirittura a Londra… da soli!!!…
… penserà a quando compì 18 anni e voleva solo dire che si poteva guidare la macchina e d’improvviso il mondo si allargava…
… penserà alle pile di romanzi e alle infinite sere al cinema a divorare film di ogni genere….
… penserà al primo giorno d’università e a quella strana irripetibile sensazione…
… penserà all’anno magico del 1989 quando gli sembrava che potesse davvero avere tutto…
… penserà agli Inter-rail… (ma quelli veri, non quelli di oggi) e ad un amico che gli mise in mano per la prima volta una reflex…
… penserà al 1990 quando il mondo gli crollò addosso…
… penserà a quella prima lezione del corso di pronto soccorso saltata e ad una telefonata che gli disse comunque di andare lo stesso al corso… dalla prossima volta; senza quella telefonata…
… penserà agli anni dell’università, ai corsi, alle amicizie, agli errori, a tutto quello che imparò…
… penserà all’anno di servizio civile, che sarebbe dovuto esser facile, ma fu una palestra incredibile… 
… penserà alla prima volta che mise piede in Africa e si accorse che aveva una seconda casa su questo pianeta…
… penserà alle 600 lettere inviate per cercare lavoro… (si, ma il lavoro lo trovò in 2 mesi!)…
… penserà ai primi anni di quel lavoro, alle persone conosciute, alle esperienze fatte e si rese conto che erano eccezionali, ma se ne rese conto solo una volta perse irrimediabilmente…
… penserà ad una cena in un ristorante Indiano dove cominciò a conoscere meglio una tal C…
… penserà alle giornate passate in un ospedale inglese perché C. stava proprio male e ad un telefono che squillò di notte e lui si scapicollò ad attraversare mezza città a piedi per tornare di nuovo in reparto, ma anche alle mail che mandava ogni giorno…
… penserà a quando suonò a casa di C. alle 6 del mattino per dirle “Sbrigati che c’è un volo che ci aspetta” e 12 ore dopo C. guardava fuori da una finestra dal 16° piano di un Hotel in Manhattan…
… penserà alla “TaCoPaveA” (TAttiche COntroffensive PArenti Viaggiriluttanti E Affini… ma guarda te cosa si deve inventare per farsi regalare un bel viaggio di nozze!)
…penserà alla sua luna di miele a bordo di Panzi (mega fuoristrada) dispersi senza meta per cinque settimane in giro per tutti gli stati dell’Africa del Sud…
… penserà a quando C. di ritorno dal dottore gli disse che aveva preso le medicine: ed estrasse un ciuccio…in quel momento nacque mamma Ova…
… penserà alla corsa fatta per assistere al parto (merita di esser letto… guardate il primissimo post di questo blog)…
… penserà alle sensazioni provate la prima sera che nel buio tenne in braccio cullando l’Ovetta…

… penserà a quando scese per l’ultima volta dall’ambulanza: vent’anni dopo quel maledetto 1990 ma con moglie, una figlia e un figlio in arrivo: un’altra persona…
… penserà ai lavori per traslocare in tempo prima che nascesse il Monno (siamo stati abbondantemente nei tempi: ben 15 giorni prima!)…
… penserà a quando cercava di far ridere quel neonato serissimo: e pensare che ora il Monno ha una bellissima risata…
… penserà a quando abbiamo detto all’Ovetta che Pica stava arrivando e la cucciola scoppiò di felicità incredula…
… penserà a quando Pica arrivò a casa e l’Ovetta ed il Monno se la misero in braccio e cominciarono ad accarezzarsela e a baciarsela…
… penserà alle corse ad incastro per riuscire a portare Pica al nido, il Monno all’asilo e l’Ovetta alle elementari…
… penserà alle estati a Isola e a Deiva che non sono proprio come quelle fatte in Tibet, in Bolivia, in Nepal, in Perù, in Cile, in Botswana, in Sud Africa, in Namibia, in Giordania, in Zambia, In Siria, in Cina, in Zimbabwe, in Israele e in praticamente tutti gli stati Europei…. crescete bimbi…. Su, dai…
… penserà a quando è diventato DonDa e a quando si è messo in testa di costruire una casa da zero in 500 giorni…
… penserà a quando ha deciso che in un anno avrebbe corso la maratona di New York… e infatti adesso gli tocca correre per davvero…
… penserà a tutti quelli che hanno fatto tutte queste cose con lui, a quanti lo hanno aiutato, a quanti non ci sono più…

… penserà a mamma Ovo e a tutto quello che stanno costruendo insieme…
… penserà a mamme e papà che son sempre stati al suo fianco…
… penserà a mille millanta cose che ora non gli vengono in mente ma domani di sicuro si…

… poi… forse… avrà finalmente corso per tutti i 21 km e 97 metri e mezzo (!); allora tirerà il fiato, entrerà in casa, si butterà sul divano e gli scapperà una sorriso,… o forse perfino una risata…

… perché da quel momento gli toccherà pensare a cosa fare dal giorno dopo…
…perché domani papà Ovo compirà 50 anni.

Papà Ovo… al suo meglio!
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Memoria

“Ciao Ovetta, come è andata a scuola?”
“Malissimo papà”
“???”
“Cosa è successo?”
“Abbiamo visto un film.”
“Ah! Già!… (è vero la cucciola non regge le emozioni dei cartoni animati e/o film per cui anche Pippi Calzelunghe fa paura… anzi come dice lei “paurissima”). Dai, coraggio, non può esser stato tanto male; cosa avete visto?”
“Abbiamo visto La storia di Andra e Tati.”
“Mhmm… è forse quel film…”
“Sì papà quello che parla di due bimbe ebree al tempo dei nazisti.”
“…d’altra parte per la Giornata della Memoria non è che si poteva vedere Cenerentola… che poi tanto tu avresti pianto comunque. Beh, questa volta effettivamente avete affrontato un argomento serio, è stato un film molto pesante? Hai pianto?”
“Non ne …. parliamo sigh…. ho pianto due volte in 25 minuti. Quasi tutto il tempo sigh…. anzi ora che mi ci fai sigh…. pensare…. sigh…!!!!!!”
“Magari anche qualche tuo altro compagno piangeva questa volta”.
“No, ero solo io… sigh sigh!”

“Ciao papà, perché piange l’Ovetta?”
“Ha visto un film.”
“Ah! Capisco!”
“Però per onestà questa volta qualche ragione ce l’ha.”
“?”
“Vedi Monno, le hanno fatto vedere un film che parlava dell’Olocausto”
“Cos’è papà?”
“Ti ricordi quando questa estate a Praga ti abbiamo spiegato un po’ delle cose brutte che sono successe il secolo scorso in Europa e…”
“Alt!”
Il Monno si fa serio, sgrana gli occhi e piazza giù una faccia da vero duro irrigidendosi. 
“Papà, a me quelle storie avevano fatto un po’ paura,… questa è meglio?”
“No Monno, a dire il vero questa è peggio.”
Il bimbo sgrana gli occhi ancor di più e rimane dritto come uno stoccafisso.

“Papà… sigh… guarda qua… vedi, anche su Focus Junior si vedono i binari del treno, quelli che andavano ad Hogwarts”
“NOOOOO !!! Andavano ad Auschwitz !!! Non Hogwarts… qui rischiamo la blasfemia bimbi!!!!”
“Cos’è Ausviz papà?”
“E’ il posto dove venivano rinchiuse moltissime persone durante la guerra e….”
“E’ un posto bruttissimo Monno, te lo… sigh…. Spiego io e….. sigh…. UEEEEEEEE !!!!!”
“No, no, no…. Non lo voglio sapere, se è peggio delle storie che mi avete raccontato questa estate non le voglio sapere; mangiamo? Eh? E’ ora di cena?”

In casa Ovetti abbiamo qualche piccolo problema ad affrontare le parti più buie della storia Europea ma in qualche modo è giusto che anche loro imparino a farne memoria.

PS: comunque non siamo i soli; la stessa mattina, aspettando l’ingresso a scuola, una bimba amica degli Ovetti aveva chiesto a sua madre: “Mamma, cos’era ieri? La FESTA della memoria?”
La mamma, dignitosamente, dopo essersi ripresa dallo choc, ha corretto la bimba e si è quindi diretta alla libreria del paese alla ricerca di un libro dal titolo “Come spiegare la storia del XX secolo ad una figlia abituata a Harry Potter”.
Non si hanno tracce della donna.


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Operazione me

Un giorno… ai primi di dicembre…
“Vedete Ovo genitori …”
“Mi dica dottore…”
“Ormai è un paio d’anni che cincischiamo con questi valori prima positivi… poi negativi… poi positivi… ecc…ecc…”
“Già e quindi?”
“Quindi direi che sia proprio venuto il momento di farla questa gastroscopia.”
“Mmm…. Ma non aveva detto che con valori così balllerini sarebbe stato un rischio perché avremmo avuto ottime probabilità di non scoprire nulla e rimanere con il dubbio?”
“Sì… e infatti… la gastro la farei… ma non qui.”
“?”
“Andrei in un posto dove utilizzano una tecnica molto più raffinata.”
“?… cioè mi sta dicendo che da mezza Italia vengono in Lombardia per la sanità e noi che ci abitiamo invece andiamo da un’altra parte?”
“Esatto.”
“E dove di grazia?”
“Trieste.”

Un paio di settimane dopo…
“Pronto?”
“Parlo con papà Ovo?”
“Si, chi parla?”
“Sono la dottoressa A. dell’ospedale pediatrico di Trieste; vorrei fissare con lei l’appuntamento per il Monno. Le andrebbe bene tra due settimane? Il 22 dicembre?”
“Ehmm… no… aspetti.. (non l’abbiamo ancora detto al Monno… e poi ci sarebbe Natale…), si può fare un po’ dopo?
“Facciamo il 7 gennaio?”
“Vada per il 7 gennaio.”E’ stato così che domenica 6 gennaio mamma, papà e il Monno (per l’occasione orgogliosamente figlio unico) sono partiti per Trieste, bella città, sfortunatamente dannatamente lontana.
Il cucciolo, ovviamente stracoccolato, ha quindi realizzato che nessuna delle sue sorelle era mai stata in Friuli (evvai!) e ha piazzato giù una faccia da cucciolo bastonato obbligando moralmente a deviare per espatriare in Slovenia per classica foto ricordo (evvai bis!), poi ha provato anche a convincere che pure la Croazia non era lontana… ma gli Ovo genitori avevano raggiunto il limite.
In serata classico giro per la città, supermega pizza e tutti a nanna perché eravamo stanchi; non prima però di aver chiarito tutti i dubbi…
“Mamma… ma mi faranno male?”
“No cucciolo… ti addormentano, non sentirai nulla. Mettono una piccola macchina fotografica legata ad un tubicino e ti fanno delle foto che poi studiano con calma.”
“E se non riescono più a tirare su il tubicino?”
“? Scusa?”
“E se il tubicino si rompe? Mi rimane la fotocamera in pancia?”
“No,… tranquillo….”
“E domani mattina non posso fare la colazione? Ma io avrò fame!”
“Monno, ti fanno questo esame per evitare di fare gli esami del sangue (che tu detesti) ogni due mesi… vuoi farli?”
“No! (giammai! Vade retro!)”

Poi, il nostro eroe è davvero stato un campioncino, si è accucciato tra mamma e papà, ha chiesto tutto quello che c’era da chiedere, ha tirato un sospiro di sollievo quando ha scoperto che avrebbe fatto un esame del sangue … ma solo dopo esser stato anestetizzato e ha pianto ma solo un pochino e all’ultimo minuto.

I dottori ce lo hanno ridato addormentato su un lettino, spiaggiato come una piccola balenottera in riva al mare; tempo due ore ed era bello pimpante con mezzo chilo di focaccia in bocca pronto per rientrare a casa e “No! In Croazia non andiamo!”

Cosa che abbiamo capito da questa trasferta…
1)        che la burocrazia può essere sconfitta. Noi non abbiamo fatto nulla, ci hanno dato un appuntamento e senza uno straccio di documento in mano ci siamo presentati in un ospedale distante 400 km; li hanno fatto tutto e ci ridaranno i risultati a fine febbraio. Semplice come dirlo.
2)        che mentre papà e mamma sono preoccupati per l’esito dell’esame, il Monno era preoccupato di ritrovarsi con una macchina fotografica in pancia causa filo spezzato. Punti di vista.
3)        che i racconti del Monno i giorni successivi alle sue sorelle hanno ampliato la portata dell’evento sfiorando l’operazione a cuore aperto fatta a mani nude senza anestesia… ma giustamente nessuno smentirà mai.
4)        che poi basta una maglietta, quella giusta, ed il sorriso che scaccia le paure è tornato subito… 

PS: dal diario del Monno:
Cose da fare nelle vacanze di natale:

25 dicembre Festa di natale
26 dicembre Festa di Santo Stefano
31 dicembre Festeggiare il capodanno
30 dicembre – 3 gennaio andare a sciare
7 gennaio: operazione me!

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