In questa settimana gli Ovetti hanno avuto impegni… diversi…Pica arrancava prima mantenendo un certo contegno, poi verso la fine della settimana arrivando piallata ogni sera a casa, fino a quando, venerdì, si infilava a letto praticamente immediatamente dopo cena. Sabato mattina, finalmente, sosteneva l’esame di inglese per cui si è impegnata in modo eccezionale negli ultimi due mesi e poi, una volta a casa, si è prima gettata sul divano e poi si è spalmata a letto recuperando il recuperabile del sonno perso. La settimana prossima dovrebbe essere più tranquilla.
Il Monno, dal canto suo, rientrato da gara importante in Liguria ha accennato alla possibilità che i selezionatori della sua federazione lo tenessero in considerazione per una importantissima gara in Cechia. “Papà non mi chiameranno mai!” ha sentenziato con quella sicumera che ogni tanto è sua. E infatti a metà settimana è arrivata la convocazione con tanto di “Wow”, giubilo, sorrisoni e, giustamente, soddisfazione.
Dall’altra parte dell’oceano l’Ovetta ha ricevuto la maglia della locale squadra di Atletica, ha fatto allenamenti “stile Marines… papà non ci puoi credere”, è diventata un po’ la mascotte della squadra e, a metà settimana, è andata, pulmino giallo munita, al primo triangolare dove le è stato chiesto di affrontare tre gare. Lei, dopo esser svenuta, ha barattato e ottenuto di fermarsi a due prestazioni: l’inusuale “Miglio” e gli “800mt”. Grande tifo di squadra, buona prestazione cronometrica nella prima gara e ottimo terzo tempo nella seconda. Poi ha arrancato per il resto della settimana, lei e il suo acido lattico.
Mamma Ova, banalmente, ha tenuto su tutta la baracca perché papà Ovo, con la gioia negli occhi, con la felicità nel cuore, con l’umore tipico di un condannato davanti al patibolo, ha inanellato la terza settimana in Germania nelle ultime quattro battendo il suo record negativo e pure di gran lunga.
Ma poi è arrivato il fine settimana, il sole quasi caldo, i tulipani, l’erbetta fresca che ricomincia a crescere, il limone spacchettato perché non serve più proteggerlo e nell’aria, a dire il vero ancora un po’ freschina, quella sensazione che sì… la primavera sta arrivando.