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Buon compleanno Pica #4

A te,

 

A te che  “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a marzo… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che al mattino ci vogliono le bombe per svegliarti, che qualsiasi orario prima delle 10,30 è da considerarsi tortura sui minori e che dormi con le luci, la finestra aperta, un concerto rock in sottofondo e chi ne ha più ne metta.

A te che canti. Canti in macchina, canti a tavola, canti quando vai a dormire, canti sotto la doccia, canti in inglese, canti mentre sei sul water… sempre e comunque, tu canti.

A te che “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a maggio… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che quando devi correre…. saltelli e sei molto buffa. E nessuno deve superarti perché tu sei la più veloce di tutti.

A te che quando proprio ti svegliano e non alle 10,30 (… sorry darling) vai in bagno, fai la pipì, ti rechi in cucina e ti siedi per colazione… ma non hai ancora aperto gli occhi ! E vuoi mangiare solo yogurt e biscotti. Ma non a caso, nossignori,… yogurt senza “chicchi” (dicesi “chicco” qualsiasi pezzo di qualsiasi sostanza sciolta in qualsiasi yogurt) e biscotti rigorosamente al “ciocco”.

A te che come regalo voglio “un computer!”. “Tesoro ma non ti sembra di esagerare?” “Allora voglio una fotografica”. “Allora, si dice “macchina fotografica” e anche questa forse è troppo per una bimba di quattro anni”. “Però io posso essere un computer?” “Si, tu puoi essere un computer.” “Che bello!!!”… e sei felice.

A te che il mondo senza l’Ovetta e il Monno non esiste, e da loro impari di nascosto, senza farti vedere, e così scopriamo che sai scrivere già tutte le letterine, conosci l’alfabeto e rispondi “Yes” alle domande, ma nessuno ti ha mai insegnato nulla del genere.

A te che “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a luglio… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che quest’anno sei rimasta sola ad andare all’asilo e sì… ti piace…. Però che nervoso che i tuoi fratelli vanno tutti e due alle elementari!!!

A te che hai un sorriso bellissimo e sei solare e dolce ma, se qualche cosa va storto, incroci le braccia e metti giù una faccia da arrabbiatissima; anzi da “allabbiatissima”. Diciamo un po’ volubile, eh?

A te che devi fare tutto quello che fanno i tuoi fratelli perché, sempre e comunque, “IO NON SONO PICCOLA”.

A te “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a settembre… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che ti piace nuotare… ma solo con quella maestra lì, … con quell’altra non tanto; e a te che fai ginnastica… ma solo nella palestra blu, …. In quella verde non ti piace. Non è sempre tanto semplice starti al passo.

A te che ogni tanto a tavola interroghi i tuoi fratelli sulle tabelline “quanto fa 5 x 4?” e poi ti giri verso mamma e papà e sottovoce chiedi (“mi dici quanto fa 5 x 4 così controllo se l’Ovetta o il Monno sbagliano?”)

A te che, quando vai a letto, ti trasformi nella maestra M. o nella maestra V. e sgridi sonoramente tuo fratello: “eh no! Adesso si dorme, non si chiacchera! Hai capito! Mi raccomando eh? Adesso si deve fare silenzio, hai capito? “ e vai avanti così per un quarto d’ora. Peccato che i tuoi fratelli piano piano si siano addormentati per davvero …. Ma tu imperterrita continui a redarguirli.

A te che nelle ultime settimane hanno festeggiato il compleanno: nonna Patriottica, nonno Motore, Nonno Etto e lo zio A… e tu no: ma questo è un complotto!

A te che la confusione non ti piace per niente e se ci sono troppi bimbi in giro ti attacchi a mamma come una cozza e li osservi: combattuta tra la voglia di andare anche tu e la paura di trovarti in quel marasma.

A te che quest’estate sei stata catapultata a Parigi e a Londra scarpinando per una dozzina di km al giorno; e tu, tre anni e mezzo, non hai battuto ciglio e hai camminato in ogni dove, salvo alla sera dichiarare con tranquillità: “sono un po’ stanchina!”

A te che nelle preghiere della sera ringrazi sempre di essere stata a scuola,  a te che fai discorsi da grandi, a te che devi sempre sapere dove sono l’Ovetta ed il Monno; a te che disegni dei fantastici bambini, con i capelli lunghissimi e le mani grandissime come ad accogliere tutto il mondo; a te che quest’anno hai deciso che qualche “grandone”, amico di mamma e papà, in fondo può essere anche tuo amico, a te che hai una zeppola bellissima, a te che corri sempre incontro a mamma e papà quando rientrano a casa, a te che li abbracci e sembri davvero una scimmietta, a te che stai diventando grande e quest’anno hai fatto queste e mille altre cose ancora…

…sì proprio e, soprattutto, finalmente a te,

buon quarto compleanno Pica.

1610pica

 

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ALLL papà

Questa settimana papà Ovo ha passato la parte centrale della settimana in trasferta.
Non ha quindi assistito all’escalation di consapevolezza che ha via via raggiunto Pica la quale, nel breve volgere di una settimana, ha:
1) dapprima capito che ci sarebbe stata una non meglio specificata “festa del papà”;
2) in seconda battuta, ha realizzato che avrebbe potuto, come tutti gli altri Ovetti del suo fiocco, imparare una piccola poesia per detta festa;
3) incredibilmente… avendo ella un papà… beh! Ma allora sarebbe stata una festa anche del SUO papà! (folgorazione che faceva passare l’evento da “così così” a “estremamente importante”);
4) altrettanto incredibilmente, lei stessa avrebbe potuto imparare una poesia per la festa del SUO papà (seconda folgorazione, e a questo punto si comincia a parlare della festa più importante al mondo)!

Alla cucciola si è aperto un mondo e pare essersi impegnata allo spasimo per ben figurare nell’imminente festa del papà (il che tradotto vuol dire aver ripetuto allo spasimo la poesiola a mamma nei giorni precedenti e non si sa bene quante volte durante il giorno alle maestre).

Poi, giovedì sera, un ignaro papà varca la porta di casa.

“Sono tornato!”
“Ciao papàààààààààà” Urla Pica correndogli incontro e gettandosi come al solito in braccio; anzi no! La cucciola rallenta, poi si ferma e comincia un pistolotto enciclopedico che diceva presapoco così:
“Ciao papà, e domani è il tuo compleanno. Anzi no, il tuo compleanno è sabato e allora io sabato ti dico la poesia e te la dico anche venerdì. E te la dico anche adesso. E poi sabato che è il tuo compleanno ti faccio anche un regalo che abbiamo fatto al fiocco arancio. E adesso non ti posso dire che cosa è perché è una sorpresa e comunque è una coccinella rossa ma non te lo posso dire, vuoi sentire la poesia?”
Papà Ovo riesce a non ridere in faccia alla cucciola. “Certo che la voglio sentire Pica, però non è il mio compleanno, è la festa del papà.”
La piccola non bada al dettaglio, si concentra, si para davanti al vetusto, manine intrecciate dietro la schiena, petto e pancia in fuori e orgogliosamente comincia a recitare:
“ALLLL PAPÀ !!!” (titolo)
… (segue momento di silenzio… per dare più enfasi… momento prolungato di silenzio per massima enfasi…. Momento lunghissimo di silenzio… perché la piccola si è dimenticata l’incipit), la cucciola strizza gli occhietti per cercare nella sua memoria (e sì che l’ho detta così tante volte), poi guarda di sottecchi mamma Ova che a questo punto interviene come suggeritrice “..che bello…” e allora la cucciola si rianima e via più spedita che mai, tronfia e soddisfatta.

“E poi te la dico anche domani e anche sabato che è il tuo compleanno”.

Sabato mattina poi, quando sua maestà ha dato il primo cenno di vita alle 9,20, come ogni sabato, si è accollata al vecchio padre che la porta di peso in bagno per fare pipì in modo che la cucciola possa tenere gli occhi chiusi ancora un poco; questa volta però le gli ha sussurrato in un orecchio:
“Ma oggi è sabato?”
“Sì, tesoro.”
“Allora è il tuo compleanno?”
“Non è il mio compleanno, ma è la mia festa”
Allora la cucciola ha alzato il capoccione, ha incredibilmente aperto gli occhi e ha esclamato “Auguri papà!” stampandogli un bacio su una guancia. “E adesso ti dico una poesia nuova che comincia così: ALLL PAPÀ !!!”

 

Nel pomeriggio poi il vecchio genitore è stato omaggiato di un bellissimo lavoretto che, sorpresa sorpresa, consisteva in una coccinella rossa fatta a mano!

E mentre papà Ovo gongolava alla ventesima ripetizione di ALL PAPA’… un sottile senso di inadeguatezza si stava per insinuare nella mente del genitore.

Venerdì sera, casa Ovetti
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Ovetta perché piangi?”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Dai Ovetta, ma è stata una bella giornata, cosa è successo?”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Monno? Le hai fatto qualche cosa?”
“No papà”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Pica cosa è successo?”
“Non lo so. Posso dirti la mia poesia che comincia con ALLL PAPÀ ?”
“Non ora Pica. Dai Ovetta, adesso basta. Dimmi cos’hai?”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”

“Ueeeeeeeee!!!!!!… è che…Ueeeeeeeee!!!!!!… io voglio…Ueeeeeeeee!!!!!!… voglio che tutti stiano bene e siano sempre tutti felici e contenti ma so che ci sono bimbi poveri…Ueeeeeeeee!!!!!!”

Madre Ovetta da Calcutta è tra noi… ma papà davvero non sa cosa fare!

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Cof cof

Lunedi mattina… sul presto…
“Pica… svegliati…. Dobbiamo andare a scuola”
“mmmmm….”: la cucciola si rigira nel letto, …tutto normale.
“Pica stiamo facendo tardi”
“mmmmm….”: la cucciola si ri-ri-gira nel letto… tutto normale.
“Pica, adesso ti alzo io, va bene?”
“mmmmm… sì”: la cucciola, da principessa consumata, da il suo assenso ad essere alzata di peso e trasportata direttamente sul vater… tutto normale.
“Oh issa! Ecco, adesso andiamo sul vater…. ma… aspetta un pochetto… mi sembri caldina…”. No, questo non è normale.
Seguono nell’ordine

  • Misurazione temperatura
  • Constatazione della temperatura 37,5 ore 7,47
  • Allerta Ucas di “reperibilità” (“Muoversi! Veloci! Avete 10 minuti per arrivare! Cosa fate? Domande? Ma siete pazzi! State perdendo tempo! Vi restano solo 9 minuti e mezzo!)
  • Stravolgimento routine mattutine (Il Monno non la prende mai bene, l’Ovetta entra in modalità “mammina” o “sorellona” che dir si voglia).

Bollettino medico del lunedì sera
“Paziente stabile, febbre scarsa (37,7 max), appetito mediocre (nella scala Pichesca sarebbe meglio dire scarso)”
Bollettino medico del martedì mattina
“Notte passata molto bene, condizioni stabili.”
Bollettino del martedì sera
“Nulla da segnalare… condizioni stabili, il paziente comincia a dare segni di irritazione dati dalla clausura protratta.”
Bollettino del mercoledì mattina
“Lieve incremento della temperatura (38°), accenno di tosse, notte turbolenta, diminuzione dell’appetito.” Leggasi: gli Ovo genitori hanno fatto la staffetta con il letto della cucciola la quale dimostra di esser malata grave dal fatto che non mangia più.
Bollettino del mercoledì sera
“Ulteriore lieve incremento della temperatura (38,5), tosse conclamata, zero appetito”.
Gli Ovo genitori vanno a dormire alle 22,00 sapendo che la nottata non sarà facile”
Bollettino del giovedì mattina
“Temperatura a oltre 39° (di mattina!), tosse secca e continuativa, occhi chiusi anche a comando, notte… non pervenuta (nel senso che non si è chiuso occhio)”
Papà Ovo dopo una siffatta nottata decide che è giunto il momento di abbandonare la baracca e s’inventa una trasferta di lavoro (meglio una due giorni tra Siena e Bolzano piuttosto che un’altra notte qua); mamma Ova decide di consultare la PediNazi che, ascoltati i sintomi esclama “la febbre poteva andare peggio, non la definirei ancora “importante”. Comunque è ammalata metà della popolazione sotto i 6 anni, ora non ho tempo per voi, venite in studio alle 17,45 non un minuto in ritardo. Click!” (ora vi ricordate perché la chiamiamo PediNazi)
Bollettino di giovedì sera
“Temperatura oltre i 40°C, occhi perennemente chiusi, naso gocciolante, testa ciondolante e attitudine ad addormentarsi in piedi; fame…what’s fame?”
La PediNazi ha visitato la cucciola, le ha controllato il controllabile, l’ha fatta piangere, ha innalzato lo stato della febbre da “mediocre” a “importante”, ha appiccicato una coccarda con scritto “campionessa di coraggio” sul maglioncino della cucciola, ha sentenziato: “continuate così, per domenica passa, altrimenti chiamatemi domenica sera che partiremo con gli antibiotici… ma non mi chiamerete.” E ha spedito fuori in un amen Pica e mamma Ova onde poter riprendere a visitare Ovetti stramalati senza soluzione di continuità.
Alla sera, papà Ovo tenta di incoraggiare la piccola per telefono: “Pica combatti la febbre, dai che se forte!” “Papà io ho conbuttuto, davvero, ho conbuttuto!”
Bollettino di venerdì mattina
“Temperatura oltre i 40,5°C, occhi-testa-voce-equilibrio-appetito… non pervenuti.”
Mamma Ova stralunata, papà Ovo (che era in trasferta) pure perché non è riuscito a dormire non si sa perché.”
Bollettino di venerdì pomeriggio
“Temperatura stabile oltre i 39°C e paziente ormai sull’orlo dell’isteria causa confinamento nelle quattro mura di casa; al rientro di papà Ovo la piccola si lancia con la sua solita allegria verso il genitore appena rientrato… salvo accorgersi che si fa troppa fatica e deviare verso il divano per un riposino”.
Bollettino di sabato mattina
“Febbre per la prima volta in decisa ritirata (solo 38° alle 9 di mattina); morale della piccola in ripresa (dovuto al fatto che finalmente a casa ci sono anche mamma, papà e i fratelli)”
In compenso la tosse impera e la cucciola si diverte a tossire in piena faccia agli astanti. Papà Ovo, in nottata, riesce a mancare il bicchierino dello sciroppo con relativo abbondante sversamento ma, essendo le tre di notte ed essendo particolarmnete rintronato, se ne accorge solo dopo aver versato mezzo contenitore; in mattinata si nota un vago odore di Tachipirina-sciroppo per tutta la cucina.
Bollettino di sabato sera
Per tenere alto il morale della truppa, l’intera famiglia Ovetti si siede sul divano per la visione dell’intera performance della recita di Natale (starring Pica e Monno, con brevi carrellate anche sull’Ovetta); Pica sembra interessata, ogni tanto si gira verso suo fratello e gli tossisce in faccia; poi, al termine, balza giù dal divano e corre in direzione cameretta.
“??? Pica dove vai?”
“A letto!” (quando una bimba di tre anni si precipita a letto senza nemmeno dirtelo forse non è ancora proprio a posto a sposto, ecco.)

Poi, domenica mattina, come predetto dalla PediNazi, il termometro si ferma a 36,5 e li rimarrà per tutta la giornata (ecco perché malgrado sia Nazi ci teniamo questa Pedi), gli occhi si riaprono, la piccola si sbafa un panino per aperitivo e la tosse… no, quella c’è ancora ma non si può avere tutto dalla vita.
Insomma, “brava Pica: hai conbuttuto bene!”
Sì…
però…
Monno perché non mangi?
“Ho un po’ freddino.”



38°C
(sigh si ricomincia!)

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