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Befania

“Cosa state facendo?”
(Ahi! Pica se ne è accorta!… potrebbe non prenderla benissimo….)
“Stiamo rimettendo tutti gli addobbi natalizi negli scatoloni, le feste sono finite. Vuoi aiutarci anche tu?”


La piccola ci pensa su e prima di acconsentire decide di chiarire la faccenda…
“Ma l’anno prossimo tornano tutti?”
“Sì, certo, e magari ne compriamo anche qualcuno nuovo”
“Ma tornano anche le statuine del presepe (che poi sono la cosa che più di tutte mi importa)?”
“Sì, certo tutte”
“Anche Gesù bambino?”
“Sì, certo”
“Anche Daniele, Gioele e Lucio?”
“??? Chi???”
“I tre re magi!”
“Veramente si chiamano Melchiorre, Baldassarre e Gaspare.”
“Non è vero. Io i tre re magi li ho chiamati Daniele, Gioele e Lucio”
“Ah. Va bè. Sì, comunque tornano anche loro alla fine dell’anno; vedrai che sarà un anno pieno di novità!”

La piccola guarda di traverso papà Ovo, sospettosa.
“Cosa vuol dire novità?”
“Novità? Beh, per esempio hai già cominciato a sciare e vedrai che andremo ancora tante altre volte… così diventi bravissima!”
La piccola spalanca un sorriso a ottantaquattro denti.
“Poi settimana prossima cominci le gare ufficiali di atletica (speriamo bene)”
Pica spalanca gli occhi e porta una manina alla testa: “Davvero? Di già?… Oh mamma mia!”
“E poi dopo andrai alla scuola elementare”

“Uuuuu… Che paura. Ma ci vado domani?”

“No, non domani. Ci vai a settembre; domani torni al fiocco arancio.”
“Meno male, …sai papà,…. Non avevo salutato le maestre M. e V…. e se domani non ci vado LORO sentono la mia mancanza.”
“Capisco…. Fai bene ad andarci ancora, così LORO non sentono troppo la tua mancanza almeno fino a settembre; insomma, sarà un anno con un sacco di cose nuove e oggi, come dice il proverbio, è l’Epifania che tutte le feste si porta via!”

“Ma oggi è arrivata la befana.”
“Sì, e allora?”
“E allora papà hai sbagliato! Oggi è la Befania… che tutte le feste si porta via.”

Buona Befania a tutti!

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Buon compleanno Pica #4

A te,

 

A te che  “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a marzo… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che al mattino ci vogliono le bombe per svegliarti, che qualsiasi orario prima delle 10,30 è da considerarsi tortura sui minori e che dormi con le luci, la finestra aperta, un concerto rock in sottofondo e chi ne ha più ne metta.

A te che canti. Canti in macchina, canti a tavola, canti quando vai a dormire, canti sotto la doccia, canti in inglese, canti mentre sei sul water… sempre e comunque, tu canti.

A te che “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a maggio… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che quando devi correre…. saltelli e sei molto buffa. E nessuno deve superarti perché tu sei la più veloce di tutti.

A te che quando proprio ti svegliano e non alle 10,30 (… sorry darling) vai in bagno, fai la pipì, ti rechi in cucina e ti siedi per colazione… ma non hai ancora aperto gli occhi ! E vuoi mangiare solo yogurt e biscotti. Ma non a caso, nossignori,… yogurt senza “chicchi” (dicesi “chicco” qualsiasi pezzo di qualsiasi sostanza sciolta in qualsiasi yogurt) e biscotti rigorosamente al “ciocco”.

A te che come regalo voglio “un computer!”. “Tesoro ma non ti sembra di esagerare?” “Allora voglio una fotografica”. “Allora, si dice “macchina fotografica” e anche questa forse è troppo per una bimba di quattro anni”. “Però io posso essere un computer?” “Si, tu puoi essere un computer.” “Che bello!!!”… e sei felice.

A te che il mondo senza l’Ovetta e il Monno non esiste, e da loro impari di nascosto, senza farti vedere, e così scopriamo che sai scrivere già tutte le letterine, conosci l’alfabeto e rispondi “Yes” alle domande, ma nessuno ti ha mai insegnato nulla del genere.

A te che “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a luglio… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che quest’anno sei rimasta sola ad andare all’asilo e sì… ti piace…. Però che nervoso che i tuoi fratelli vanno tutti e due alle elementari!!!

A te che hai un sorriso bellissimo e sei solare e dolce ma, se qualche cosa va storto, incroci le braccia e metti giù una faccia da arrabbiatissima; anzi da “allabbiatissima”. Diciamo un po’ volubile, eh?

A te che devi fare tutto quello che fanno i tuoi fratelli perché, sempre e comunque, “IO NON SONO PICCOLA”.

A te “tesoro… no, non è ancora il tuo compleanno… siamo a settembre… non fare quel faccino triste, e non è vero che non arriva mai il tuo compleanno, vedrai!”

A te che ti piace nuotare… ma solo con quella maestra lì, … con quell’altra non tanto; e a te che fai ginnastica… ma solo nella palestra blu, …. In quella verde non ti piace. Non è sempre tanto semplice starti al passo.

A te che ogni tanto a tavola interroghi i tuoi fratelli sulle tabelline “quanto fa 5 x 4?” e poi ti giri verso mamma e papà e sottovoce chiedi (“mi dici quanto fa 5 x 4 così controllo se l’Ovetta o il Monno sbagliano?”)

A te che, quando vai a letto, ti trasformi nella maestra M. o nella maestra V. e sgridi sonoramente tuo fratello: “eh no! Adesso si dorme, non si chiacchera! Hai capito! Mi raccomando eh? Adesso si deve fare silenzio, hai capito? “ e vai avanti così per un quarto d’ora. Peccato che i tuoi fratelli piano piano si siano addormentati per davvero …. Ma tu imperterrita continui a redarguirli.

A te che nelle ultime settimane hanno festeggiato il compleanno: nonna Patriottica, nonno Motore, Nonno Etto e lo zio A… e tu no: ma questo è un complotto!

A te che la confusione non ti piace per niente e se ci sono troppi bimbi in giro ti attacchi a mamma come una cozza e li osservi: combattuta tra la voglia di andare anche tu e la paura di trovarti in quel marasma.

A te che quest’estate sei stata catapultata a Parigi e a Londra scarpinando per una dozzina di km al giorno; e tu, tre anni e mezzo, non hai battuto ciglio e hai camminato in ogni dove, salvo alla sera dichiarare con tranquillità: “sono un po’ stanchina!”

A te che nelle preghiere della sera ringrazi sempre di essere stata a scuola,  a te che fai discorsi da grandi, a te che devi sempre sapere dove sono l’Ovetta ed il Monno; a te che disegni dei fantastici bambini, con i capelli lunghissimi e le mani grandissime come ad accogliere tutto il mondo; a te che quest’anno hai deciso che qualche “grandone”, amico di mamma e papà, in fondo può essere anche tuo amico, a te che hai una zeppola bellissima, a te che corri sempre incontro a mamma e papà quando rientrano a casa, a te che li abbracci e sembri davvero una scimmietta, a te che stai diventando grande e quest’anno hai fatto queste e mille altre cose ancora…

…sì proprio e, soprattutto, finalmente a te,

buon quarto compleanno Pica.

1610pica

 

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ALLL papà

Questa settimana papà Ovo ha passato la parte centrale della settimana in trasferta.
Non ha quindi assistito all’escalation di consapevolezza che ha via via raggiunto Pica la quale, nel breve volgere di una settimana, ha:
1) dapprima capito che ci sarebbe stata una non meglio specificata “festa del papà”;
2) in seconda battuta, ha realizzato che avrebbe potuto, come tutti gli altri Ovetti del suo fiocco, imparare una piccola poesia per detta festa;
3) incredibilmente… avendo ella un papà… beh! Ma allora sarebbe stata una festa anche del SUO papà! (folgorazione che faceva passare l’evento da “così così” a “estremamente importante”);
4) altrettanto incredibilmente, lei stessa avrebbe potuto imparare una poesia per la festa del SUO papà (seconda folgorazione, e a questo punto si comincia a parlare della festa più importante al mondo)!

Alla cucciola si è aperto un mondo e pare essersi impegnata allo spasimo per ben figurare nell’imminente festa del papà (il che tradotto vuol dire aver ripetuto allo spasimo la poesiola a mamma nei giorni precedenti e non si sa bene quante volte durante il giorno alle maestre).

Poi, giovedì sera, un ignaro papà varca la porta di casa.

“Sono tornato!”
“Ciao papàààààààààà” Urla Pica correndogli incontro e gettandosi come al solito in braccio; anzi no! La cucciola rallenta, poi si ferma e comincia un pistolotto enciclopedico che diceva presapoco così:
“Ciao papà, e domani è il tuo compleanno. Anzi no, il tuo compleanno è sabato e allora io sabato ti dico la poesia e te la dico anche venerdì. E te la dico anche adesso. E poi sabato che è il tuo compleanno ti faccio anche un regalo che abbiamo fatto al fiocco arancio. E adesso non ti posso dire che cosa è perché è una sorpresa e comunque è una coccinella rossa ma non te lo posso dire, vuoi sentire la poesia?”
Papà Ovo riesce a non ridere in faccia alla cucciola. “Certo che la voglio sentire Pica, però non è il mio compleanno, è la festa del papà.”
La piccola non bada al dettaglio, si concentra, si para davanti al vetusto, manine intrecciate dietro la schiena, petto e pancia in fuori e orgogliosamente comincia a recitare:
“ALLLL PAPÀ !!!” (titolo)
… (segue momento di silenzio… per dare più enfasi… momento prolungato di silenzio per massima enfasi…. Momento lunghissimo di silenzio… perché la piccola si è dimenticata l’incipit), la cucciola strizza gli occhietti per cercare nella sua memoria (e sì che l’ho detta così tante volte), poi guarda di sottecchi mamma Ova che a questo punto interviene come suggeritrice “..che bello…” e allora la cucciola si rianima e via più spedita che mai, tronfia e soddisfatta.

“E poi te la dico anche domani e anche sabato che è il tuo compleanno”.

Sabato mattina poi, quando sua maestà ha dato il primo cenno di vita alle 9,20, come ogni sabato, si è accollata al vecchio padre che la porta di peso in bagno per fare pipì in modo che la cucciola possa tenere gli occhi chiusi ancora un poco; questa volta però le gli ha sussurrato in un orecchio:
“Ma oggi è sabato?”
“Sì, tesoro.”
“Allora è il tuo compleanno?”
“Non è il mio compleanno, ma è la mia festa”
Allora la cucciola ha alzato il capoccione, ha incredibilmente aperto gli occhi e ha esclamato “Auguri papà!” stampandogli un bacio su una guancia. “E adesso ti dico una poesia nuova che comincia così: ALLL PAPÀ !!!”

 

Nel pomeriggio poi il vecchio genitore è stato omaggiato di un bellissimo lavoretto che, sorpresa sorpresa, consisteva in una coccinella rossa fatta a mano!

E mentre papà Ovo gongolava alla ventesima ripetizione di ALL PAPA’… un sottile senso di inadeguatezza si stava per insinuare nella mente del genitore.

Venerdì sera, casa Ovetti
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Ovetta perché piangi?”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Dai Ovetta, ma è stata una bella giornata, cosa è successo?”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Monno? Le hai fatto qualche cosa?”
“No papà”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”
“Pica cosa è successo?”
“Non lo so. Posso dirti la mia poesia che comincia con ALLL PAPÀ ?”
“Non ora Pica. Dai Ovetta, adesso basta. Dimmi cos’hai?”
“Ueeeeeeeee!!!!!!”

“Ueeeeeeeee!!!!!!… è che…Ueeeeeeeee!!!!!!… io voglio…Ueeeeeeeee!!!!!!… voglio che tutti stiano bene e siano sempre tutti felici e contenti ma so che ci sono bimbi poveri…Ueeeeeeeee!!!!!!”

Madre Ovetta da Calcutta è tra noi… ma papà davvero non sa cosa fare!

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