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Pasqua è…

Quando tutta la famiglia Ovetti, giovedì pomeriggio, lascia una Ovetti town assolata e punta dritto verso il mare per togliersi di dosso l’inverno ormai finito. E scopre che al mare invece c’è brutto tempo e fa freddo più o meno come se fosse inverno.

Quando appena arrivati al mare, anche se il tempo fa schifo, gli Ovetti proprio non ce la fanno a non andare in spiaggia…e già che ci siamo come si fa a non giocare con la sabbia… e a questo punto davvero non possiamo toglierci le scarpe. E questa è felicità.

Quando venerdì tutti imbacuccati, perché non è che il tempo sia poi meglio, il Monno punta dritto alla stazione dei treni, tappa obbligata di ogni giorno estivo e, a quanto pare, anche primaverile. Alla fine della giornata saranno 16 i treni osservati che il piccolo cataloga tra “treni veloci”, “treni piano”, “treni merci”, “treni vivalto” e “frecciabianca”. Papà Ovo, irrigidito sulla panchina tra il binario due e il binario tre, viene staccato a suon di martellate da un passante.

Quando facendo un giretto per il paese mamma Ova spiega che i segnali della “via crucis” indicano le tappe della strada che Gesù ha fatto il suo ultimo giorno. “Ah, non sapevo che Gesù fosse passato da Deiva Marina!”… vabbè, potevamo spiegarlo meglio.

Quando al parchetto giochi scopri che i giochi sono quelli dell’anno scorso… ma i nanetti non si fidano e li devono riprovare tutti. Non si sa mai!

Quando il sabato ti svegli e finalmente c’è un bel sole caldo… e infatti tutta la famiglia è attesa a Modena da amici (dove però almeno c’era lo stesso caldo sole).

Quando, come da tradizione, i nanetti arrivano timidi timidi, poi piano piano il Monno si lascia andare, allora anche l’Ovetta si lascia andare e Pica… no, beh, non esageriamo, lei ci tiene a mantenere le distanze. Che questi qui poi… guarda che facce che hanno… non c’è da fidarsi.

Quando, come sempre da tradizione, nel locale “ruzzolano ma buono” i tre assaggiano titubanti gnocco fritto, tigelle, salumi e formaggi vari… poi l’Ovetta toglie i freni e mangia a man bassa, il Monno si crea le porzioni di riserva nel piatto allungandosi su ogni vassoio che capiti a tiro e Pica… beh, lei non parla più: la bocca è perennemente piena.

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(Il gnocco fritto soccombe tra le Pica-fauci)

Quando mamma e papà Ovo si abbandonano a quattro chiacchere in compagnia mentre zio Felipe fa giocare gli Ovetti… o forse erano gli Ovetti che stavano facendo giocare zio Felipe?

Quando domenica, tornati al mare (e tornato il tempo brutto), si decide di passare la mattinata in spiaggia a costruir castelli di sabbia per la gioia di papà Ovo. E si finisce con gli Ovetti che prima fanno pipì tutti e tre nel mare e poi tutti e tre si vanno a “pucciare” i piedini nel mare; e a quel punto sarebbe ora di andare… ma Pica pensa bene di raccogliere un po’ di sabbia e vedere che effetto fa mescolarla ai capelli in testa a papà.

Quando andando a zonzo l’Ovetta chiede “cos’è quella pallottola che ha quel cane?”.
La “pallottola” erano i testicoli e di lì ne scaturisce una gran disserzione sulle differenze nelle parti bassi tra i cani, gli uomini, le donne e i bambini… un gran miscuglio.

Quando ad un certo punto spuntano tre bellissime uova di cioccolato… e l’eccitazione sale improvvisamente; poi i tre cercano di aprire ognuno il suo districandosi tra carte, fiocco e laccetti… e l’eccitazione sale ancor di più; poi finalmente ecco pararsi davanti il cioccolato… e stamparsi tre sorrisoni giganti; poi parte la caccia alla sorpresa e i tre nanetti si impegnano ad aprire l’uovo e tirar fuori il pacchettino; infine eccoli con il loro nuovo giochino… o almeno l’Ovetta ed il Monno…. Sì, perché Pica… beh lei ha mezzo uovo di cioccolato in una mano, l’altra metà nell’altra mano ed una quantità imprecisata in bocca. Ognuno ha le sue priorità!

 

Insomma, gli Ovetti hanno passato una buona Pasqua al mare riposandosi.
Domani si torna a casa.

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Stayn’ Alive

Ore 8.45         Con immancabile esattezza cronometrica la giornata inizia con la classica sveglia del Monno: “Mi scappa la pipì…. Qualcuno mi viene ad aiutare?”
Non si venga tratti in inganno dall’orario eccellente: stante l’arrivo dell’ora legale le ore 8.45 in realtà sono le ore 7.45 per il fuso orario del Monno, ora standard in cui tutta la famiglia Ovetti si alza.
Ore 9.15         Papà Ovo, precedentemente incaricato di far fare la pipì al Monno, ma a cui viene poi regalata un’ulteirore mezz’ora di sonno, raggiunge la famiglia tutta in cucina per la colazione.
Basta uno sguardo per capire che la situazione metereologica non è migliorata nottetempo: una nebbiolina fitta, densa e novembrina si stende a perdita d’occhio; il che stride non poco con la faccia dell’Ovetta immersa in una colomba pasquale.
Ore 10,43       Mentre l’Ovetta e il Monno giocano in totale autonomia e mentre mamma e papà Ovo rassettano la casa per prepararla all’arrivo degli Ucas, Pica decide che potrebbe esser giunta l’ora di svegliarsi dopo “solo” 11 ore di sonno: cresta all’aria e sorriso sdentato, dopo la prima tetta di giornata viene accomodata sulla sdraietta dove  passerà le successive 4 ore in un crescendo di decibel costante.
Ore 12,14       “Guadda papà, c’è il Papa nuovo, a me mi sembra un po’ vecchetto però za un bel zorrizo.”
“Hai proprio ragione Monno, è un po’ vecchietto ma ha proprio un bel sorriso.”
“Ma quando ha finito di andaRe in giRo con quella macchina senza il tetto va a mangiaRe?”
“Credo di sì.”
“Con la sua mamma e il suo papà?”
“Non credo proprio, la sua mamma e il suo papà saranno già andati in cielo.”
“E cosa mangia? La colomba? O un uovo di cioccolato? Papà lo sai cosa mangia il papa nuovo?”
“Ehmmm….” DRRIIINNN !!!
L’arrivo degli Ucas salva papà Ovo da un serrato interrogatorio concernente il menù di sua Santità.
Ore 13,41       Dopo i salumi, la mousse di prosciutto, i gamberetti, le uova, l’insalata russa, i fagottini, il capretto cotto in due modi, la macedonia e la colomba; dicevo: dopo che gli Ovetti hanno assaggiato praticamente tutte queste cose entra in scena sua maestà l’uovo di cioccolato.
Seguono momenti di eccitazione massima, l’Ovetta barcolla sulla sedia, il Monno grida “Viva il Ciocco !!!” e mentre tutti (stolti) ridono, lui si infila un quarto di uovo da 300 grammi in bocca.
“Monno sputa!”
Ore 14,22       Lo zio A. viene costretto a ballare quella che è l’hit del momento per gli Ovetti.
In un trenino immaginario che alterna momenti con le braccia in su a momenti con le braccia in giù, ecco il Monno, seguito dall’Ovetta, seguita dallo zio A sballonzolare sulle note de “L’amico è” (Dario Baldan Bembo 1982): anche Pica, costantemente sulla sua sdraietta non può trattenersi dall’irridere (almeno con lo sguardo) lo Zio A.

Poi, piano piano, mamma Ova ha dedicato a Pica la sua più che meritata seconda tetta della giornata e conseguente pisolino, il Monno è crollato nel suo pisolo giornaliero, l’Ovetta si è messa a giocare tranquilla tra le gambe degli ospiti, i quali se ne sono andati un attimo prima che la digestione impedisse loro di alzarsi dal divano.
Papà Ovo, intravisto un sole vagamente primaverile è immediatamente uscito in terrazzo per pulire il barbecue; salvo poi fare precipitevole dietrofront all’arrivo del nuovo fronte nuvoloso che ci stuferà anche la prossima settimana.

Insomma: è stata una Pasqua tranquilla in famiglia, forse l’unico problema si è avuto con il passaggio dall’ora solare all’ora legale per cui i cuccioli non avevano un gran sonno.

Ore 21,23       Un attimo prima di andare a nanna, giusto per smaltire i grassi in eccesso e bruciare le ultime energie giornaliere ecco gli Ovetti scatenarsi sulle note di “Stayn’ Alive” (Bee Gees – 1977)… Beh, anche questa è una festa e se siete interessati ad un piccolo estratto della loro performance, basta cliccare qui: Monno ed Ovetta anni 70

Comunque, Buona Pasqua a tutti !

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