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Complicità

Questa settimana gli Ovetti hanno tirato un meritatissimo respiro in mezzo tra il weekend ultra sportivo (si veda il post di settimana scorsa) e tutto quanto arriverà da settimana prossima (e sarà davvero tanto tanto tanto…); ma veniamo con ordine.

Lunedi Pica ha portato la “sua” coppa (vinta con estrema fatica dopo due km sudatissimi) al fiocco arancio.
E’ entrata al fiocco abbracciando l’amata coppa con un sorriso da guancia a guancia e l’ha consegnata alla fidata maestra.
Poi, nel pomeriggio, ha cercato di farsela ridare per tornare a casa… forse le era sfuggito il concetto che non è che fosse proprio sua sua… diciamo più un premio di partecipazione per l’intera scuola… ma questo, agli occhi della cucciola, è un insignificante dettaglio.

Martedì il Monno ci ha tenuto a ragguagliare papà Ovo: “Papà, volevo dirti che mi piacerebbe ricevere una macchina fotografica per il mio compleanno.”
“??? Perché? Non puoi usare quella dell’Ovetta?”
“No, me ne serve una tutta mia.”
“??? Perché?”
“Perché se la mia memoria si riempie oppure se dimentico qualche cosa, allora dopo vado a guardare le foto e mi ricordo tutto. Hai capito?”
(Il Monno, cinque anni quasi sei, ha appena deciso di farsi regalare un sistema di back-up a sistema ottico scalabile…. Papà Ovo trema davanti alle richieste che il suddetto potrebbe avanzare i prossimi anni).

Mercoledì Pica all’ingresso della scuola ha trovato in bella mostra la “sua” coppa!
Le è corsa incontro e l’ha abbracciata come avesse appena rivisto una vecchia amica con cui aveva vissuto fantastiche avventure… poi papà a stento l’ha convinta a rimetterla al posto d’onore; l’Ovetta invece è rientrata da scuola raggiante con l’ennesima medaglia d’oro: “1° premio alle olimpiadi di matematica della classe seconda elementare” e il petto della bimba scoppiava d’orgoglio.

Giovedì, appena si sono accese le luci in cameretta, l’Ovetta ha svegliato i suoi fratelli e poi li ha chiusi in cucina per un’operazione segretissima.
Mamma e papà Ovo erano francamente all’oscuro di tutta l’operazione e così sono rimasti fino a sabato sera.

Venerdì, papà e i tre cuccioli sono andati in “gita” a Milano. Motivo ufficiale: comprare i regali per il compleanno di mamma Ova. Motivi meno ufficiali: vedere i grattacieli (quelli storti e quelli dritti), parcheggiare al piano -4 (ma c’era anche un incredibile piano -5!), fare la merenda con qualsiasi cosa potesse capitare a tiro (e tra tutte le leccornie possibili i cuccioli hanno optato per una… macedonia!) e bighellonare senza meta prima di tornare a casa felicissimi.

Sabato, il solito nuoto in piscina; ma francamente dopo il tour de force di settimana scorsa… era tutto troppo facile.
Poi, in serata, i tre bimbi hanno chiesto agli Ovo genitori di sedersi stretti stretti sul divano e sono arrivati con il regalo di anniversario di nozze: un capolavoro disegnato, colorato e firmato a sei mani (frutto, si è saputo poi, di ore e ore di duro lavoro collegiale e segretissimo).

Un regalo bellissimo!

PS: domenica prossima, finalmente… “500”!!!

1606Picaelacoppa

(Pica e la SUA coppa)

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Tutto in 6 giorni

Pica:
Martedì, nel bel mezzo della notte, ha chiamato aiuto per una breve pipì; papà Ovo accorso per l’occorrenza si è ustionato le mani prendendola in braccio.
Malgrado fosse rinciuchito dal sonno, ha realizzato che la piccola era stata ri-colpita dalla febbre; le ha quindi spalancato la bocca, infilato la tachipirina, le ha richiuso la bocca e l’ha rimessa a nanna.
Poi ha aggiornato mamma Ova: “Pica ha la febbre”… “Oh!”… “Tranquilla, ho cominciato le cure”… “Ah!”… “Buona notte”…”Eh!”
Mercoledì ha ampiamente superato i 39°C, ha passato la giornata in stato semicomatoso sul divano e… basta.
Giovedì ha rifiutato il cibo e ha deciso che passava la giornata guardando Peppa Pig sul tablet rigorosamente in inglese (con mamma) e assolutamente in italiano (con gli Ucas) misurandosi la febbre.
Venerdì ha riaperto finalmente gli occhietti dando segno di miglioramenti
Sabato ha ricominciato a giocare coi fratelli
Domenica era pronta per un pomeriggio in compagnia di amichetti.

Monno:
Martedì ha accettato di non vedere la partita Juve – Bayern solo dietro promessa che la stessa sarebbe stata registrata per una successiva visione in data da destinarsi.
Mercoledì è andato in crisi stante la mamma della sua maestra E. andata in cielo.
Il concetto di “Anima che si stacca dal corpo” è un filo difficile anche (e forse proprio per) la sua mente altamente razionale.
Di fatto dopo una cena silenziosa, è scoppiato un pianto infinito, senza remore di sorta perché, come giustamente detto, “non ho capito niente ma questa cosa di esser morti non mi piace per niente”… vai a dargli torto…
Giovedì si è dato all’atletica con maggior vigore del solito e ci ha resi edotti del fatto che venerdì prossimo ci sarà la premiazione globale per tutti i millemillanta atleti delle gare.
“Ci andiamo vero?”
“Ma Monno, lo sai che non premieranno te?”
“Sì, lo so, però magari premiano la squadra; ci andiamo vero?”
“Ma Monno, non ci rimarrai male se qualcun altro avrà magliette omaggio e medaglie e tu no? E poi lo sai che è venerdì sera (cioè quando papà Ovo finge di essere Messi e si getta nella mischia della partita di calcetto settimanale)?”
“Si, lo so, non ci rimarrò male; ci andiamo, vero?”….
“Si, … ci andremo”. (papà Ovo è capitolato)
Venerdì la maestra E. ha fatto visita al fiocco Rosso per la felicità del Monno che è tornato a casa, pugnetti alzati al cielo informandoci che la stessa amata maestra farà ritorno fisso martedì prossimo e al Monno brillavano gli occhi di gioia.
Sabato festa di compleanno di una compagna che riceve il regalo sbaciucchiando il Monno (che da parte sua si allontana con uno sguardo abbastanza disgustato… ma almeno non pulendosi le guance come fatto da altri maschietti)
Domenica è riuscito finalmente a convincere papà a vedere la partita registrata: è rimasto male sul gol dell’0-1; si è disperato al momento dello 0-2, si è ripreso sul 1-2 e ha cominciato un tifo indemoniato sul 2-2.
Poi ha spiegato che “Cuadrado corre tantissimo e gioca benissimo…. Forse perché da bambino ha fatto atletica!” (vuoi vedere che anche io domani…)

L’Ovetta
Martedì ha resocontato la giornata di scuola spiegando come i maschietti abbiano fatto i monelli, abbiano buttato in aria i giochi (giochi?… ma non siete la per imparare?), abbiano risposto male alla maestra (in seconda elementare????), si siano azzuffati e alla fine abbiano ricevuto una (temibilissima) nota.
“E voi femminucce?”…. “Noi femminucce abbiamo giocato bene, ci siamo comportate bene, abbiamo chiacchierato con la maestra e alla fine ci ha detto che siamo brave” (forse, ma solo forse, il resoconto è velatamente poco obiettivo).
Mercoledì è stata in fibrillazione per tutto il giorno stante il colloquio dei genitori con le maestre; poi al rientro di mamma e papà ovo è andata loro incontro saltellando per tutta casa non sapendo più come sfogare l’eccitazione fin lì repressa.
Il colloquio è andato ovviamene bene e nessuno aveva dubbi.
L’Ovetta si è tranquillizzata come meglio sa fare: un bel pianto liberatorio! (papà Ovo ha un interiore terrore dovuto al fatto che se la cucciola si mette a piangere quando le maestre parlano bene di lei… cosa diavolo combinerà quando non lo faranno?)
Giovedì è rientrata dal corso di ginnastica con la solenne notizia del “Primo saggio di Ginnastica” che si terrà nel pomeriggio tra due martedì : papà Ovo sprofonda nel panico stante un viaggio di lavoro già organizzato… il problema è al momento irrisolto.
Venerdì grande gita! In pullman (di linea) e metropolitana fino al quartiere di Porta Nuova. Chapeau alle maestre che in due tengono unita un’intera classe in giro per Milano; non ne perdono nessuno e li fanno tornare tutti strafelici spendendo… praticamente nulla.
Per la cronaca, la cosa più bella vista in gita è stato “il grattacielo a forma di punto di domanda” (???), ma anche il bosco verticale e il giro in metropolitana sono piaciuti parecchio.
Sabato ha accompagnato suo fratello alla festa e si è trovata la più grande del gruppo… ma ha fatto buon viso, ha adocchiato il tavolo con le cibarie e affondato la bocca ripetutamente tra le patatine, le caramelle gommose, i pop-corn, i mashmellows e tutte le altre porcherie più porcheriose “perché alle feste si può; ricordalo papà.”
Domenica infine giornata dedicata ai compiti prima del pomeriggio con gli amichetti.

Insomma… questa settimana tutto tranquillo… per loro; gli Ovo genitori invece arrancavano.

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Stress test

Lasciato il mare, mamma Ova e papà Ovo, in previsione delle vacanze della prossima estate, optano per sottoporre gli Ovetti ad uno “stress test” itinerante: una settimana in viaggio tra Perugia, Assisi, Gubbio, l’Expo e una gita sul lago maggiore fortemente voluta dall’Ovetta.
In questa settimana sono degne di nota i seguenti fatti:

1)        visita agli impianti di produzione del pavimento di casa Ovetti (tramite contatto di Papà Ovo). L’Ovetta si appassiona al tutto; il Monno cade in un silenzio preoccupante, “Monno tutto bene? Perché sei così silenzioso?”…. “Sono emozionato”; Pica non approva moltissimo stante il rumore.
2)        visita e supercamminata per Assisi, su fino alla rocca e poi giù fino alla basilica, sotto un sole cocente, seguendo un pellegrinaggio di gente molto variopinto e internazionale Pica: “ma perché quei signori (frati n.d.r.) usano la gonna? Voglio anche io la gonna!”.
3)        breve visita di Gubbio con leggero scoramento finale in quanto pare proprio che il lupo non esista più! “Ma noi volevamo vederlo!!!”. A seguire tuttavia la famiglia intera si esibisce sul palco deserto del teatro romano, intonando e ballando una hit della baby dance “il giro della trottola”.
Da notare anche che in Piazza Grande, per causa imprecisata, Pica decide di essere “Allabbata, anzi allabbatissima” e se ne va per la sua strada.

15F_1313-1part(Dettaglio della cucciola “Allabbatissima”)

ripresa(Posizione precisa di Pica Allabbatissima)

4)        Notte supereccitante in 2 camere separate in albergo: gli Ovetti in una, mamma e papà Ovo nell’altra. Poi in piena notte, causa il mal di pancia del Monno, ecco il Monno trasbordare nel lettone con mamma Ova e papà accomodarsi nell’altro lettone con l’Ovetta.
Ovviamente la mattina successiva i vetusti genitori si presentavano con occhiaie evidentissime e lividi su tutto il corpo mentre i cuccioli avevano trovato la notte appena trascorsa “proprio bella”.
5)        ritorno a Perugia di mamma Ova: quindici anni fa, vi aveva trascorso un semestre estivo a studiare con una borsa di studio. Allora conosceva già papà Ovo, viveva in uno spoglio studentato, studiava nel cortile dell’università per sfuggire al caldo e passava le serate a chiacchierare fra la rocca paolina e la fontana maggiore. Nulla le poteva lasciar pensare che, tanti anni dopo, sarebbe ripassata di lì, con lo stesso caldo, davanti allo studentato, nei viottoli dell’università, per le vie della città… sempre con papà Ovo … ma anche con tre Ovetti.

Rientrati nel milanese i nostri optano quindi per
6)        Gita serale ad Expo con eccitazione a mille da parte di tutti i nanetti.
Vengono visitate la Corea, la Tailandia e il Brasile, si pasteggia con un esoticissimo piatto a base di tigelle modenesi e si conclude il tour a bocca aperta davanti all’albero della vita illuminato. Poi rientro in nottata con Pica distrutta sulle spalle dei genitori.
7)        Sfolgorante gita sul lago Maggiore in classico stile “Teutonico” richiesta a gran voce dall’Ovetta. La gita, in giornata, prevede 6 traghetti, 3 isole visitate, un pic nic sulla riva del lago e una quantità infinita di sole a picco. Pica sul traghetto di ritorno si addormenta pesantemente in braccio a mamma Ova incurante del rumore della nave e del chiasso molesto dei turisti tedeschi.

Alla fine bisogna ammettere che i cuccioli passano decisamente lo stress test.

Espletate le innumerevoli attività della settimana itinerante, per l’ultimo scorcio di vacanza l’intera famiglia opta per una settimana di vacanza ligure (nota a papà Ovo anche come “settimana della Passione”… in senso biblico.)
Ciononostante, papà Ovo riesce a limitare i danni, ops…. volevasi dire i giorni di spiaggia, con scaltrissimi trucchi:
Domenica… “Monno: andiamo a vedere i treni?”
“Sììììì!!!!!!”
Lunedì: gita a Collodi con compagna dell’Ovetta
Martedì: “Monno: andiamo a veder i treni?”
“Sìììììììì!!!!!!”
Mercoledì… giorno di passione…. In spiaggia.
Giovedì: “Pica: andiamo a trovare gli amici che hanno una bimba piccola?”
“Eh ! Si, bimba è piccola, io grande, lei no. Io gioco con lei, pecchè io grande e lei piccola, eh si.”
Venerdì:… secondo giorno di passione… sempre all’amata spiaggia.
Sabato: “Monno: andiamo a vedere i treni?”
“Sììììììììì!!!!!!”
In pratica papà Ovo (ma anche mamma Ova in sua assenza) e il Monno sono diventati espertissimi della tratta ferroviaria Sestri Levante – Livorno.
I treni sono stati controllati, numerati ed ispezionati alternativamente dal binario 1 della nota località marittima ove risiedevano gli Ovetti, dal binario 4 della stessa, (per un punto di vista diverso), dalla strada posta sopra la galleria (con visuale completa della stazione per un maggior controllo ed una più precisa visione d’insieme) e dal sentiero che s’inerpica appena fuori paese (per una visione della ferrovia più “old style” e romantica).
Casomai foste interessati (perché no?!) sappiate che in una giornata tipo passano mediamente 7 treni all’ora e più precisamente 2 frecce bianche (che ovviamente sfrecciano via senza pensarci nemmeno di fermarsi), 4 treni “piano” (che invece si fermano e infatti vanno…. piano) e 1 treno merci.

Poi, piano piano, le vacanze son finite.
Papà Ovo ha fatto un paio di su e giù tra casa Ovetti e il mare dove il resto della famiglia è rimasta un po’ più a lungo; tutti gli Ovetti al gran completo hanno presenziato ad un “Royal Wedding” a Parma e poi alla fine il gran rientro a casa.

Insomma: vacanze passate benone, relax e risate, camminate e nuotate e in particolare: “A me è piaciuta di più la gita sul lago” (Ovetta), “io quando sono stato al mare ma quello dove si sta sempre in acqua” (Monno), “a me mi piace che sono stata coi nonni” (Pica).

Da domani si ricomincia!

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