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Scartalacarta

Con la ripresa delle attività scolastiche e l’imminente arrivo dell’autunno, sono riprese anche le feste di compleanno.
La famiglia Ovetti ne ha inanellate 4 negli ultimi sette giorni per la gioia sfrenata dei cuccioli e per una stanchezza cosmica degli Ovo genitori.
Volendo riassumere in breve i concetti più evidenti direi che vanno menzionati almeno i seguenti punti:

1)  L’Ovetto F. che si presenta alla festa incomprensibilmente accompagnato dalla sua fedele pianta carnivora (!). Dopo breve chiaccherata l’Ovetto F. rassicura papà Ovo: “Non devi aver paura… la mia pianta carnivora non mangia i bambini. Adesso mi dici dove sono i popcorn? Perché a me i pop corn piacciono ma non tantissimo mentre alla mia pianta carnivora piacciono tantissimo”. L’Ovetto F. si allontanava quindi da papà Ovo sommergendo la suddetta pianta di pop corn.
2)  Il Monno che, costretto spesso a presenziare a feste di compleanno di bambine e amiche varie, quasi mai di maschietti, si adatta camaleonticamente a giocare con chiunque a qualsiasi cosa e senza risparmiarsi, soprattutto se è possibile correre a più non posso.
Poi, quando all’orizzonte si palesa il suo vecchio amico del cuore nonché mentore e mito, cioè l’indimenticabile D.U., ecco che gli si accende un sorriso a 92 denti, gli corre incontro, lo abbraccia fraternamente e poi sparisce insieme a lui per tutto il resto della festa indifferenti a qualsiasi cosa succeda loro intorno.
3)  L’Ovetto F. che spiega a chi fosse interessato che “il mio passaporto preferito è collezionare colabrodi.”
Si è poi capito che intendeva dire che “il suo passatempo preferito è collezionare calabroni”… il che risulta comunque abbastanza inquietante.
4)  L’Ovetta che è solitamente supereccitata già dalla sera prima, rimane supereccitata per tutta la giornata e poi, al momento della festa, si lancia nella mischia buttando a mare la sua consueta ritrosia e timidezza.
L’Ovetta vivrebbe di sole feste, godendosele a più non posso, almeno fino alla classica frase da parte di uno dei vetusti genitori “Bimbi dobbiamo andare a casa” allorquando ci scappa il classico pianto da stanchezza, ma tant’è… ormai la festa è finita.
5)  Pica che, totalmente indifferente a chi sia il festeggiato, alla presenza o meno di amici più o meno cari, al fatto che ci siano o no giochini di sua predilezione, cerca con una certa urgenza il tavolo delle cibarie.
Una volta individuatolo, viaggia spedita verso lo stesso e assalta tutto quanto risulti alla portata della sua (limitata) altezza.
Se poi i pezzi di maggior pregio risultano malauguratamente al di fuori della sua portata, ecco che la stessa pendola tra i genitori al suono di “focaccina! focaccina!” fin quando uno dei due, stremato, non soddisfa la richiesta.
Generalmente la piccola si ferma solo dopo 3 focaccine, un paio di manciate di patatine, pop corn a go go e, se possibile, un paio di pizzette.
6)  I genitori dell’Ovetta S. che decidono che il regalo da portare ad una festa di compleanno di una bimba di 7 anni sia…. una macchina per fare il gelato!
“Una macchina per fare il gelato????”. Papà Ovo da quel momento si sta domandando a che età verrà regalata all’Ovetta una lavastoviglie nuova (di cui francamente noi avremmo davvero bisogno).
7)  I genitori dell’Ovetto L. che organizzano senza dubbio alcuno la miglior festa possibile… per i genitori! Con tanto di animatrici che rapiscono i bimbi appena arrivati, li fan giocare, li fan mangiare, li fan divertire mentre i maggiorenni sono tenuti a debita distanza.
Sarebbe una situazione idilliaca ma sfortunatamente il buffet è situato nella zona riservata ai maggiorenni (errore grave !!!) e quindi Pica si guarda bene dall’allontanarsi da questa zona vanificando quindi l’effetto complessivo (almeno per noi).
8)  I gonfiabili (per chi ha la fortuna di avere spazio) che da soli animano una festa, certo almeno un paio di cuccioli si fanno male… ma non è che si possa avere tutto nella vita.
9)  La nutella: che mette d’accordo chiunque, di qualsiasi età, sesso e religione. Forse, ma proprio forse, le mamme non sono contentissime al 100% ma solo perché a volte non distinguono più dove finisca la faccia del proprio bimbo completamente ricoperto di nutella dalla maglietta nuova appena fatta indossare al cucciolo prima di andare alla festa.
Ecco, in soldoni questi sono stati i passaggi di maggior spicco; anzi no! Ce ne sarebbe un decimo sul quale però papà Ovo è entrato in profonda ed intima crisi…

10)           All’apertura dei regali… con un sottofondo di bimbi urlanti a squarciagola “Scartalacarta, scartalacarta, scartalacarta….” l’Ovetta scopre il suo ennesimo regalo: un fantastico libro dal titolo “il corpo umano”
Papà Ovo aizza il popolo settenne presente “Bellissimo! Questo libro spiega come funziona il cuore… e anche come funzionano i muscoli delle braccia… e anche come funziona il cervello….”
L’intera popolazione bimbesca sbotta in un “Ohhhhhhh!!!!” di stupore.
Solo un bimba rimane in silenzio e afferra il braccio di papà Ovo.
“Dimmi cucciola.”
“Ma parla anche di come funziona il sesso?”



Papà Ovo sta valutando l’embargo totale e definitivo delle feste di compleanno dalla vita della famiglia Ovetti.

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(felicità… è ricevere un trenino lego)

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Oratorio 2.0

La fine dell’anno scolastico dell’Ovetta ha automaticamente chiuso “l’annus scolasticus horribilis 2014/2015” (sin veda qui) caratterizzato dal fatto di avere 3 Ovetti in 3 plessi scolastici diversi con 3 orari d’ingresso e 3 orari d’uscita diversi: un incubo al cubo al quale mamma Ova e papà Ovo sono sopravvissuti egregiamente (con falsa modestia).

Incidentalmente però la fine della scuola ha anche portato gli Ovo genitori a dover organizzare per la prima volta il giugno dell’Ovetta: Ucas?… non esageriamo; lavori forzati minorili?… pare non sia legale; campus estivo prolungato da inizio giugno a fine luglio (con variante sportiva/inglese/ecologico/fattoria)?… economicamente sostenibile solo se il tuo cognome fa Agnelli, Rockfeller o simili.
Ecco quindi che all’orizzonte si presentava una novità assoluta in casa Ovetti: l’Oratorio.

Nella memoria di Papà Ovo, l’Oratorio era quel luogo frequentato per circa 6 ore una giornata del 1977 (o giù di lì).
In quell’esperienza papà Ovo aveva giocato, con soddisfazione, a “bandiera” per tutto il pomeriggio.
Poi qualcuno, forse il “capo dell’Oratorio” (molto più probabilmente il “Don”) aveva detto stop senza dare grandissime spiegazioni (ma rassicurando però i cuccioli che l’indomani si sarebbe giocato ancora). A papà Ovo quella spiegazione non sembrò sufficiente e decise che l’Oratorio non faceva per lui.

Ciò detto, due settimane fa l’Ovetta ha cominciato a frequentare il GREST (perché adesso non si frequenta più l’Oratorio,… nossignore… ci si iscrive al GREST….che è la stessa cosa ma mooolto più GGGIOVANE) e papà Ovo ha conosciuto un mondo nuovo.

1)        La catena di comando dell’Oratorio prevede: a capo supremo: Dio (e visto il numero di bimbi coinvolti serve decisamente il suo aiuto) – al secondo livello il Don – i primi riporti del Don sono 4 (solo probabilmente maggiorenni e a capo delle 4 squadre) – poi i luogotenenti (sono una dozzina e decisamente non maggiorenni) e infine gli aiutanti (sono un numero imprecisato, sempre variabile di giorno in giorno e per quanto riguarda l’età… si accetta qualsiasi cosa riesca a deambulare senza pannolino).
2)        Stante una catena di comando così organizzata, papà Ovo si aspettava un numero esagerato di bimbi… e in effetti è un numero esagerato… molto esagerato… troppo esagerato…. esageratissimo… un numero compreso tra gli 800 e i 900 bambini !!! (Papà Ovo non si capacita di quanti bimbi esistano nell’Ovetti-town).
3)        Al mattino, quindi l’Ovo genitore di turno accompagna l’Ovetta che entra strusciando il proprio badge (!!!… si, all’oratorio si usa il badge!!!). Qui si palesa un ampio spiazzo totalmente cementificato con un nugolo di bimbi vocianti e correnti (il paradiso del Monno che una volta ha accompagnato l’Ovetta e che da allora aspetta di poterci andare anche lui… tra due anni); dieci minuti dopo i cancelli verranno chiusi e nulla si saprà (meglio così) sino al pomeriggio.
4)        L’Ovetta canta e balla l’”inno” dell’oratorio e poi viene indirizzata al laboratorio del giorno. Seguirà la mensa con abbondante e variegato menù (“Papà oggi ho mangiato la pastasciutta ma era pochina”, “Ah! E ieri?” “Pastasciutta” “Ah. E il giorno prima invece…” “Pastasciutta” “Ecco, appunto”) e una serie di giochi tutti insieme, perfettamente previsti dalle ore 14 in poi in modo che “l’effetto forno” dell’ampio piazzale cementificato possa esprimere tutto il proprio potenziale sotto il cielo assolato di giugno.
5)        Dopo che l’Ovetta ha strusciato il proprio badge un paio di volte onde potersi pagare un paio di granite “salvavita” dall’esoso costo di 0,50 € /cad. (0,75 la versione deluxe), il genitore di turno recupera quindi la cucciola (o quel che ne resta) appena il cancello viene aperto. E ovviamente il cancello permette a chicchessia di recuperare gli Ovetti… uno qualsiasi… non necessariamente il proprio…

Mamma e papà Ovo altresì hanno anche realizzato che la vita oratoriana non poteva essere così semplice, ma implicava una certa dedizione e pazienza anche da parte dei genitori.

Tralasciando l’oretta e mezza di coda fatta a maggio da mamma Ova sotto un’acquazzone battente per iscrivere la cucciola all’oratorio ed ottenere avere il badge con foto, bisogna :
1)        fare una lunghissime code per caricare il badge (servirà all’Ovetta per accedere alle “granite salvavita” di cui sopra).
2)        andare su apposito sito web, inserire le credenziali, assicurarsi di avere sufficientemente credito (di cui al punto 2) e quindi iscrivere la cucciola alla mensa giornaliera onde poterla sfamare a suon di pastasciutta… o pastasciutta… o pastasciutta.
(pregasi notare che, nell’apposito sito, vi è una sezione totalmente dedicata all’infermeria: … il piazzale cementificato… i 30°C del giugno brianzolo… i 900 bambini scalmanati…tirate un po’ voi le somme…)

Ma, cosa che ha lasciato basiti gli Ovo genitori,…
3)        serve andare sullo stesso apposito sito di cui al punto 2) per iscrivere la cucciola al laboratorio giornaliero con una incredibile e variegata scelta che comprende (tra gli altri): beach volley – pallavolo – calcio – basket – pattinaggio – scherma – pesca – atletica – football americano – sudoku – tangram – sassi dipinti – braccialetti intrecciati – cucito (borsetta) – cerchietti decorati – bocce – rugby – teatro – musica – party dance – balletto – biglie – piscina – etc…etc…

Che dire… Complimenti!

Ma ciò che conta è che l’Ovetta, solitamente timida e pacata, ne è entusiasta, e quindi lo sono anche mamma e papà.

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Giove e Olimpia

La settimana “variamente sportiva” degli Ovetti prevedeva una sana scorpaciata di sport vari (in tv) e l’organizzazione della (tanto agognata) gita sugli sci al momento prevista per il prossimo lunedì 17 febbraio.

Lunedì
Previsioni del tempo per il lunedi successivo eccellenti. Papà Ovo pregusta la prima sciata della piccola; nel frattempo cominciano le olimpiadi e i cuccioli guardano lo slittino.
“Papà, mi sembra uno sport un po’ pericoloso.”
“E’ vero, vanno molto veloci.”
“Io da grande non voglio fare la slittinista.”
“Non c’è problema Ovetta, farai qualche cosa d’altro.”
“Magari la parrucchiera!”
“Magari…”

Martedì
Previsioni per il fatidico lunedì (mancano 6 giorni) sempre eccellenti. Papà Ovo comincia ad avvisare il capo che forse prenderà un giorno di ferie; nel frattempo gli Ovetti guardano il pattinaggio artistico coppie.
“Papà, le femmine sono bravissime, guarda che salti grandi che fanno.”
“Hai ragione Ovetta, sono proprio brave.”
“Papà, i macchi sono popio fotti, anzi fottissimi…. Guadda come buttano in alto le femminuzze”
“Hai ragione Monno, sono proprio forti.”
“Papa?…”
“Si?”
“Ma non zi sono coppie solo di macchi?”
(Il Monno vorrebbe aprire la parità di coppie al mondo omosessuale…. Lui è avanti.)

Mercoledì
Previsioni per il mirabile lunedì (5 giorni all’evento) sempre belle…. Si comincia a chiedere la tuta da sci a quell’amico, i doposci a quell’altro; nel frattempo gli Ovetti assistono ad una partita di Hockey su ghiaccio che però non viene apprezzata in pieno dall’Ovetta.
“Papà, ma questi signori non vogliono mettere il disco nella rete, preferiscono picchiarsi con le bacchette: ma che pussoni!”

Giovedì
Le previsioni meteo per il sognato lunedì passano da “sole-sole-sole” a “sole,… con una piccola nuvoletta”, papà Ovo non ci presta troppa attenzione. Intanto il Monno si presenta a scuola ed organizza le sue personali Olimpiadi.
“Zao maesta, io e l’Ovetto D. siamo russi e vinzamo sempe, gli altri no, i miei amizi però sono italiani e sono simpatizi.”

Venerdì
Le previsioni per l’inarrivabile lunedì passano a “nuvoloso, molto nuvoloso”, anche l’umore di papà Ovo si rannuvola. In compenso al suo rientro a casa…
“Papà ! Abbiamo preso una nuova medaglia alle Olimpiadi !”
“Davvero Ovetta? E con chi?”
“Con Ariel.”
“??? Ariel? La tua bambola-principessa che sta con le sue amiche bambole-principesse nella scatola vicino al tuo letto?”
“Sì! Sai lei è l’unica italiana ed è arrivata prima e ha vinto la medaglia e le hanno suonato la canzone!”
“Volevi dire che le hanno suonato l’inno, non la canzone, comunque di che gara si trattava?”
“A chi si addormenta prima! Lei ha vinto perché si è addormentata prima.”
“Ah! Non sapevo che “Addormentamento veloce” fosse già stato omologato a sport olimpico ma tant’e.”

Sabato
Le previsioni per l’etereo lunedi passano a “pioggia, vento e possibilità di nevicate (forti in quota)”; papà Ovo impreca tra sé e sé e rimanda la decisione finale al mezzogiorno del giorno dopo sperando (nemmeno tanto) in un miracolo. Gli Ovetti invece si danno al pattinaggio artistico maschile.
“Papà, ma ha vinto una donna!”
“No Monno, anche lui è un maschietto.”
“Ma za la maglietta con i billantini come le femmine!”
“No tesoro, ti assicuro che è un maschietto anche lui.”
“Ma ha fatto il tiplo axel?”
(Mentre riemergo dallo sbigottimento che sia il Monno che l’Ovetta abbiano imparato un termine come “triplo Axel” l’Ovetta si dà alla trottola sul tappeto in punta di piedi, il Monno invece si lancia in un doppio Tolup finendo rovinosamente sul mobile della tv.)

Domenica
Le previsioni per l’improrogabile domani danno “pioggia stabile”. Papà Ovo con rassegnata disperazione ricomincia a guardare le prossime possibili date per un’eventuale ipotetica gita sulla neve.
Intanto sul mobile davanti alla tv il Monno e l’Ovetta mettono in scena la loro personalissima staffetta tra bambole-principesse: da una parte la squadra Italiana formata da Ariel (già medagliata un paio di giorni fa), Cenerentola e Biancaneve (riserva Pocahontas); dall’altra parte la squadra “resto del mondo” formata da Rapunzel, Aurora e Belle (riserva Mulan).
Più che una staffetta trattasi di una versione edulcorata di “Bandiera” in cui il Monno, causa assenza di atlete russe, dopo una gara testa a testa decide per la vittoria della squadra Italiana 10 a 0.

Settimana prossima le Olimpiadi continuano…. e così anche la ricerca di papà Ovo per una giornata sulla neve.

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