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Risate, tristezza e ancora risate

“Non ci credo!”
“Ti dico di sì papà”
“Ma dai Monno, ma davvero stai insegnando le tabelline a Pica? (Ha cinque anni!!!)”
“Papà, ma pensa se invece di sposare la mamma avessi sposato… mmmm… una persona che si chiamava Barbara!”
“Mah! Non capisco cosa ci sia da ridere Ovetta … comunque, Pica davvero sai le tabelline?”
(Il Monno e l’Ovetta si sganasciano pensando a papà Ovo sposato a tale Barbara non meglio specificata).
“Si, certo.”
“E che tabelline sai?”
“Aspetta papà interrogo io Pica”
“La interroghi???? E tu Ovetta smettila di ridere! Guarda che prima o poi troverai un fidanzato e allora riderò io quando tornerai a casa tutta sognante per il “tuo” Asdrubale”
“NO!!!” (Pica e il Monno si cappottano dalle risate)
“Pica: quanto fa 1×0?”
“zero!”
“4×0”
“zero!”
“1×9?”
“Nove!”
“1×100?”
“Cento!”
“Basta ridere Monno, io non ho un fidanzato che si chiama Asdrubale.”
“Visto papà? Per adesso le ho insegnato la tabellina dello zero e quella dell’uno”
“Brava Pica, complimenti, hai ragione Monno, la tua fidanzata di nome Gioacchina sarà molto contenta.”
“NOOO !!!!” (Pica e Ovetta si riprendono le risate con gli interessi)
“Papà; ma allora dobbiamo trovare un fidanzato anche per Pica.”
“Hai ragione! Pica chi è il tuo fidanzato?”
“Il Monno!”
“Ma non vale!”
“Ma io vorrei sposare il Monno. Se non si può, allora non ci ho ancora pensato”
“Allora direi che un giorno ci presenterete Asdrubale, Gioacchina e Odorico!”
“UAAAAAA!!!!!! (risata grenerale).”
“Mamma…”
“Dimmi Pica”
“Ma quella mamma che è morta, come è morta?”
“(Aaaah … forse gli eventi tragici che hanno sfiorato la nostra famiglia non sono passati inosservati)… Non lo so, magari è morta dormendo.”
“Mmmm…ma è morta a pancia in su o a pancia in giù?”
“(Ohibò questa è una domanda bizzarra); non lo so Pica, tu cosa credi?”
“Io (che peraltro dormo a pancia in giù e quindi credo sia meglio prendere determinate misure precauzionali) credo sia morta a pancia in su.”
“Mah! Forse hai ragione, ma perché lo credi?”
“Guarda, vedi… quando tu ti metti a pancia in su allora stai guardando il cielo e magari ci vai davvero. Capito?”
“Può essere Pica, forse hai ragione (e comunque è una visione molto poetica della morte).”
“OK adesso basta pensare a queste cose! Direi che abbiamo un problema decisamente serio a cui trovare una risposta…”
I tre Ovetti paiono dubbiosi.
“… come si chiamerà la fidanzata dello zio A.?”



“Gelsomina!”
“E Gelsomina sia, Pica!”
“UAAAAAAA…….”

Grazie Gelsomina (chiunque tu sia) … ci serviva questa risata, anche se forse più a mamma e papà.

 

Ciao Marika…
…e siate forti papà Michele e piccolo Domenico!

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Nel corpo e nello spirito

E’ tradizione famigliare in casa Ovetti, durante la cena, raccontarsi vicendevolmente le cose più belle e le cose più brutte successe nella giornata appena trascorsa.
Una sera di questa settimana….

“Ovetta, vediamo e a te cosa è successo di brutto oggi?”
“Eh… mamma…. Oggi l’Ovetto Z ha fatto ancora il monello”
“Cioè?”
“Come al solito… tutti i giorni!… lui chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera…e poi alla fine la maestra non ne può più e ha ragione”
“Mmm… ancora eh? E quindi cosa è successo?”
“La maestra l’ha mandato fuori dalla classe. Gli ha proprio detto: “Senti vai a farti un giro, vai dalle bidelle, vai in bagno, vai in corridoio, vai dove ti pare ma calmati e poi torna”
“Eh… effettivamente.. la maestra doveva essere proprio arrabbiata.”
“E a te Pica, succede anche da te che la maestra manda fuori dalla classe qualche bimbo monello (il che sarebbe molto improbabile visto che fai l’asilo ma chiedere non è mai sbagliato)?”
“Mmmm” (la bimba ci pensa su un pochino).
“Sai mamma,….. qualche volta l’Ovetta R. fa davvero la monellissima e allora la maestra le dice:” Guarda che adesso ti mando fuori dalla classe!!!”
(si badi che l’Ovetta R. nell’immaginario Pichese è responsabile di tutte le nefandezze del mondo da quelle poco gravi – non ha fatto il disegno – fino a quelle più gravi, direi gravissime – “Mi ha spinto facendomi cadere e non è colpa mia se sono caduta anche se avevo gli occhi chiusi e correvo senza guardare nossignore è colpa sua che mi ha spinto anche se nessuno l’ha visto e nemmeno io ma è colpa sua sicuramente” e tutto detto senza nemmeno una virgola.)
“Oh! Addirittura! E poi l’ha mandata fuori dalla classe davvero?”
“No mamma… alla fine è stata brava.”
“Vedi Pica! Che anche l’Ovetta R. è stata brava!”
“No mamma, non hai capito. La maestra è stata brava, non l’Ovetta R. E siccome (la maestra) è stata brava, allora non ha mandato fuori dalla classe l’Ovetta R. (che invece si conferma essere monellissima: c.v.d.)”
“Ah. Ecco.”
“E tu Monno? Cosa è successo?”
“No, aspetta papà. Volevo fare una domanda all’Ovetta.”
“Dimmi Monno.”
“Ma quando la maestra ha fatto uscire l’Ovetto Z Dalla classe, ne ha fatto uscire solo il corpo?”


(Ne è seguito un attimo di silenzio assoluto. I vetusti genitori si sono tacitamente osservati; papà Ovo ha provato a formulare ipotesi che però gli sono sembrate abbastanza improbabili in quanto il concetto di un bimbo, cacciato da una classe di quarta elementare, ma cionondimeno presente in spirito tra i suoi compagni, che continuavano ad avvertirne la presenza morale e, appunto, spirituale… pareva un filo eccessiva. Così come è apparsa da subito eccessivo l’allontanamento “definitivo” del pargolo novenne con tanto di sparizione della salma).


“Ehmm… Monno… non credo di aver capito. Vuoi dire che succede anche in seconda da te?”
“No papà, quasi mai. Però una volta è successo.”
“E, di grazia, che cosa è successo?”
“Che l’Ovetto P. continuava a disturbare e la maestra prima ha provato a tranquillizzarlo, e poi l’ha
mandato fuori dalla classe; ma non solo con il corpo.”
“Cioè?”
“Papà te l’ho detto! Non solo con il corpo! L’ha mandato fuori con il corpo e con il banco!”

Per essere un vero studente, devi divenire un tutt’uno con i tuoi strumenti di lavoro: tu, la tua bic blu e il tuo banco!

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Visioni

Sabato sera, in salone, tutti insieme…

 

“Papà oggi sono andata in comune a parlare con il Sindaco!”
“E’ vero! Mi ero dimenticato! Come è andata?”
“Papà, ho finito la letterina per Babbo Natale ma ho un dubbio”
“Dimmi Monno”
“Adesso metto tutte le statuine qua e poi le sposto di là”
“Pica aspetta… veramente quelle sono le statuine del presepe e dovrebbero stare ferme”
“Benisssimo! Abbiamo visto tutte le sale del municipio, la sala dove si incontrano i consiglieri e anche quella dove si va a litigare e alla fine anche l’ufficio del Sindaco”
“Ma Babbo Natale sa dove abitiamo? Perché forse dobbiamo dirglielo!”
“In che senso “si va a litigare?”… Pica lascia stare le statuine! Perché sono tutte nell’angolino?”
“Potrei scriverglielo! Gli dico: caro Babbo quest’anno ci siamo trasferiti; se vuoi quando vieni a portare i regali puoi anche fare il giro della casa!”
“Se il consiglio comunale non si mette d’accordo allora il Sindaco chiama quelli che non si mettono d’accordo vanno in una saletta più piccola, litigano fino a quando non sono d’accordo e poi escono. Però l’ufficio del sindaco è grande più della nostra cucina e gli abbiamo fatto le domande.”
“Perché stanno decidendo quando partire.”
“Partire? Per dove, Pica? Ehmmm…. Buona idea Monno; magari Babbo si fa un giro per casa; ma l’hai finita la lettera?”
“Devono decidere quando partire per andare a trovare Gesù Bambino! Non vedi che non c’è la statuina di Gesù Bambino? Ecco io adesso le sposto di lì e poi di là”
“E tu… dunque Ovetta: che domande avete fatto al sindaco?”
“Ho chiesto tutto a Babbo e ho scritto anche cosa vogliono Pica e Ovetta, così abbiamo fatto una lettera sola.”
“Gli abbiamo chiesto un paio di cose ma per fortuna non ero io perché sarei diventata rossa come un peperone… ma lui ha detto di no.”
“Aspetta… non ho capito. Il sindaco ha detto no a tutte le domande che avete fatto??? Ehi, Pica lascia stare le statuine!!! Bravo Monno… adesso dammi la letterina che la spedisco.”
“OK. Eccola, adesso possiamo pensare al 27.”
“…?…?…?”
“Mamma, sai che preferisco la tua macchina a quella del papà? La tua mangia i piselli.”
“E’ vero! Abbiamo chiesto un sacco di cose ma lui ha detto che non si può proprio. Però ci ha promesso una cosa.”
“La macchina della mamma mangia i piselli??? Lascia stare le statuine!! Ovetta, e cosa vi ha promesso il sindaco? Monno: in che senso pensiamo al 27? Io avrei un’agenda un filo piena di impegni fino al 24…. Vorrei evitare di cominciare a pensare agli impegni post-Natalizi”
“La macchina della mamma quando andiamo dal benzinaio prende la cannuccia verde… mangia i piselli.”
“Papà! Me lo avevi promesso!”
“Calma Monno… non mi ricordo davvero. Cosa ti ho promesso? Pica: lascia stare le statuine!! Ah! “E la macchina di papà che prende la cannuccia nera cosa mangerebbe?”
“Il sindaco ha detto che entro i prossimi due anni cambierà le bandiere a tutte le scuole”
“Mmm…. Le more”
“Non ti ricordi che hai detto che saremmo andati a sciare insieme allo zio A.?”
“Ho capito Pica… la macchina della mamma mangia i piselli e la mia le more, divert… LASCIA STARE LE STATUINE !!!
“Monno ma davvero te lo avevo promesso? Comunque sì,.. credo si possa fare. Ovetta… ma le bandiere????”
“Si. Il sindaco cambierà tutte le bandiere di tutte le scuole!”
“Ah! Vabbè! Se lo dice lui, Ovetta”
“O forse me lo aveva promesso lo zio che saremmo andati a sciare? E comunque aveva detto che saresti venuto anche tu.”
“Ah! Ho capito Monno.”
“Da grande voglio avere 4 bambini”
“Ah!… va bene, emm….torna a giocare con le statuine Pica”

Credo che andrò a prendermi un’aspirina, mi è venuto un leggero mal di testa…

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