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Buon compleanno Ovetta #10

A te,

A te, che quest’anno hai avuto il coraggio di andare in campeggio da sola, ed eri atterrita, spaventata, eccitata, felice e orgogliosa tutto insieme.

A te che instancabilmente giochi alle maestre M. e V. con Pica perché te lo chiede lei… e anche un po’ perché ti piace ancora.

A te che per la prima volta non sei voluta andare sulla giostra sulla passeggiata al mare perché ti vergogni (“dai mamma! E’ per bimbi piccoli!”)… Guarda che non insistevamo nemmeno gli anni scorsi, eh!

A te che in mezzo alle tue amiche sembri sfortunatamente già pronta per l’adolescenza e non sappiamo se piangere, per la bimba che stiamo perdendo, o piangere, per l’adolescente che stiamo per ricevere.

A te che quest’anno alla gara di ginnastica artistica non hai vinto medaglie e ci sei rimasta malissimo e non eri contenta della tua prestazione;  ma in compenso hai fatto due parti nel saggio di fine anno e anche una dimostrazione in piazza e ne eri stracontenta.

A te che vinci sempre “la corsa per la vita” per le vie di Ovetti-town e l’allenatore dell’atletica ti pungola sempre per averti in squadra, ma tu hai deciso che il tuo sport è la ginnastica… ed è giusto così.

A te che hai provato a suonare la tromba, con tanto di saggio finale in teatro suonando solo 4 note, e francamente eri buffissima ma lo sapevi anche tu e ne ridevi con ironia.

A te che i film restano un tabù ma, con grande sforzo, sei riuscita a vedere alcuni classici horror della cinematografia mondiale: titoli quali “Don Camillo” e “Sissi la giovane imperatrice”… che paura!

A te che pensi alla matematica con facilità, che studi storia, scienze e geografia con metodo e con buon successo ma la grammatica e l’ortografia… ah! Questi sconosciuti!

A te che canti canzoni in inglese, inventando le parole, ma con l’accento e il ritmo dei cantanti pop, che insegni a Pica i testi delle canzoni italiane più sentite alla radio, che prendi in giro papà Ovo chiedendogli “Questa la conosci?”, cosciente che, per lui, la musica si è fermata a Bruce Springsteen.

A te che ti emozioni davanti alle storie che raccontano le vite delle persone, perché provi compassione e vorresti che tutto finisse bene, che l’amore trionfasse sempre, che nessuno ne soffrisse.

A te che la sera a letto racconti favole e barzellette inventate ai tuoi fratelli e quel quarto d’ora di chiacchiere serve a scaricare la tensione della giornata e ti accompagna verso il sonno con più dolcezza.

A te che sei felice di viaggiare, e non vorresti mai fermarti, e forse mamma Ova e papà Ovo vedono in te, con orgoglio, il loro DNA di giramondo. E quest’anno hai aggiunto altre due capitali europee al tuo personale libro di viaggio, non male!

A te che fai del rispetto e della bontà la tua cifra stilistica, che cominci a distinguere gli amici veri da quelli che ti deludono e ne chiacchieri a lungo con mamma Ova, cercando in quei dialoghi le risposte che sono dentro di te ma ancora non sei capace di leggere da sola.  

A te che sei un’abile nuotatrice e quest’anno al mare aiuti anche Pica nelle sue prime bracciate da sola, che nell’acqua ti senti leggera e disinvolta, che ami il mare quando è agitato e vuoi “bucare” le onde con mamma Ova.

A te che, di fronte ad un momento di silenzio o di pensieri di mamma o papà, chiedi subito preoccupata “Sei arrabbiato?” oppure “Sei triste?”, perché la rabbia e la tristezza sono i sentimenti che racchiudono ai tuoi occhi tutte le possibili emozioni negative e nel tuo mondo ideale non dovrebbero nemmeno esistere.

A te che, questa primavera, hai scelto un paio di scarpe gialle in un pomeriggio di shopping con mamma Ova dedicato solo a te fra risate e chiacchiere.

A te che vai a scuola da sola a piedi con tuo fratello e chiacchierate fitto fitto e adori quel momento di complicità, e anche se lui è così diverso da te, non puoi fare a meno di sapere cosa pensa e cosa fa.

A te che hai capelli lunghi e non li vuoi tagliare, ma poi ti lamenti quando devi asciugarli, che odi mangiare il pesce ma scarnifichi una fiorentina in dieci minuti, che ragioni con attenzione e sensibilità insieme, che piangi spesso perché non sai nemmeno tu perché, che sorridi con gli occhi, che sai aiutare chi è in difficoltà con una semplicità che disarma, a te che stai crescendo e diventi sempre un po’ più indipendente, ma in fondo vuoi ancora tutti attorno a te,

…per questi e per mille altri motivi… sì proprio a te,

… Buon decimo compleanno, Ovetta!

  

PS: Gli Ovetti vanno in vacanza !!!!
Ci si ritrova su queste pagine domenica 2 settembre

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Camping

Avviso alla popolazione dell’Ovetti – town:
“Tutti i bimbi che volessero partecipare ad una settimana di campeggio con il Don dell’Oratorio sono pregati di presentarsi in segreteria e di iscriversi per tempo. I bimbi verranno suddivisi per età a partire da quelli appena promossi in quinta elementare.”

Alcuni mesi fa, l’annuncio qui sopra riportato ha gettato lo scompiglio in casa Ovetti visto che, per la prima volta, l’Ovetta poteva esser candidata all’eroica e temutissima missione di passare ben una settimana lontano dalla famiglia… intendo da qualsiasi componente famigliare… no dico, avete capito?.. nemmeno un genitore! Nessun fratello! Neppure un nonno a caso!!! PAURA!!!!! 

Sono seguiti mesi di oscure riflessioni e, alla fine, l’Ovetta, gettando il cuore oltre l’ostacolo affermava con trepidante sicumera che “Si! Andrò in campeggio!” salvo poi aggiungere “Ma solo se viene anche la mia compagna A. e solo se mi garantirete che potrò stare in tenda con lei, promettete, promettete, promettete.”

Nei mesi successivi, e più si avvicinava la fatidica data della partenza, due sono stati gli eventi degni di nota.
Da un lato, l’Ovetta ampliava sempre più la lista delle amiche che voleva assoultamente (A-S-S-O-L-U-T-A-M-E-N-T-E) in tenda con lei… il che un po’rassicurava gli Ovo genitori visto che, non avendo alcun controllo sullo smistamento delle ragazze, le possibilità che almeno qualcuna rimanesse con l’Ovetta diventava sempre più probabile.
Dall’altra, il Monno riceveva la feral notizia che la settimana del campeggio includeva la data del suo compleanno (del Monno si intende): “Peccato, l’Ovetta non potrà andarci. D’altra parte non può perdersi il mio compleanno”… “Ehmm…. Veramente Monno…..” “UEEEEE!!!!! Sono arrabbiatissimo!!! Non può andare via ! Come faccio a festeggiare senza di lei !??! UEEEEEEEE!!!!”

Così, tra alti e bassi, tra la spiegazione di come si utilizzi un sacco a pelo e le classiche raccomandazioni (telefona!… ma quando vuoi), tra il Monno sempre più arrabbiato e Pica che cercava di consolarlo (“Resto io con te, non ti preoccupare Monno”), siamo arrivati alla mattina della data fatidica allorquando un nugolo di bimbi a metà strada tra l’ipereccitato e l’impaurito, accompagnati da un nugolo di mamme all’apparenza tranquille (“Oh che bello un po’ di pace…. Sì però chi manda le foto?… e se non chiamamo?…. no dico qualcuno ha i numeri di telefono dei responsabili?….) si sono ritrovati alla partenza e…. pronti? Via!… il pullman si rompe.
Vabbè, poco importa, mezz’ora dopo: pronti?… Via! Si parte!!! 
“Ciao a tutti genitori! Vi portiamo via i bimbi! E in viaggio ci guardiamo un bel film!” 


Un film?… l’Ovetta?… nooooooo

Cose che si sono imparate dalla prima settimana di campeggio dell’Ovetta.
1)            che puoi organizzare quanto vuoi ma tanto poi ….. e infatti l’Ovetta alla fine è finita in tenda con tutte le sue amiche TRANNE l’Ovetta A.
2)            che papà ovo era il tenutario ufficiale delle comunicazioni che arrivavano da Bionaz sede del campeggio, e così si è dovuto iscrivere, in una botta di gioventù, a Telegram (se non sapete cos’è…. Siete vecchi!)
3)            che le mamme delle compagne hanno fiducia zero nelle capacità di papà Ovo e infatti mandavano tutte le foto a mamma Ova (malfidenti!)
4)            che l’Ovetta ha chiamato tutti i giorni per dar notizie di sé, anche se con telefonate brevi e concise perché “devo andare a giocare!” (con grande invidia di alcuni amici abbandonati per l’intera settimana dalle rispettive ovette). “Ovetta, davvero, chiama quando vuoi, ok?” “No mamma Ova, quando papà va in giro per lavoro lui chiama tutte le sere e allora chiamo anche io tutte le sere.”
5)            che si è divertita… e questa è la cosa più importante e quando è tornata.. Beh…. Sembrava un pochetto, solo un pochetto, più grande.

Una sera della settimana dopo… rientrando a  casa…. 
“Papà…”
“Dimmi Ovetta.”
“Guarda il cielo, mi è venuto in mente una cosa bellissima che ho fatto in campeggio…”
“Sarebbe?”
“Era notte e non riuscivo a dormire…”
“Mmm…”
“E anche l’Ovetta C. era sveglia, saranno state le due o le tre di notte…”
“Sì…”
“Allora abbiamo aperto la tenda e ci siamo messe con la testa fuori e siamo state lì a guardare il cielo, era pieno di stelle…era tutto silenziosissimo…. era bellissimo!”

Sì, Ovetta sei davvero un pochetto più grande.

 

 

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Buon compleanno Monno #8

A te,

A te che quest’anno hai fatto la seconda elementare … ma vorresti tanto aver fatto la terza perché in terza ci sono tutti i tuoi amici.

A te che ti sei preso l’incarico di spiegare a tua sorella piccola un po’ di tutto… ma magari per lei a cinque anni saper scrivere “collegare” non è prioritario, ma lo fai con cura e grande passione e lei ti ascolta come un vate.

A te che hai imparato ad andare a uovo sugli sci… e infatti quest’anno ti sei rotto il labbro.

A te che, quando ad atletica ogni tanto finisci nel gruppo dei “più grandi”, sei orgoglioso e corri a più non posso per non essere considerato il piccolo, che è sempre una spiacevole sensazione.

A te che se dimentichi di mettere la matita colorata nell’astuccio, verso mezzanotte si sente uno urlo nel buio “MAMMA HO DIMENTICATO LA MATITA !!!!!”… ma dormi!

A te che litighi in continuazione con l’Ovetta, battibecchi, … ma poi la cerchi ovunque perché solo non ci sai stare e come dici tu “lei è la mia migliore amica”.

A te che quest’anno hai vissuto con angoscia suprema la preparazione della gita dei due giorni perché “come faccio a stare senza di voi una notte?”… e giù a piangere. Salvo poi confermare che “La gita è stata bellissima tranne la sera perché… un po’ mi mancavate. Ma la rifarei subito.”

A te che quando papà Ovo non è in casa sei investito dell’onere di controllare l’orto e sai tagliare le zucchine in modo egregio e … ecco magari i pomodori li togliamo dall’albero solo se sono rossi… OK????

A te che giochi a pallone con Sam e si vede negli occhi che ti piacerebbe un fratello che sa giocare a calcio. E  anche se parli poco con Sam, in qualche modo riesci a farti capire da tutti.

A te che i biscotti a colazione sono buoni…. Certo…. Ma dopo la prima dozzina non è che tu debba finire anche la seconda dozzina!

A te che quando hai corso contro Papà Ovo sulla pista per una mitica 8×50 “bimbi contro papà” eri supercontento.

A te che sai le date di tutta la tua vita a memoria: “Ma davvero Monno sai dirmi la data in cui ti è caduto il primo dente? “Certo papà… e anche la data di quando sono caduti tutti gli altri!”

A te che credi ancora a Babbo Natale  e quando la sera del 24 è suonato il campanello ti sei fiondato a letto urlando “E’ LUI ! TUTTI A LETTO ! FATE FINTA DI DORMIRE!!!”

A te che ti sei arrabbiato a morte quando hai scoperto che l’Ovetta non ci sarebbe stata il giorno del tuo compleanno e davvero per te era inconcepibile anche solo pensare una simile assenza. (tesoro, la data del campeggio dell’oratorio non la scegliamo noi).

A te che osservi il mondo cercando rigore e simmetria e che fai dell’estrema logica la tua più grande arma di difesa. E anche di attacco a volte.

A te che non ti accorgi se le calze sono di due colori diversi, se le mutande sono al rovescio, a te che la mattina indossi tutto ciò che c’è sulla sedia, senza nessun controllo, e pazienza se sono tre magliette. Erano lì.

A te che coinvolgi chiunque a giocare con te a calciobalilla e in solitaria ti alleni anche, perché il sogno è quello di riuscire a battere Papà Ovo.

A te che ti lamenti sempre che hai mangiato poco, tanto a scuola quanto all’oratorio, e se questo è l’inizio, mamma e papà dovranno pensare ad un mutuo aggiuntivo per sfamarti in adolescenza.

A te che abbracci d’improvviso ma con entusiasmo Mamma Ova (e ormai sei diventato forte) e quell’abbraccio è davvero capace di mostrare tutto il tuo voler bene e scaldare sempre il cuore.

A te che sai essere ironico e sagace, brillante e spiritoso. Che hai la battuta pronta e ci fai sorridere per la naturalezza con cui noti particolari e dettagli in un contesto da grandi.

A te che sei biondo, ma preferisci definirti “giallo”, che non usi le scarpe nuove “perché se no si rovinano”, che sei goloso di formaggio e di miele, che ami a dismisura la matematica, che “in arte e immagine meritavo 6, perché non sono proprio capace”. A te che sei disordinato, a te che sai essere allegro, che ci stupisci con discorsi profondi e delicati, che vivi ogni occasione per stare insieme agli altri a pieno, fino in fondo, con la forza e l’esplosività della tua età, senza paura,

… per questi e per mille altri motivi … si, proprio a te…

…Buon ottavo compleanno Monno!